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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: Vigo di Fassa (circa 1340 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1800 m (sola salita, prendendo la funivia solo per la salita); circa 2350 m di discesa (se non si prende la funivia in discesa)
  • Distanza percorsa: circa 24,5 km
  • Tempo impiegato: circa 1 ora per il Rifugio Gardeccia; 3 ore e 30 minuti per il Catinaccio d’Antermoia; circa 1 ora e 45 minuti per il Rifugio Antermoia; circa 3 ore e 30 minuti per tornare al Rifugio Gardeccia; circa 1 ora e 30 minuti per scendere fino a Vigo (senza funivia)
  • Punti di appoggio: Rifugio Ciampedie (1998 m); Rifugio Gardeccia (1949 m); Rifugio Stella Alpina (1960 m); Rifugio Preuss (2243 m); Rifugio Vajolet (2243 m); Rifugio Passo Principe (2601 m); Rifugio d’Antermoia (2497 m).
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo; kit da ferrata e caschetto per il Catinaccio d’Antermoia e per il Passo delle Scalette
  • Difficoltà: EE-A (F-); i soli sentieri non presentano difficoltà; le ferrate ovest ed est al Catinaccio d’Antermoia e il passo della Scaletta sono ben attrezzati, ma vanno affrontati con la dovuta preparazione ed attrezzatura.
  • Traccia GPS: download

 

Escursione che attraversa il cuore del gruppo dolomitico dello Sciliar-Catinaccio. L’escursione può essere anche affrontata in giornata ma, soprattutto per chi arriva da lontano, conviene dividerla in due giorni, pernottando in una delle tante strutture disponibili in zona ed approfittando dell’ottima e proverbiale ospitalità della regione, nonché della superba tradizione culinaria! Io ho deciso di pernottare al Rifugio Stella Alpina e di salire la prima parte del percorso (fino al Rifugio Ciampedie) utilizzando la funivia che in inverno fa servizio alle piste da sci; volendo, è disponibile anche un servizio di bus navetta che raggiunge direttamente la zona dei Rifugio Gardeccia e Stella Alpina.

Per questa escursione, quindi, dobbiamo recarci a Vigo di Fassa. Arrivati in paese (circa 1340 m), lasciamo l’auto in uno dei parcheggi presenti e raggiungiamo la stazione della funivia per salire comodamente sino alla stazione superiore, dove sorgono diversi rifugi, tra cui il Ciampedie (1998 m). Volendo, questa parte può essere salita a piedi, seguendo il segnavia 544, che parte sulla carrareccia poco a est della stazione della funivia. Chi scrive ha fatto questo tratto in discesa e risulta particolarmente ripido ma non altrettanto panoramico: conviene saltarlo prendendo la funivia! In caso contrario, vanno aggiunti circa 550 m di dislivello in salita. In ogni caso, una volta raggiunta la stazione a monte della funivia, raggiungiamo il vicino Rifugio Ciampedie (1998 m) e da lì, seguendo le chiare segnalazioni, prendiamo il sentiero 540 per il Rifugio Gardeccia (1949 m), Rifugio Stella Alpina (1960 m). Da lì, continuiamo sul sentiero 546 verso il poggio dove sorgono i Rifugi Preuss e Vajolet (2243 m). Qui continuiamo sul sentiero che risale l’Alta Valle del Vajolet, ora bollato 584, fino a raggiungere il Passo Principe e l’omonimo rifugio (2601 m). Poco a monte del rifugio, inizia la via ferrata che sale il versante sud-ovest del Catinaccio d’Antermoia. I primi tratti del percorso non sono attrezzati volutamente col cavo, in modo da fare da “filtro” per chi sale. Comunque, il percorso inizia con una cengia sprotetta che sale in diagonale verso nord e poi piega a destra in un canalino, poco oltre il quale inizia il cavo metallico. Ci si abbassa di qualche metro su una scaletta e quindi si sale un lungo cengione diagonale che taglia buona parte della parete sud sella montagna. Dopo questo tratto la via piega a sinistra (nord) e sale per diverse balze appoggiate “entrando” dentro al massiccio e spostandosi gradualmente verso il versante nord, sino a raggiungere infine la cresta sommitale. In corrispondenza della cresta, il cavo metallico termina e gli ultimi metri risultano sprotetti. Qui è necessario prestare la dovuta attenzione, in quanto la cresta è abbastanza aerea ed esposta! Un paio di maniglioni in metallo aiutano a superare i tratti più esposti e meno appigliati (max I grado, ma molto esposto). La panoramica vetta (3004 m) è sovrastata da una grossa croce in metallo. Per la discesa, possiamo ripercorrere a ritroso il percorso fatto all’andata, oppure scendere dal versante opposto. In questo caso andremo a prendere la ferrata che scende dal versante nord est. Pochi metri a est della vetta, alla nostra sinistra (nord) iniziano i cavi di questa via. La via sfrutta grossomodo una grande cengia diagonale che scende verso il basso attraversando tutta la parete nord. In questa ferrata il cavo è più continuo rispetto a quella fatta in salita. Alla base della parete si gira a destra (est) ed il cavo termina momentaneamente, per riprendere a tratti su alcuni balzi sottostanti. La via termina a poca distanza dal sentiero 584 che scende dal Passo di Antermoia, che potremmo seguire verso destra per tornare al Passo Principe e poi indietro al punto di partenza. Oppure possiamo seguire questa traccia verso sinistra ed abbassarci nella conca d’Antermoia sino a raggiungere lo spettacolare lago d’Antermoia e l’attiguo e omonimo rifugio (2497 m). Alle spalle del rifugio, prendiamo il segnavia 583, diretti al Passo di Lausa (2700 m). Da lì, quindi, ci abbassiamo sempre sullo stesso segnavia, seguendo le indicazioni per il Passo delle Scalette (2348 m), che si abbassa nella media Valle del Vajolet, a est dei Dirupi del Larsec. Questo tratto di sentiero è molto ripido e assistito in due tratti (a metà e verso la fine) con cavi e pioli metallici. Il primo tratto di cavi può essere affrontato anche senza kit, mentre il secondo, quello alla fine (o all’inizio se percorso in senso contrario), va affrontato necessariamente con la sicurezza del kit da ferrata. In realtà, volendo, questo tratto può essere evitato scendendo in un “delicato” canale di scarico e compiendo un diagonale su una traccia poco sicura: molto meglio avere il kit e percorrere il tratto attrezzato! Dopo il termine dei cavi, il sentiero 583 prosegue più comodamente sino a fare ritorno ai pascoli dei Rifugi Gardeccia e Stella Alpina dove, imboccando al contrario il sentiero 540 fatto all’andata, possiamo fare ritorno alla stazione della funivia del Rifugio Ciampedie e da lì, con la funivia o a piedi, fare ritorno all’auto.

