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Quest’anno ho voluto fare un giro un po’ più “impegnativo” rispetto agli ultimi fatti e ho pensato agli Stati Uniti, in particolare a San Francisco, la California e i grandi parchi dell’Ovest. Purtroppo, o per fortuna, essendo le distanze in gioco “enormi”, oltre le scale a cui siamo abituati, necessariamente un viaggio di questo tipo richiede molti giorni. E richiede anche qualche compromesso e qualche rinuncia.

Per organizzare questo viaggio mi sono appoggiato ad un’agenzia, in particolare a Kailas Viaggi, di cui avevo sentito parlare con entusiasmo da alcuni conoscenti. In tutta sincerità, direi che gli Stati Uniti si possono girare anche in autonomia, come hanno fatto diversi miei amici e colleghi, alcuni dei quali mi hanno raccontato di non aver mai prenotato alcun alloggio, ma di aver scelto di giorno in giorno destinazione ed alloggio, avendo presente solo la data del volo di rientro. Io, girando da solo e non avendo nessuno cui appoggiarmi in caso di necessità “di qua dall’Atlantico”, ho preferito farmi preparare un pacchetto da Kailas: primo, per girare in maniera “improvvisata” bisogna essere almeno in due, che intanto che uno guida l’altro controlla sullo smartphone gli alloggi e cosa si può vedere in giornata; secondo, se fai da solo, ti devi documentare in anticipo, fare ricerche, spendere del tempo… e rischi comunque di fare delle tappe “sbagliate” e saltare cose interessanti da vedere. Su viaggi corti mi diverto anche a pianificarli, ma su viaggi di questo tipo preferisco appoggiarmi a qualcuno, per avere tutto già pianificato ed un numero da chiamare in caso di inconvenienti o necessità. Detto questo, con Kailas mi sono trovato benissimo e sto già organizzando un altro giro negli USA con loro! E non solo…

Di seguito vi racconterò, giorno per giorno, questa bella avventura, scrivendo cosa ho visto e riportando le mie impressioni sulla gente e sui luoghi. Ma prima qualche informazione generale.

Per entrare negli Stati Uniti, oltre al passaporto, vi serve anche il documento ESTA, che potete richiedere direttamente on-line, a questo link: si tratta di un documento che certifica che voi non siete persone “sgradite” agli States… Francamente non so cosa verifichino le autorità prima di rilasciarlo, ma so che persone che, prima di viaggiare negli USA, erano state in posti come Iran e Medio Oriente, hanno avuto difficoltà ad ottenerlo. Il costo del documento è di circa 15 dollari, si paga on-line e nel giro di una decina di giorni arriva la risposta. Io ho stampato la copia cartacea e me la sono portata con me, anche se non serve: ormai tutti i dati sono gestiti telematicamente, quindi, ai controlli doganali in aeroporto sanno già se il vostro ESTA è approvato o meno.

Per girare con più libertà negli Stati Uniti serve un’auto! Io, nel mio viaggio, ho fatto 3449 miglia, 5518 km: bisogna guidare parecchio! Purtroppo ogni stato ha le sue leggi particolari, quindi può essere che qualche stato non richieda la patente internazionale, ma qualcun'altro si… Io ho girato California, Nevada, Utah e Arizona e ho dovuto richiedere la patente internazionale, il cui costo, ovviamente, rispetto all’ultima volta è aumentato: nel 2015 mi era costata 70 euro di marca da bollo ed aveva una validità di due anni; questa volta è costata 85 euro e ha validità di un anno, quindi, se l’anno prossimo tornerò negli USA mi toccherà rifarla!!! E’ anche vero che, al momento del ritiro dell’auto, mi hanno chiesto solo la patente normale e non sono mai stato fermato dalla polizia per dei controlli, quindi uno potrebbe anche rischiare di “giocarla sporca” e non richiedere la certificazione internazionale della patente, ma in caso di controlli non so che accadrebbe… Come auto ho scelto poi di orientarmi sulla tipologia SUV, in particolare ho preso una Jeep Cherokee. Per le strade che ho fatto, sarebbe stata più che valida anche un’auto di categoria inferiore. Poi dipende sempre dal periodo in cui si va: io ho fatto anche qualche percorso sterrato nella Death Valley, ma era tutto asciutto e il SUV era superfluo! Un po’ dappertutto, comunque, non solo negli sterrati della Death Valley sono frequenti i cartelli che avvisano della possibilità di “flash flood”, allagamenti improvvisi, ma allora credo che nemmeno un SUV ordinario sarebbe utile e servirebbe piuttosto un pick-up in perfetto stile americano, come un Ford 150, un Dodge RAM, o un Toyota Tundra o un Tacoma: dei veri “must” per l’americano medio! Io, a posteriori, sapendo ora che nel periodo in cui sono stato lì non c’era pericolo di trovare situazioni stradali difficili, piuttosto che il Cherokee, avrei fatto meglio a noleggiare una Ford Mustang o una Dodge Challenger o una Chevrolet Camaro, che ce n’erano in giro un sacco a noleggio tra la gente che girava i parchi. E il suono di quei V8… credetemi: ne sarebbe valsa la pena!!! A parte questi discorsi, considerate le distanze in gioco e le strade enormi, conviene spendere un po’ di più ed orientarsi comunque su auto grosse, per viaggiare comodi anche sulle lunghe distanze! La benzina io l’ho trovata con una forbice di prezzi che andava da 2.89, fino a 4.15 dollari al gallone (3.78 litri), cioè da 0.85 a 0.99 euro al litro: meno che da noi, ma non quanto mi aspettassi.

Guidare negli Stati Uniti, fuori dalle città, è bello e un po’ strano! Le strade sono enormi, quasi sempre con due corsie per senso di marcia, più larghe di quelle cui siamo abituati, e c’è sempre una ulteriore corsia d’emergenza a destra per le soste, ma non ci sono le piazzole come invece sulle nostre autostrade. Quando i due sensi di marcia sono separati, spesso c’è un’ulteriore corsia d’emergenza anche a sinistra. Le strisce a terra sono bianche a destra e tra una corsia e l’altra; gialle per separare i sensi di marcia. Al centro della carreggiata c’è quasi sempre la doppia riga continua, quindi… occhio ai sorpassi “selvaggi” che siamo abituati a fare da noi! I limiti di velocità sono di 25/30 miglia all’ora (40/48 km/h) nei centri urbani, poi 40/45 (64/72 km/h) in entrata e uscita dai centri urbani, fino a salire a 50/55 (80/88 km/h) fuori e poi 60/65 e addirittura 70/75 (96/104/112/120 km/h) sulle highway. Fate sempre attenzione alla velocità!!! Mi sono accorto che, a differenza di quello che succede da noi, tachimetro della macchina, gps del navigatore e rilevatori automatici lungo le strade, sono tutti estremamente allineati!!! E spesso il rilevamento della velocità avviene per via aerea coi droni (in tal caso dei cartelli lo avvisano), così le pattuglie di polizia (rigorosamente con le barre saldate davanti al paraurti!!!) non perdono tempo a girare a vuoto per le strade, ma vanno “a colpo sicuro” sulla base delle indicazioni aeree! Mi è capitato di vedere su un display luminoso su una highway una scritta di avviso: “Honda silver targata così e così, hai superato il limite, questo è il primo avvertimento, al prossimo ti fermiamo”.

Dicevo che fuori dalle città si gira bene: strade larghe, poca gente, bei panorami… però occhio alla velocità, a non gettare immondizia dal finestrino, che sono molto severi con chi inquina e considerate anche che, quasi sempre, tra una città e l’altra non c’è copertura di rete cellulare!!! Quindi è indispensabile scaricare le mappe offline non appena avete a disposizione qualche WiFi a cui collegarvi! Per darvi un’idea, nella zona dello Yosemite, sono rimasto tre giorni senza avere collegamento alla rete! Comunque, lungo le strade ci sono parecchi telefoni fissi per chiedere soccorso in caso di emergenza. Però, se nei grandi spazi tra le città è piacevole guidare, lo è un po’ meno quando si entra nei centri abitati. Primo, spesso la corsia più a destra viene usata come corsia di sosta e ti ci trovi le macchine ferme; poi in città c’è più traffico e negli USA si può sorpassare anche a destra, quindi ti trovi auto che ti passano da tutti i lati… Poi, ancora, hanno una corsia centrale, gialla, che è riservata alle svolte a sinistra o alle immissioni, ma per entrambe i sensi di marcia!!! Loro la considerano una “genialata”, ma io l’ho trovata scomoda: può venire occupata da auto che percorrono sensi di marcia opposti e che devono girare entrambe a sinistra nello stesso punto! Oppure, può essere occupata da uno che si deve immettere provenendo da una strada laterale; oppure, ancora, quando devi attraversare una strada così, devi guardare due corsie da una parte, quella centrale che ci può stare gente che va sia a destra che a sinistra e poi altre due corsie con gente che va dall’altra parte: un vero casino!!! Per finire, poi, gli stop: come avevo visto in Namibia, anche qui, spesso, quando c’è un incrocio con strade che hanno tutte la stessa “portata” di traffico, allora c’è lo stop su tutte e quattro le strade che si incrociano, ci si ferma tutti quanti e poi si comincia a guardarsi negli occhi: “ok, prima vai tu, poi vado io, poi va lui…”. Infine, ultima situazione critica che ho notato e che voglio riportare, riguarda gli svincoli delle highway attorno alle grandi città, come San Francisco, Los Angeles o Las Vegas. Lì le strade diventano delle enormi sopraelevate con svincoli e immissioni ogni quarto di miglio (ogni 400 metri), svincoli e immissioni che avvengono sia da destra che da sinistra!!! Credetemi: un vero macello!!! In un tratto attorno a Los Angeles ho contato 8 corsie!!! Senza poi considerare che, se altrove l’americano medio rispetta scrupolosamente i limiti di velocità, in queste tratti urbani delle highway, dove la densità di traffico rende praticamente impossibile fermare o multare un veicolo, ecco, in questi tratti vanno tutti come dei missili: 80 o 90 miglia all’ora (130/145 km/h) e ti sorpassano e girano da tutte le parti!!! Altro aspetto che complica il tutto è che le frecce posteriori sono rosse!!! Solo le luci sui lati dei veicoli sono arancioni, ma dietro sono tutte rosse! Quindi, capite voi se uno davanti, che sta frenando e ha gli stop accessi, sta anche girando!!! Attorno alle grandi città, ho visto tamponamenti ogni due o tre miglia di distanza… Infine, ultima nota per la viabilità, in questi tratti “urbani” delle highway, spesso la corsia più a sinistra è contrassegnata con dei rombi gialli ed è riservata alle auto che fanno car-sharing o che hanno 4 o più occupanti a bordo. Una cosa invece sicuramente più utile è che, quando ci si trova su una strada ad alto scorrimento e ci si approssima ad uno stop, un altro semaforo qualche centinaia di metri prima avvisa col suo lampeggio che, di lì a poco, ci sarà uno stop.

Come auto, infine, nelle città ci sono fondamentalmente le stesse auto che ci sono da noi, forse molte più auto giapponesi e coreane: Toyota, Honda, Kia… meno auto americane di quanto pensassi! Ma tante Mustang, Camaro e Challenger. Poche europee: tutto sommato, poche BMW e pochissime Mercedes! Invece, tantissime Fiat 500!!! Qualche Maserati, qualche Ferrari, qualche Porche, qualche Lamborghini… ho visto anche una Alfa Giulia! Fuori dalle città, invece, è il regno dei pick-up!!! Ma pick-up enormi, come quelli che ho già elencato, spesso addirittura nella versione heavy duty: allargati sul retro come un camion e con le doppie ruote sull'asse posteriore! E' frequente trovare pick-up di questo tipo che trainano una di quelle mega roulotte che qui vediamo solo dai giostrai e poi, attaccato alla roulotte, un ulteriore carrello con sopra un paio di quad o delle moto da trial!!!

Per fare rifornimento, attenzione che i colori delle pistole in America sono l’esatto opposto che in Italia: diesel verde e benzina nero!!! Io, al primo rifornimento sono andato in panico e ho chiesto conferma ad un altro tizio che stava rifornendo sull’altro lato! E poi hanno una pistola che tappa completamente il bocchettone e aspira i gas che escono durante il rifornimento: quello potremmo metterlo anche noi!!!

E poi, attenti che in America non esistono gli Autogrill e le stazioni di rifornimento lungo le highway!!! Quindi, quando si lascia una città, fare sempre il pieno prima di partire!!! Lungo le highway, al massimo, quando ci sono gli svincoli, si trovano dei cartelli che indicano le catene di alloggi e di distributori che possiamo trovare lungo quello svincolo, ma niente più. A volte, nei distributori automatici è richiesto anche lo Zip Code (tipo il nostro CAP) oltre che il codice della carta: in questi casi, bisogna entrare dall’omino nel minimarket del distributore e farsi sbloccare la pompa lasciando la carta a lui. Ah, e poi un distributore è sempre anche un minimarket, dove trova "di tutto un po'" e a prezzi onesti!!!

Come alloggi, Kailas mi ha proposto le grandi catene come Best Western Union, Days Inn, ecc.: mi sono sempre trovato benissimo. Si tratta dei classici motel in stile “film americano”: strutture con due, tre, quattro piani di camere, con la porta direttamente sul parcheggio e dietro una zona con piscina e idromassaggio riscaldato. Veramente ottime soluzioni! Tra l’altro, ho visto esposte le tariffe giornaliere e ne ho dedotto che Kailas mi ha applicato una percentuale veramente minima sul prezzo che mi ha fatto!

Due righe ora sul cibo. In America costa tutto tanto!!! Per mangiare un hamburger e bere una birra in un pub, lasci sul piatto tranquillamente 35/40 dollari!!! Se prendi piatti più raffinati, passi senza difficoltà i 60 70 dollari: troppo per i miei gusti, ma tant’è… Di sicuro costano molto meno i panini e gli hot dog presi dai chioschi per strada (per altro buonissimi!!!) o dalle grandi catene tipo McDonald (che costano come da noi). Io, mio errore, avevo chiesto a Kailas di non mettermi la colazione compresa nei pernottamenti pensando fosse più comodo fare colazione in giro dove e quando lo avessi ritenuto comodo: grande sbaglio!!! Se ti fermi a fare breakfast da qualche parte, non ti alzi senza lasciare giù 25 o più dollari!!! Quindi, meglio avere la colazione compresa nell’alloggio, che puoi mangiare di tutto e di più, fino a scoppiare: uova, salsicce, frutta, pan cakes, waffels, corn flakes, caffè americano a secchiate… Con una colazione così, poi, si tira tranquillamente fino a sera! Beh, comunque, io dopo un po’ ho cominciato a prendere muffin per la colazine e noodles da scaldare al microonde per la cena nei minimarket dei distributori!!!

Infine, un ultimo appunto sul clima. Io ho fatto questo viaggio a cavallo tra agosto e settembre: in questo periodo e in queste zone fa ancora molto caldo!!! Tranne che al Bryce Canyon e a Mammoth Mountains, mi sono sempre trovato con temperature intorno ai 40 gradi, a volte decisamente opprimenti! Posti come la Death Valley, Yosemite, Moab, il Grand Canyon, sarebbe stato meglio visitarli con qualche grado in meno, che ci sarebbe anche la possibilità di fare delle belle escursioni, ma con quel caldo diventa quasi impossibile!

Ma ora basta chiacchiere generiche e veniamo al viaggio!