Escursione veramente stupenda e vie ferrate molto godibili e divertenti, ottimamente attrezzate: un’escursione che non può mancare!!!

Ecco un po’ di foto di questi luoghi magnifici:


Il percorso

Dettaglio del percorso

Il Rifugio Ciampedie, a destra il Catinaccio e a sinistra la Cresta di Davoi

I Dirupi del Larsec

Sulla destra, il Piz Boé, un'altra delle gite che ho segnate sulla mia "lista"

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Da dx: Dirupi del Larsec; Torri del Vajolet; Catinaccio

Dirupi del Larsec; tutto a destra, il ripido Passo delle Scalette

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Rifugi Gardeccia e Stella Alpina

Che cartolina!!!

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Sullo sfondo, le severe pareti del Catinaccio

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A sx, le Torri del Vajolet

Verso il rifugi Preuss e Vajolet

Rifugio Preuss

Rifugio Vajolet

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Verso il Passo Principe

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Catinaccio e Torri del Vajolet

Si fa sera

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Ed è già l'alba

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Di li si sale sotto alle Torri del Vajolet, verso il Rifugio Alberto I

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Verso il Passo Principe

Tutto a destra il Catinaccio d'Antermoia

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Il Catinaccio d'Antermoia

Più o meno, lo sviluppo della prima parte della via ferrata

Dettaglio del primo cengione subito dopo la scaletta in discesa

A destra, il passo d'Antermoia

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Il Rifugio Passo Principe

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Verso il Passo d'Antermoia

La prima cengia della via ferrata, volutamente non attrezzata per fare da "filtro"

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Anche questa prima diagonale non è attrezzata; i cavi iniziano là avanti

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Sul cengione

La via è attrezzata in maniera impeccabile!

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Il cavo non è continuo: i tratti facili sono liberi

Ciao!

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Appena ti volti indietro, il panorama è favoloso!!!

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Torri del Vajolet e Catinaccio

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La cresta finale; qui il cavo finisce e a tratti è un po' esposto

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La camminata in questo tratto, si intuisce, è un po' delicata

Verso la Marmolada: uno spettacolo naturale!!!

Sasso Piatto e Sasso Lungo

In lontananza, il Gruppo delle Pale di San Martino

Il lago d'Antermonia e il Rifugio Antermoia

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Dalla Marmolada alle Pale di San Martino

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Ciao!

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Per la discesa scelgo la ferrata est

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La discesa sfrutta soprattutto un lungo cengione

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Sulla ferrata est, tendenzialmente più ripida, il cavo è più continuo

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Sotto la parete la ferrata praticamente finisce, anche se su dosso successivo, ritroviamo ancora qualche tratto col cavo

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Il vallone lunare che porta al rifugio Catinaccio

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Là in fondo il Catinaccio d'Antermoia

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Lago d'Antermoia

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Il Rifugio Antermoia

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Verso il Passo Laussa

A dx il Catinaccio d'Antermoia; in rosso la traccia per il passo

Panorama

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Zoom sul Catinaccio d'Antermoia; la ferrata est, grossomodo, sfrutta l'evidente cengione discendente

Al Passo di Lausa

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Scendendo dal Passo di Lausa verso il Passo delle Scalette

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Là in dietro, il Passo di Lausa

Il versante nord dei Dirupi del Larsec

Lì avanti c'è il Passo ddlle Scalette

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Questo tratto è decisamente ripido!

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Sembra un poco la via normale alla Presolana

C'è anche qualche cavo; si fa anche senza kit, ma assicurarsi è sempre meglio!


Vista sulla parte alta del Passo delle Scalette

Immagine che rende chiara la pendenza del tracciato

Qui sotto c'è una bellissima inclusione di tufiti verdi, e l'ultimo tratto attrezzato: una diagonale un poco esposta

lungo la parete parte il tratto attrezzato; alcune persone invece preferiscono scendere nello scarico e prendere una vecchia traccia più bassa

Il tratto attrezzato; questo è meglio farlo col kit

Dettaglio delle due possibilità per superare questo tratto

Dopo i cavi, si torna su sentiero; un po' scomodo, ma sentiero

Sotto i dirupi del Larsec

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Di ritorno al rifugio Gardeccia

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Piste da sci

I Dirupi del Larsec

A destra il Passo della Scaletta: da qui si vede quanto è ripido

Al Rifugio Ciampedie

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Buoni propositi per la prossima stagione invernale!

E una panoramica fatta dal Passo Lausa verso la Marmolada

 

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