 

Sabato 24 Agosto

Oggi è il giorno del volo! Viaggio con AirItaly, 404 euro per fare andata e ritorno da San Francisco: praticamente niente!!! Il volo di andata dura circa 11 ore e 30 minuti ed è un po’ impegnativo per la mia cervicale… trascorro il tempo guardando film e leggendo il Conte di Montecristo. Tutto fila liscio, sino allo sbarco… Quando atterriamo e ci dirigiamo verso il controllo dei documenti, iniziano i “casini”: una coda inspiegabile ci separa dagli agenti che controllano i passaporti, che per parecchio tempo non sono nemmeno visibili!!! Chiacchierando con altre persone in coda, capisco che deve essere cambiato qualcosa da poco, che non ci sono mai state situazioni così. Fatto sta che siamo in una coda chilometrica che non accenna a smaltirsi! Anzi, dopo un po’ mi rendo conto che il nostro volo è pure arrivato in un momento “favorevole”, perché in breve, dopo il nostro volo, arrivano una quantità di altre persone impressionante, che io mi dispero pensando a quanti ne ho davanti, ma rido a guardare quanti ne ho dietro!!! Una signora americana particolarmente agitata si mette a fare foto dicendo che protesterà e che darà un voto negativo all’aeroporto e invita noi che siamo vicini a fare altrettanto. Io, vedendo questo casino, penso: “e questi sarebbero quelli che volevano andare in Iraq e Afganistan a vincere una guerra e a portare la democrazia?!? Non sanno nemmeno far funzionare un aeroporto!!!”. La cosa è snervante. Noto che il pavimento è di moquette: Stati Uniti! Siccome c’è davvero tantissima gente in attesa, gli omini dell’aeroporto hanno fatto un sistema di code coi nastri elastici che fa realmente perdere la pazienza: quando finisci una coda, arrivi davanti ad un tizio con una divisa e pensi che a quel punto ti manderanno da qualcuno, invece attraversi un corridoio e ti ritrovi in un’altra coda! Finalmente si arriva ad uno slargo dove ci sono una cinquantina di macchinette automatiche per fare il controllo dei documenti, leggere le impronte digitali e fare la foto. L’omino della coda ti dice a quale numero di macchinetta andare e, uno ad uno, si va. Penso: è fatta! E invece no!!! A parte che a tutti, queste macchinette danno una ricevuta “respinta”, ma comunque poi bisogna di nuovo mettersi in coda per passare dall’ufficiale che controlla i documenti!!! A un certo punto mi metto a chiacchierare con altri attorno a me, dicendo che è un gran bello girare da europeo nell’Europa Unita, che giri tranquillo senza tutte queste perdite di tempo!!! Finalmente arriva il mio turno con l’ufficiale, passo il controllo dei documenti e, dopo tre ore e mezza di coda, entro negli Stati Uniti! Mi dirigo al ritiro bagagli: siccome è da mò che l’aereo è atterrato, i bagagli del nostro volo sono stati ammonticchiati dal personale dello scalo in un angolo e perdo dell’altro tempo per capire dove li abbiano portati. Riesco infine a dirigermi all’uscita! Lì, dovrei trovare un omino con in mano un foglietto col mio nome che mi dovrebbe portare fino al mio alloggio… peccato che il povero omino, dato che ho avuto un ritardo “non ritardo” (il volo è atterrato giusto) di tre ore e mezza, mi avrà dato per disperso e se ne è andato a casa! Siccome è ormai tardi, fuori è buio pesto e non ho voglia di mettermi sul momento a cercare di capire che mezzi prendere per andare in centro a San Francisco, chiamo un taxi. Il tizio del taxi fa il simpaticone e continua a chiacchierare… io ho fame e sonno e non rispondo un gran ché… mi dice che San Francisco è una città cara, devi guadagnare sui 100.000 dollari l’anno per viverci, ma è libera e divertente. Specifica che lui è etero, ma San Francisco è la città per i gay, perché li non c’è discriminazione. Va bene, a me non fa differenza: anche io sono etero e, a parte qualche battuta che ti viene perché sono modi di dire che hai sempre sentito e che ripeti senza però caricarli assolutamente di significato, non ho nulla contro gay o o chi che sia. Valuto le persone per altre cose. Mi dice anche dove ci sono i locali, le disco e i ristoranti più cool: io ascolto, ma tutto mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro. Penso che faccia così il chiacchierone perché negli Stati Uniti ci sono le mance e il guadagno principale di chi fa questi lavori deriva dalle mance. Quando arriviamo al mio alloggio e mi da la ricevuta, scopro che non puoi nemmeno decidere cosa dargli di mancia. O meglio, puoi scegliere tra il 15%, il 20% o il 25%! Poi capirò che è la prassi: in qualunque posto dove ti offrono un servizio, quando ti danno la ricevuta hai sempre queste tre opzioni da barrare; in alcuni casi ho letto una nota che diceva che in caso di mancata scelta veniva applicato il 20% in autonomia: se paghi con carte di credito non c’è scampo a questa prassi! Beh, pago i miei 60 dollari di taxi e penso che “cominciamo bene”… Al Days Inn, che è praticamente in centro, a due minuti a piedi dal City Hall, hanno già chiuso e busso alla finestra che riceve di notte. Mi danno la mia camera: pur essendo in pieno centro di San Francisco, è il tipico alloggio che si vede nei film, col parcheggio per le auto davanti e le camere con la porta direttamente sul cortile del parcheggio, col classico chiavistello per chiudere la porta! Su un angolo del fabbricato c’è anche un baracchino che fa hamburger e patatine fritte: sarà la mia prima cena. Quindi, studio un po’ la cartina per capire cosa fare il giorno dopo e me ne vado a dormire.

Ecco qualche foto di questo primo giorno:


Preparativi. Come al solito, mi porto un sacco di cose più di quelle che mi serviranno realmente... Non porto il drone, che tanto nei parchi USA non si può usare!

Più o meno, il mio giro

A Malpensa

Questo dovrebbe essere il Ticino

Sul Lago di Ginevra

Sopra la Francia

Sotto di noi il porto di Dover, Inghilterra

Questo qui sotto invece è il Tamigi

E qui siamo sopra la Groenlandia!

Queste invece dovrebbero già essere isole nel nord del Canada

Terre che si affacciano sulla Baia di Hudson

Campi coltivati a sud del Canada o a nord degli USA

Questi sono campi dell'Oregon o dello stato di Washington

Ma direi più Washington, perchè quello sotto è quasi sicuramente il Columbia River, che fa da confine tra i due stati

Qui siamo in Oregon

Questo è il Monte Shasta, un antico vulcano della California, alto 4322 metri

Ci avviciniamo all'aeroporto di San Francisco

Questi qua sotto sono i giochi colorati delle vecchie saline che ora sono la Eden Landing Ecological Reserve

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E questa è solo la prima parte della coda che mi sono dovuto fare all'aeroporto!!! Notare quanta gente c'è! E, lo ripeto: questa era solo una prima parte, poi ce nera ancora un sacco tutta incanalata con le barriere

 

Domenica 25 Agosto

Con mia grande sorpresa, ammortizzo bene le 9 ore di fuso orario. Per la verità, mi alzo un po’ in anticipo sulla colazione e vado a fare due passi nella zona della City Hall e cerco uno sportello bancomat per prelevare un po’ di contante. Anche se è ancora presto, vicino all’Opera House, c’è un sacco di gente alla fermata degli autobus, tutti vestiti in modi bizzarri e con trolley e cartelle vistose: penso che siano persone legate al teatro, ma non saprei… quello di cui sono sicuro è che, da quel crocicchio di persone, arriva un intenso odore di marijuana, che uno direbbe che ci sia un falò alimentato con piante di “maria”… Ma in California, l’uso privato e con fini “ricreativi” delle droghe leggere è consentito dalla legge, quindi tutto ok.

Torno a far colazione e poi comincio a girare a “ruota libera” per San Francisco. San Francisco è molto carina come città: il centro “finanziario”, quello coi palazzoni e i grattacieli, è piccolo e raccolto e, tutt’attorno, dispiegato su un regolarissimo reticolato di vialoni perpendicolari, c’è un vivace pot-pourri di voci e di culture: dai murales dell’ispanico (nel senso di messicano) quartiere di Mission, alle bandiere italiane sui lampioni di North Beach, ai negozi di cianfrusaglie e tigri in avorio (o forse plastica che sembra avorio) di China Town… Camminando per San Francisco è più facile imbattersi in persone che parlano tra loro in spagnolo o cinese, piuttosto che gente che parla inglese!!! Una cosa strana del centro è che, camminando sui comodi e larghi marciapiedi, spesso si fa lo slalom tra le tende dei senza tetto che se ne stanno li tranquilli, svaccati metà dentro e metà fuori dalle tende, visibilmente sporchi, maleodoranti, che si fanno pacificamente di crack… almeno: credo che sia il crack la droga che si fuma scaldandola in boccette di vetro. La cosa sembra accettata e normale ed io sono fortemente tentato di fare delle fotografie: dopo tutto loro se ne stanno lì senza chiedere nulla e senza dire nulla, ma vivendo solamente quella loro normale miseria. Alla fine non farò nessuna foto di queste cose: mi sembra comunque di rubare l’intimità e la dignità di queste persone e, non da meno, non so come potrebbero reagire ad uno che, mentre gli passa accanto, gli fa un bello scatto mentre inspirano dalle boccette di crack!!!

San Francisco è bella: mi piace! Mi piacciono le sue case, tutte più o meno in stile vittoriano e mi piacciono le sue strade tutte disposte a reticolato perfetto, tranne forse solo un paio che tagliano le altre in diagonale! Mi piacciono quelle salite dritte, su per le colline, come le tirerebbe uno sci alpinista bergamasco che ha fretta di fare la salita e di tornare a casa presto! Unica eccezione è Lombard Street, che coi suoi 27° di pendenza e il fondo umido tipico delle città costiere, dopo svariati incidenti, ha obbligato l’amministrazione cittadina a rendere quel tratto un senso unico e a piazzarci sei tornanti per rendere più docile la discesa.

Per mezzo giorno mi reco al molo Pier 39, dove c’è un locale della catena Bubba Gump Shrimp: voglio a tutti i costi mangiare i gamberetti di questa catena, nata sulla scia del famoso film “Forrest Gump”. Il ragazzo che mi serve è particolarmente simpatico e chiacchierone; ormai conosco il motivo: è per la mancia! Per un piatto di gamberi e una birra, alla fine, lascio li più di 40 dollari!!! Comincio a pensare che qui è meglio cambiare “stile di alimentazione”, sennò su 20 giorni di viaggio lascerò sul piatto non pochi soldini solo per il cibo! San Francisco non è grande, ma nemmeno piccola, quindi, dopo pranzo, decido di prendere uno di quei bus con la soluzione hop-on-hop-off per girare più comodamente. In particolare salgo su un bus della catena Big Bus e… bum: altri 55 dollari che partono! Decido di accontentarmi di vedere le cose da fuori e di non visitare musei: che mi ispira, qui, c’è solo la National Academy of Science, ma la visiterò l’ultimo giorno. Che quì, in fondo, le cose più belle e più curiose da vedere sono in giro per strada! Per esempio due tizi abbronzatissimi che camminano completamente nudi a braccetto ed hanno unicamente una specie di preservativo (di stoffa???) a coprire il pisello, ma che alla fine non copre proprio nulla… Durante la giornata, senza accorgermene, mi scotto la fronte sotto il sole cocente della California!!!

Prima di chiudere la giornata, faccio anche un salto allo Zeitgeist, un pub con birre artigianali che avevo cercato prima di partire e su cui facevo molto affidamento. In realtà mi delude un po'... l'unica cosa positiva è che si paga solo cash e subito al banco e, quindi, non sei obbligato a lasciare le mance! E, comunque, scopro che le birre servite al banco sono care, tendenzialmente un poco più che da noi e, cosa strana, marche che conosco perchè arrivano anche in Italia, costano più la (USA) che qua (Italia)!!! Mi convinco che conviene comprare anche quelle al supermercato che c'è sempre comunque una vasta scelta e, li si, a prezzi convenienti.

Alla fine, torno al Days Inn soddisfatto e stanco che è già notte; mangio una porzione di patatine fritte al baracchino sull’angolo (che sono diverse dalle nostre: sembrano quasi girate nella farina prima di essere fritte) e me ne vado a dormire!

E ora qualche foto di questa giornata:


Il Days Inn

La City Hall

Peccato che la mattina sia avvolta da questa nebbia marina...

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Herbst Theatre

Symphony Hall; a destra si intravedono un po' dei personaggi strani e che emanano odore di marijuana di cui parlo

Mercatino nella Civic Centre Plaza

Una delle classiche Cable Car

A fine corsa, ile vetture salgono su una piattaforma girevole e poi l'autista scende e la ruota spingendola!!! Poi la vettura sale sull'altro binario ed è pronta per risalire!

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Union Square

Vicoli di China Town

Verso la Pyramid Tower

Sentinel Building e Pyramid Tower

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Il Finacial District

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Il San Francisco - Oakland Bridge; domani lo percorrerò!

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La Coit Tower

Alcatraz vista dalla Coit Tower

Ciao!

Gli interni della Coit Tower sono dipinti con murales che rappresentano i lavori che hanno fatto grande la baia di San Francisco

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Con un ascensore, si può salire in cima alla torre, da cui si gode di uno stupendo panorama sulla città!

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Al centro della foto c'è la famosa Lombard Street

Zoom

Financial District

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Di nuovo al Sentinel Building

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Quella è la Chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi

Questa invece è la Saints Peter & Paul Cathedral, dove si sposarono Joe DiMaggio e Marilin Monroe

Lombard Street

C'è così casino, un via vai continuo di macchine che scendono e gente che passa, che c'è un vigile apposta per controllare che non accadano incidenti

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Al Fisherman's Wharf

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Panini al granchio

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Al Pier 39

Famoso per le otarie che vengono qui a prendere il sole

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Invitanti hot dog

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Ma io voglio andare qui!!!

Bubba Gump Shrimps

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Ragazzi che fanno un murales lungo la strada

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Financial District

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Alamo Square Park, con le famose Painted Ladies

Anche note come Seven Sisters, case vittoriane del 1857, sopravvissute al terremoto e all'incendio del 1906

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Sul Golden Gate Bridge, nella nebbia... ma lo speaker del bus dice che è normale!

Il secondo pilone esce dalle foschie!

Di la c'è San Francisco

Di là faceva caldo, sul ponte e di qua invece tira un'arietta che definire fresca è inesatto!

Si intravede il Palace of Fine Arts

China Town

Oggetti immancabili in ogni casa, direi...

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Su Market Street

Solo per "gentiluomini"...

Market Street

Il monumento al Pioniere

La City Hall al tramonto

 

Lunedì 26 Agosto

Oggi mi alzo con calma, faccio colazione al Days Inn e vado a ritirare l'auto all'autonoleggio che è li vicino. Mentre cammino su Market Street, noto un crocicchio di poliziotti ad un incrocio: un "furbone" con un furgoncino con la scala, ha attraversato la strada, dove passa anche la linea del tram, con la scala alzata e ha tirato giù i cavi!!! Lo vedo disperato che prova a giustificarsi e gesticola coi poliziotti; io spero solo che il mio tragitto non passi da lì! Per fortuna non è così e lascio San Francisco a bordo di una Jeep Cherokee, diretto al parco dello Yosemite. Poco dopo la partenza, si accenda una spia che mi avvisa di low pressure alla gomma anteriore destra: ne prendo atto e continuo!

La strada verso lo Yosemite è bellissima. Attraverso un tratto disseminato di pale eoliche, disposte addirittura su tre livelli di quota: grandi in alto, medie a mezza altezza e piccoline in basso! E poi campi di pannelli solari!!! Poi arrivano spazi di prateria arida e, infine raggiungo il mio alloggio, che è poche miglia prima dell'ingresso del parco. Non perdo tempo e, dopo aver preso possesso della camera e aver sistemato le mie cose, riparto subito per il parco, per poter ammirare El Capitain e l'Half Dome!!!

Una breve nota sui parchi nazionali USA. Agli ingressi dei parchi ci sono delle sbarre con delle guardiole e lì bisogna pagare l'ingresso, che è di 30 dollari per auto fino a 2 passeggeri e poi a salire... l'ingresso ha validità di un giorno. Esiste però una tessera annuale, che è valida in tutti i parchi nazionali (ma non in quelli statali o nelle riserve indiane che hanno tariffari a parte!) che costa 80 dollari e che non ha limiti di accesso: è facile capire che, se si ha intenzione di visitare tre o più parchi, allora conviene fare questa tessera. La tessera va firmata col proprio nome e, all'ingresso di ogni parco, ogni volta che si entra, va mostrata con un documento d'identità. La tessera è anche condivisibile con una seconda persona, che metterà la sua firma in un apposito spazio. Io, ringrazio il mio amico Marco, che era stato da quelle parti lo scorso ottobre, quindi la sua tessera era ancora valida e me l'ha passata. Beh, poi, all'ingresso dei parchi il personale della guardiola vi da sempre anche una cartina del parco e un opuscolo con indicate tutte le cose da fare e vedere nel parco e vi avvisa in caso ci sia qualche particolare pericolo. Devo poi confessare che se arrivate prima delle sette di mattina o entrate dopo le sette di sera, quando finiscono i turni degli omini delle guardiole, non ci sarà nessuno a controllare se siete in regola coi permessi, quindi potreste entrare anche senza pagare. Nei parchi poi ci sono solitamente molti ranger, ma sono tendenzialmente occupati a fare lavori di manutenzione, quindi non vi romperanno mai le scatole, salvo ripetere a tutti quelli che incrociano di portarsi appresso almeno un gallone di acqua al giorno, il che, credetemi, col caldo che fa serve davvero!!! Ah, altra nota: l'acqua la si trova in bottiglie da un gallone!!! Quindi non sono bottiglie, ma fustini!!! Io giro per il parco, servito da comodissimi percorsi stradali, rimanendo affascinato dai panorami e dai paesaggi. Sulla cartina del parco sono segnati tutti i view point e io cerco di passarli tutti in rassegna, cosa non facile, dato che questo parco è grande una volta e mezzo la provincia di Bergamo!!! Tipicamente poi, da ogni view point (attrezzati sempre con abbondanti e comodi parcheggi) partono svariati sentieri e percorsi, ben segnati e con indicate le distanze in miglia. Spettacolare la vista su El Capitain dal Tunnel View e sull'Half Dome dal Glacier Point. Ha, se qualcuno si recasse al parco senza l'auto, allora nessun problema: in tutti i parchi c'è un servizio di bus, completamente gratuito, che gira in continuazione lungo i vari anelli stradali, i vari parcheggi, i vari campeggi e i vari view point! Lo Yosemite offre davvero tante possibilità di divertimento e meriterebbe di starci almeno una settimana! Nei campeggi, spesso vicino ai fiumi che lo attraversano, vedo molte famigliole che si divertono a fare il bagno e a scendere coi gommoni dai fiumi, oppure intenti ad arrostire succose bistecche ai barbecue! C'è un sacco di gente che se lo gira in bicicletta sulle piste ciclabili (i servizi di bus navette trasportano anche le bici!) e un'infinità di persone che fa passeggiate per gli stupendi sentieri. Poca gente invece che arrampica: fa troppo caldo e vedo solo qualcuno che fa buolder sui massi in ombra. Io giro fino quasi al tramonto, poi me ne torno all'alloggio. Per la cena, vado al bar/ristorante della struttura e, una volta seduto al tavolo, scopro che in america funziona così: prima si va alla cassa, si ordina e si paga (con mancia!); loro ti danno un numerino; poi tu cerchi un tavolo e ti siedi; poi quando esce il cameriere col tuo ordine cerca il tuo numerino e ti serve. E questo è per il cibo; se vuoi da bere, per quello devi andare direttamente al bancone del bar e ordinare separatamente! Vabbé... mangio il mio panino, bevo la mia birra e me ne vado a dormire soddisfatto!

Ecco qualche foto di questa giornata:


La vista di El Capitan quando di entra nel parco di Yosemite!

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Zoom

Cascata

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Sempre El Capitain; a dx c'è la Dawn Wall

Tunnel view

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In primo piano, a sx El Capitain; a dx in fondo l'Half Dome

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Glacier Point

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Non lasciate il cibo in auto!!! Mettetelo in questi appositi contenitori!

La valle dello Yosemite visto dal Glacier Point

The Half Dome!!!

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Effetto degli incendi che colpiscono questi boschi ogni circa 5 anni

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Un altro sguardo a El Capitain

Magnifica!

El Capitain visto dall'altro lato

Il mio alloggio: la classica soluzione americana!

Le spine del bar dell'alloggio sono davvero interessanti

La cena

E un buon caffè in camera non manca mai!

 

Martedì 27 Agosto

Oggi altro giorno dedicato allo splendido Yosemite! Questa mattina faccio colazione al ristorante dell'alloggio: scopro che la tariffa è fissa, ed è alta!!! E' la classica colazione a buffet con di tutto e di più, ma io, non sapendo questo fino al momento in cui ricevo lo scontrino, prendo solo un caffè e una fetta di pane: con la mancia, mi costeranno 28 dollari!  Vabbè... dopo colazione, via verso il Mariposa Groove, ad un'ora e mezza di macchina dall'alloggio, sempre all'interno del parco (per dare l'idea di quanto sia grande il parco!!!). Oggi ho voglia di fare qualche bella camminata e giro per i sentieri in lungo e in largo, affascinato dalle enormi sequoie che crescono in questo angolo del parco!!! In questa parte dello Yosemite si cammina un po' meglio, perchè siamo più in quota rispetto alle zone dove c'è El Capitain e l'aria è più fresca! Però fa ugualmente caldo... Giro a piedi tutti i sentieri che riesco, prima di decidere di ritornare all'auto: vorrei vedere ancora altri punti più in basso ma sto consumando quasi tutta la giornata nel Mariposa Groove. Tra l'altro, incrocio anche un orso!!! Non scherzo: c'è la foto!!! Un orso che, pacifico, passa nel bosco a poca distanza da me! Io mi sono preso uno spavento... nel dubbio ho preso subito un bel sasso in mano e non l'ho mollato fino a che l'orso è sparito tra i cespugli e altre persone sono arrivate sul mio stesso sentiero! Tornato nella parte bassa del parco, vorrei andare a vedere da vicino le Yosemite Falls, ma giunto sul posto scopro che la camminata per vederle è abbastanza lunga... Io sono sfinito e rinuncio! Per concedermi un "premio" per l'intensa giornata mi fermo a prendere un gelato, tipo il nostro Magnum Algida e mi stupisce il fatto che la confezione sia singola e di cartone... Io penso: "va che bravi, invece di usare la plastica, mettono i gelati nel cartone". E invece, dentro alla scatoletta singola di cartone, c'è sempre un ulteriore rivestimento in plastica!!! Vabbé comunque, se per quello, anche i bicchierini di plastica che ci sono nelle camere degli hotel, sono ulteriormente incartati ad uno ad uno nella plastica! Sono strani qui...

Ma ecco qualche foto di oggi, con l'incontro con Yogi!


A Mariposa Groove!

Nel regno delle Sequoie giganti

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Un antico tronco caduto!

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I cervi e i caprioli girano tranquilli in mezzo alle persone

La sequoia là davanti è grande come la Statua della Libertà!!!

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The Tunnel Sequoia

Ciao!

Girare in questo parco è bellissimo!!!

Notare come è piccolo l'uomo rispetto alla sequoia

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Due sequoie gemelle

Un'altra femmina di cervo

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Ehi: c'è anche Yogi!!!

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Ancora al tunnel

La sezione di una sequoia gigante caduta nel 1950

La sua storia

La posizione della sezione

Panoramica da Tunnel View

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A spasso per il parco

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Le Yosemite Falls

Cena

 

Mercoledì 28 Agosto

Oggi ho una tappa di "trasferimento", per avvicinarmi alla Death Valley. Penso che sia solo "strada da fare"... e invece sbaglio!!! Per prima cosa mi fermo a fare una visita al Toulumne Groove, un'area con sequoie giganti, un po' più piccola rispetto al Mariposa Groove, ma altrettanto carina. Quindi arrivo al Tioga Pass, uno stupendo passo alpino a 3031 metri di quota e, da lì, esco dallo Yosemite Park. Mentre lascio Yosemite, penso che qui ci dovrò tornare in futuro per fare qualche bella escursione!!! Dal Tioga Pass scendo verso il Mono Lake, un lago salato a quasi 2000 metri di quota, poco più grande come superficie del Lago di Como, che ha una storia interessante: negli anni '50 hanno tirato delle condotte da questo lago fino a Los Angeles, a quasi 300 km di distanza, per l'approvvigionamento idrico dell'area urbana ed il lago ha cominciato a ritirarsi!!! Fino agli anni 2000 nessuno se ne è curato e, solo di recente, sono state prese delle azioni per la conservazione dell'area. Comunque, il progressivo ritiro dell'acqua, ha portato alla luce delle curiose formazioni saline e calcaree, che in origine erano sommerse e che ora sono diventate un'attrattiva del parco: a dir la verità, niente di ché. Da Mono Lake, faccio quindi tappa alla città fantasma di Bodie, classico esempio di vita ed "eredità" del periodo della "corsa all'oro". La cittadina, a 2500 metri di quota, sorse attorno ad una piccola miniera d'oro e, ormai abbandonata dagli anni '50, rimane a testimoniare la vita di tutte quelle persone che, anche dall'Europa, venivano a cercare la fortuna nel Grande e lontano Ovest. A vedere la sua posizione e il suo isolamento, ci si può solo immaginare le difficoltà di vivere qui, attorno alle speranze di una miniera che non fu mai realmente produttiva!!! Lascio quindi anche Bodie per dirigermi fino al comprensorio sciistico di Mammoth Mountain. Sulle prime, visto il relativo isolamento della zona e la notevole distanza dai grandi centri urbani, mi aspetto qualcosa di piccolo, tipo un nostro Foppolo... e invece mi ritrovo in un luogo molto ben curato, dove si intuisce la presenza di numerose e belle piste per l'inverno e dove abbondano le attività estive!!! Tutta l'area è disseminata di percorsi per mountain bike, le seggiovie continuano a trasportare persone e bici e un servizio di navette gratuite continua a fare il giro della valle per offrire supporto ai bikers! Mentre nelle altre zone (anche nelle città) avevo notato che gli autobus avevano sul fronte un attacco per ospitare fino a tre biciclette, qui girano proprio con un rimorchi attaccato che porterà almeno una ventina di biciclette!!! E poi è pieno di spazi per noleggiare bici e bici elettriche e ci sono svariate palestrine per l'arrampicata: quando si dice "organizzarsi"!!! Questo posto, nato con un semplice ski-lift, quasi per caso, per tenere occupati i pochi abitanti, ora è un grandissimo comprensorio, che lavora 12 mesi all'anno!!! E, a guardare le cime, direi che offre anche svariate possibilità per fare scialpinismo! Ah, comunque la zona è disseminata di splendidi e incantevoli laghetti alpini, quindi io ne approfitto per andare a fare due passi in questa stupenda natura! Scopro che ci sono anche qui i Twin Lakes: i Laghi Gemelli! La sera, in hotel, mi studio le cartine della zona e provo a fantasticare di tornarci durante un inverno per fare scialpinsmo: scommetto che sarebbe molto divertente!!!

Ecco qualche foto di questa giornata:


Sulla strada verso il Tioga Pass

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Toulumne Groove

Non è bello come il Mariposa Groove, ma è ugualmente carino

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Tenaya Lake

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Al Tioga Pass

Tutta la valle è un blocco enorme di granito!!!

Ciao!

Tioga Lake

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Che paesaggi idilliaci!

La strada che scende dal passo

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Mono Lake

Un po' di anni fa, qui c'era l'acqua!!!

Il lago, a 1944 metri di quota, ha una superficie di 180 km quadrati

Si tratta di un lago salato

La città fantasma di Bodie, a 2500 metri di quota!!!

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La città è abbandonata dalla fine degli anni '50 del novecento

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Il museo

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La miniera d'oro!

Le scatolette del cibo dei minatori

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Verso Mammoth Mountais

A Mammoth Mountains, un centro invernale fichissimo!!!

Ma anche in estate non mancano le attività!

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La mia camera

I Mammoth lakes

Attorno a questi laghetti alpini, è pieno di percorsi a piedi e per mountain bike, molto ben tenuti!!!

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I Twin Lakes, i Laghi Gemelli! Bisognerebbe proporre un gemellaggio (per restare in tema) al CAI di Bergamo!

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Nel comprensorio di Mammoth Mountains

Cena!

 

Giovedì 29 Agosto

Oggi ho la tappa verso la Death Valley. La strada che percorro è essa stessa stupenda!!! Le viste dalla strada sono mozzafiato! Mi stupisce che qui, ogni tanto, viva della gente!!! Eppure, qua e là, c'è qualche casetta, qualche fattoria... e poi miglia e miglia di "nulla"! Arrivo al mio lodge, Stovepipe Wells, che è ancora presto e la camera non è pronta, quindi parto subito per visitare la Death Valley. Fuori dall'auto il clima è micidiale: in alcuni punti, quelli più bassi, ci sono 57 gradi centigradi!!! E tira sempre vento! Un vento caldissimo, come se fosse un gigantesco phon, o come essere dietro alla ventola di una cella frigorifera in piena estate... Capisco perché le bottiglie d'acqua le vendono nel formato da un gallone!!! Giro per tutti i view point principali della valle: i colori e i panorami sono realmente mozzafiato!!! Mi accorgo che ci sarebbero anche tante belle passeggiate da fare, ma fa veramente troppo caldo (uno dei posti da cui si passa si chiama Furnace Creek: un nome un programma) e mi domando quando bisogna venire qui per poter fare anche delle passeggiate?!? Vorrei girare e vedere più cose, ma il caldo ha la meglio e, verso sera, torno al lodge per infilarmi in piscina e cercare un po' di refrigerio! La notte è stupenda! In realtà fa sempre un caldo pazzesco, ma il cielo è bellissimo!!! Provo a fare qualche foto al cielo col 14 mm fisso, ma il fuoco manuale mi "tradisce" e vengono tutte fuori fuoco... pazienza: lo  cambierò con uno con l'autofocus! Intanto quelle immagini rimarranno comunque nella mia mente e nel mio cuore: che bella la Death Valley!!!

Qualche foto di questa favolosa giornata:


Sulla strada da Mammoth Mountains verso la Death Valley

Sembra impossibile, ma su questi versanti, ogni tanto, c'è qualche nevaietto!!!

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Ogni tanto, qualche casetta...

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Ciao!!!

Punto panoramico

La valle prima della Death Valley

Stovepipe Wells

La Death Valley: il bianco sul fondo è il sale portato dall'acqua di un fiume sotterraneo che evapora

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Vecchie miniere

I colori sono impressionanti!!!

Punti panoramici

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Anche la Death Valley è piena di sentieri e percorsi!!! Sarebbe solo meglio farli con un poco meno caldo...

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Tengo la mano sul cappello perchè c'è un vento (bollente) che soffia in continuazione! Non si suda con questo vento, ma siamo a 57 gradi!!! E' una sensazione strana...

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Un po' di sterrato!!!

Che figata!!!!

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Dante's view

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Cosa dire di questi paesaggi se non... FIGATA!!!

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Qualche metro sotto al livello del mare! Mi domando quanta acqua debbano usare per tenere quelle palme e il prato a questo villaggio...

Deserto

Ciao!

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Stovepipe Wells: qui i climatizzatori delle stanze sono grossi come quelli delle celle frigorifere!!!

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La Via Lattea

 

Venerdì 30 Agosto

Stamattina mi alzo abbastanza presto perchè, prima di partire per Las Vegas, voglio fare un salto al Badwater Basin, il punto più basso (e più caldo) della valle, a 85,5 metri sotto il livello del mare! La mattina, a Stovepipe Wells dove alloggio, fa un po' più fresco: prima che sorga il sole ci sono solo 29 gradi!!! Dopo queste ultime visite e dopo aver preso gli ultimi scatti a questi maglifici colori ocra, lascio la Death Valley diretto verso Las Vegas. Sono un po' preoccupato per la viabilità: a Las Vegas ci sono quei mega-svincoli di cui ho parlato all'inizio e la cosa mi da un po' da pensare. Però, tutto sommato, non incontro problemi e, poi, il casinò dove alloggerò sta proprio attaccato ad uno svincolo, quindi non devo girare troppo e parcheggio subito dopo essere uscito dalla Highway. Parcheggio in una struttura a più piani a lato del casinò e, in un primo momento, non mi accorgo che i parcheggi sono distinti in base al tipo di camera che si è preso! Per fortuna, prima di uscire, leggendo le scritte sui muri me ne accorgo e torno a spostare l'auto: l'avevo messa in un posto riservato alle camere super luxury!!! Vabbé dopo aver fatto il check -in (dove mi danno anche un gettone da usare quando uscirò dal parcheggio), esco subito ad esplorare Las Vegas! Fa caldissimo!!! Cioè, qui ci sono solo 43 gradi, meno che ieri nella Death Valley, ma qui c'è un'afa come nella bassa bergamasca e con 43 gradi si muore!!! Las Vegas è strana!!! Sembra un grandissimo luna park! E sembra tutto finto!!! Sulle strade principali si affacciano questi enormi casinò tematici, che ricostruiscono il regno di Camelot, New York, l'antica Roma, Venezia, Parigi... Passeggiando, penso alla quantità di soldi che devono essere serviti per fare queste cose e anche a quanta follia che deve essere stata nelle menti di chi ha pensato a questo!!! E mi domando soprattutto a chi sia venuto in mente di venire a fondare una città qui, in mezzo al deserto, con questo caldo asfissiante!!! E costa tutto un capitale!!! Alla fine cedo: fa troppo caldo e mi prendo una granita, anche se costa 12 dollari!!! DODICI dollari per un bicchierino di ghiaccio tritato e un po' di sciroppo al limone... Per le strade gira di tutto: un sacco di famigliole, come da noi a Gardaland per esempio, gente vestita in modo improbabile, predicatori col megafono e coi cartelli legati davanti e dietro... ragazzi vestiti da personaggi dei videogiochi, da Super Mario (che parlavano anche in siciliano!!!), da Sonic, da Capitan America... ragazze svestite (topless, giusto una stellina o un cuoricino sui capezzoli e mutandine striminzite...) che si fanno pagare per una foto agli angoli delle strade, gruppi di persone agghindate con gli abiti da matrimonio, che probabilmente stanno andando ad un matrimonio, e che io guardo mentre praticamente si "sciolgono" dentro a quelle lunghe giacche nere... In giro si percepisce un atteggiamento fortemente maschilista: dai souvenir in vendita (vedere le foto che seguono), alle ragazze in giro in topless, ai furgoni che passano per strada per pubblicizzare escort a domicilio... Io non faccio statistica perchè non ho avuto molte esperienze, ma in un giorno a Las Vegas vedo molte più "tette al vento" che in tutta la mia vita precedente! In uno dei casinò che visito, mi colpisce un bar allestito come un saloon dei film western, con le sedie tipo quelle del barbiere, che girano e si piegano indietro: a servire ci sono solo delle ragazze con indosso delle mutandine che sono il minimo necessario per poter dire che non sono nude e fanno girare gli uomini sdraiati sulle sedie, poi li fermano di colpo e gli versano i liquori in bocca direttamente dalla bottiglia e poi... via, li fanno ruotare di nuovo!!! Comunque i casinò, anche se fuori sono tra loro diversissimi, dentro si assomigliano tutti: al piano terra c'è il vero casinò, cioè distese infinite di slot machine, tavoli da gioco, roulette... sovente troviamo anche un angolo con la SPA e le piscine; al primo piano c'è un centro commerciale (a me sembrava di essere all'Orio Center); poi, ai piani superiori, le camere. E poi, sono tutti collegati gli uni agli altri, con delle passerelle che li uniscono al di sopra delle strade, così che una persona  può uscire da uno ed entrare subito in un altro! Non giro tutti i Casinò perchè fa troppo caldo e, dopo un po', torno in camera! Per cena mi prendo una porzione di patatine fritte schifosissime (c'è sopra una salsina verde realmente disgustosa!) nel centro commerciale e vado anche a cercare un adattatore per la corrente, che il mio si è rotto: lo trovo a 28 dollari! Sul tardi vorrei uscire per vedere la città al buio, con tutte le sue luci, ma c'è in giro troppa gente strana che mi ha messo un po' a disagio... Anche nell'ascensore del casinò incontro personaggi un po' strani che cercano di attaccare bottone e, dopo tutte le esperienze che ho avuto in giro, non mi fido più di questi personaggi e preferisco evitarli. Decido quindi di non uscire e di fare solo un paio di giocate alle slot machine: un dollaro per me e un dollaro per una mia amica che me lo ha chiesto. Non ci crederete, ma faccio fatica a trovare una slot machine che funzioni ancora coi dollari!!! Alla fine la trovo, ma devo girare parecchio: ormai è tutto elettronico e giochi con le tessere, che devi caricare allo sportello dei cambi, dando la tua camera, i documenti, ecc. ecc. E poi, se vinci, non ti scendono mica i soldi, ma ti esce uno scontrino che devi poi consegnare allo sportello dei cambi! Io vinco 4 centesimi!!! Vorrei prendere delle fish come souvenir, ma non è facile come pensavo: per averle devi comunque dare i tuoi dati e non puoi portartele via (di fatto è una forma di moneta); potrei provare comunque a imboscarle, ma non voglio rischiare e mi accontento delle fish magnetiche che vendono al centro commerciale.

Ma ora qualche foto di questa giornata:


Stovepipe Wells all'alba

La Death Valley

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Al centro della valle c'è anche una sorgente, ma l'acqua è salata!!! Un cartello recita: "pensate il disappunto dell'esploratore che scoprì la valle quando arrivò qui e si rese conto che non poteva fare bere questa acqua al suo mulo!"

Siamo a 85,5 metri sotto al livello del mare!

La linea bianca là sopra indica il livello del mare

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Acqua e sale

Cristalli di sale

Qui siamo in un altro punto, dove i cristalli di sale sono decisamente più grandi

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Ola!

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A Las Vegas! Questo è l'Excalibur, il casinò dove dormirò stanotte

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Dentro al Casinò: fuori ci sono 43 gradi, dentro il gelo artico!!!

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Fuori è un gigantesco luna park

Il New York

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Idee regalo per la propria fidanzata... Girando per Las Vegas, non si percepisce un gran rispetto per le donne...

Vabbé: un po' volgare, ma almeno fa rima....

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Una replica di Parigi!

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I piani superiori sono un unico centro commerciale!!!

Il Palazzo dei Cesari

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Ciao!

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Piazza San Marco!

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Gli interni!!!

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Interni del Cesar

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Beh, poi ci sono anche quelle che girano in topless per strada per fare foto e lasciarti biglietti da visita...

Interni del New York

Excalibur

Ciambelle!

La mia cena! Quella salsina verde, fredda, fa veramente schifo!!!

Cerco a fatica una slot machine tradizionale, dove puoi inserire semplicemente i dollari e tirare la leva

Good luck!

 

Sabato 31 Agosto

Oggi mi alzo presto, che voglio lasciare Vegas prima che si formi troppo traffico. Ugualmente, anche se parto presto, attorno alla città c'è comunque molto traffico ma esco senza problemi! Resto ancora una volta impressionato dagli svincoli delle autostrade e penso a come siamo indietro noi, in Italia, dove abbiamo strade molto più piccole ma, spesso, con un traffico addirittura più intenso! Come prima tappa oggi ho lo Zion Canyon, una profonda forra scavata dal fiume Virgin nelle arenarie rosse!!! Siccome ci arrivo già a metà mattina, i parcheggi del centro visitatori sono già pieni e devo lasciare l'auto a Springdale, il paesino all'ingresso del parco. Poi raggiungo il parco con le navette gratuite. Purtroppo, avendo poco tempo, faccio solo una breve passeggiata alla base del canyon, ma vedo che ci sono dei bellissimi sentieri, anche attrezzati, che passano sulle parti alte del canyon! Se tornerò da queste parti, bisognerà fermarsi qui più tempo per fare qualche bella passeggiata!!! Grazie ai pannelli divulgativi, scopro perchè i canyon sono stretti nelle parti alte e più larghi in basso, verso la fine: le rocce superiori, arenarie, sono più resistenti e vengono consumate dall'acqua lentamente, ma quando l'acqua raggiunge le rocce più basse, che sono conglomerati più fragili, le consuma più rapidamente e quindi le arenarie superiori, prive di sostegno, crollano e vengono portate via dalle acque. Quindi, finché il fiume non raggiunge i conglomerati alla base, il canyon rimane stretto; poi, pian piano, si allarga. In realtà mi fermo poco nel canyon anche perchè ho premura di andare a cercare una maglietta per il mio amico Marco, che era stato qui l'anno scorso e che mi ha dato la sua tessera per i parchi. Giro tutti i negozi di souvenir, ma purtroppo non riesco a trovare quel disegno che mi chiede lui... Alla fine desisto e riparto diretto al Bryce Canyon. Dopo aver preso possesso della mia camera, entro nel parco. Se Zion mi aveva un po' deluso, Bryce mi lascia senza fiato!!! Dire che è bellissimo non rende comunque l'idea!!! E anche le foto che ho fatto non rendono a pieno la bellezza del posto!!! Comincio a girare per i sentieri e passo in rassegna tutti i principali punti panoramici: faccio centinaia di foto!!! Anche qui noto parecchi sentieri che attraversano il parco e penso che sarebbe bellissimo girarli tutti! Alla fine, sono le 20:30 passate quando penso che sia meglio fare ritorno al mio alloggio: domani mattina verrò a vedere l'alba! Mentre cammino verso l'auto, vedo molti ranger che preparano dei telescopi per osservare le stelle e preparano tanti piccoli spazi per spiegare l'astronomia ai turisti che vogliono fermarsi li la notte.

Qualche scatto di questa giornata:


Sulla strada verso Zion Canyon

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A Springdale, all'ingresso del parco

Per entrare nel parco si prendono le navette gratuite

Alla base del canyon

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Tutto attorno, in cima, passano dei sentieri

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Pareti verticali di arenaria

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Sarebbe bello tornare qui in una stagione più fresca e fare qualche trekking

In uscita dal parco

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Bisonti lungo la strada

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Al Red Canyon, un piccolo canyon lungo la strada

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Ed eccoci al Bryce Canyon: favoloso!!!

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Ciao!

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Fantastico!!!

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Volendo, anche qui è pieno di sentieri per girare in lungo e in largo il parco

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Un fotografo che si appresta a passare qui la notte

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Ormai siamo all'imbrunire

La mia cena

Il caffé; notare il bicchierino di carta incartato a sua volta nella plastica!!!

 

Domenica 1 Settembre

Oggi è il mio compleanno!!! 40 anni, tondi tondi!!! Per festeggiare vado la mattina presto ai Sun-Set e Sun-Rise view Points. Qui al Bryce Canyon si sta proprio bene!!! La mattina fa anche freschino! Marco, il mio amico che è stato qui lo scorso anno, ad ottobre, quasi un mese esatto dopo rispetto a me, era qui sotto la neve!!! Faccio ancora un centinaio di foto a questi stupendi pinnacoli di roccia colorata e percorro anche il Navajo Loop, un bel percorso tra le rocce. Mi immagino le foto che si possono fare qui quando arrivano i temporali, con le nuvole o nei tramonti invernali: beati quelli che vivono in questi posti!!! A metà mattina, quasi controvoglia, lascio il Bryce Canyon e mi dirigo a Moab. La strada che percorro, la 70 east, è un'attrattiva essa stessa!!! E' un passare continuo tra canyon colorati e view point spettacolari!!! Quando arrivo a Moab, lascio i bagagli all'alloggio e poi mi fiondo al National Arches Park, un parco con più di 2000 archi naturali!!! Purtroppo qui fa ancora caldissimo, da schiattare!!! Mi giro una buona metà del parco, quella che si può raggiungere anche in auto, riservandomi di vedere il resto il giorno dopo. Al ritorno all'alloggio, noto che in paese c'è un bel microbirrificio con annesso un pub: stasera cenerò lì! Purtroppo le birre non sono entusiasmanti, ma il burrito che prendo per la prima volta è veramente pessimo!!! E' farcito con un pulled pork mischiato ad una melassa dolciastra e servito con un'insalata di frutta e fagioli piccanti (l'unica cosa che si salva!)... Domani mi mangerò ancora i noodles scaldati al microonde, che è meglio!!!

Ecco qualche foto di oggi:


Il comprensorio dove alloggio al Bryce Canyon

Sunrise view point

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Sul Navajo trail

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I pascoli dello Utah

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Anche in un laghetto così piccolo ci sono delle barche!!!

Lungo la strada

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Punto panoramico sulla 70 west

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Qui invece siamo già a Moab, al National Arches Park

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Dune fossili!

Si vedono meglio: dune di un antico deserto fossilizzate e diventate pietra

La roccia equilibrista

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Double arches

Elephant Butte, una roccia a forma di elefante

Il Double Arch

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Come si formano gli archi

South Window

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North Window

Turret Arch

Altre dune fossili

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Stasera vado a questo microbirrificio!!!

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Prendo questo burrito... credetemi: è una sbobba che si mangia solo perchè si ha molta fame!!! Se sapevo come era non lo avrei preso!!!

Domani sera, noodles al microonde!!!

 

Lunedì 2 Settembre

Anche oggi mi alzo presto, che voglio finire di vedere il National Arches Park e voglio trovare un buon punto per uscire la notte a fare uno strar-trail. Per prima cosa vado a vedere il simbolo del parco, il Delicate Arch, e comincio a farmi un po' di miglia a piedi... Poi vado a vedere altri archi e decido infine di fare anche il Devil's Garden Trail. Sottovaluto però il percorso e sarà un grave errore!!! Per fortuna, almeno, prima di cominciare il giro mi cospargo di protezione 70, ma lascio il barattolo in auto e, a metà percorso Dio solo sa quanto desidererei spalmarmi ancora un po' di protezione in faccia e sulle braccia, che bruciano sotto al sole!!! E per fortuna una ranger all'inizio del percorso mi obbliga a riempire la bottiglietta d'acqua che mi porto appresso che comunque, per tutto il giro che farò, sarà ancora pochissima!!! Il caldo e la poca acqua che mi porto pesano negativamente sul ricordo che ho di questo percorso, che in realtà è veramente bello e consente di poter ammirare un gran numero di archi! Quando termino il trail, mi attacco alla fontanella e decido che, prima di fare qualsiasi altra cosa, devo tornare all'hotel a rinfrescarmi! Ciò fatto e dopo essermi reidratato con birra gelata, decido di uscire ancora per andare a vedere il Dead Horse Point State Park (che non essendo National, si paga a parte). Questa nuova uscita mi da "il colpo di grazia": sono stremato, abbandono l'dea di uscire ancora di notte per fare uno strar-trail e me ne torno in camera per farmi un'altra doccia fredda!!! Oggi sono veramente esausto, ma soddisfattissimo! Lascio anche questi luoghi immaginandomi come possano essere in inverno, coi colori del tramonto e con qualche grado in meno!!!

Le foto di oggi:


Entrando nel parco all'alba: che colori!!!

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Cavoli: è vero!!! Io sottovaluto questo cartello e, nel corso del giorno, patirò la sete!!!

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Come si capisce dalle persone in giro senza maglietta, fa già caldo anche a quest'ora!!!

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Il Delicate Arch, il simbolo del parco

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Ciaoooo!

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A ri-ciaooo!

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Petroglifi indiani

Un ranch

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Il Landscape Arch

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Devil's Garden Trail

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Double O Arch

Questa immagine fa capire come l'acqua riesca a creare gli archi!

Per fortuna, prima di scendere dall'auto, ho messo la protezione 70!!!

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Il Devil's Garden

Al Private Arch

Un gruppo di austriaci che si stanno facendo il trail di corsa

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Mamma mia: così è meglio!

Così è ancora meglio

Verso il Dead Horse point

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Il Dead Horse Point

Il Colorado River

Spiegazioni

Sarebbe bello girare sule piste sterrate che si vedono la sotto!

Quelle la dovrebbero essere delle saline

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Ciao!

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Sicurezza americana

 

Martedì 3 settembre

Questa mattina per prima cosa mi dirigo al vicino Canyonlands State Park. Essendo un parco statale, è da pagare a parte, ma io arrivo prima dell'apertura della guardiola d'ingresso e quindi posso entrare gratis. Il parco consente di vedere una miriade di canyon e di pinnacoli scolpiti dal Colorado River e dal Green River che, poco più avanti, confluiscono. Purtroppo, dall'ingresso nord del parco non c'è modo di raggiungere il punto di confluenza su strade asfaltate: bisognerebbe farsi qualche ora di sterrati! Oppure entrare dall'ingresso sud, che però è a 125 miglia di distanza... Entrambe le opzioni troppo lunghe!!! Mi accontento di vedere Colorado e Green River da una certa distanza. Osservo comunque un gran numero di piste sterrate e mi immagino quanto sarebbe bello girarseli a bordo di un Wrangler, fermandosi a dormire in tenda in riva al fiume e cucinandosi una zuppa col fornelletto da campeggio! Cercando info, scopro che la maggior parte di queste strade, sterrate e non, che attraversano zone come Canyonlands, o la Death Valley o in generale tutte le zone desertiche, sono frutto del boom nucleare degli anni 50/60, periodo in cui queste zone hanno visto un proliferare di miniere alla ricerca di uranio e di minerali utili all'industria nucleare. Ormai quelle miniere sono quasi tutte abbandonate, ma restano le strade che sono diventate attrazione turistica. Vabbé, dopo aver fatto un giro dei Canyonlands, prendo la direzione della Monument Valley, quella dei film indiani e dei cartoni animati di Wile E. Coyote e il Road Runner. A dir la verità, la Monument Valley mi delude un po'! A saperlo era meglio farsi le 125 miglia (200 km) per andare a vedere la confluenza tra Colorado e Green River... La monument -valley mi delude un po' perchè non c'è molto da fare o molto dove girare: è una strada che passa in mezzo a questi monoliti che si ergono come torri, ma niente più. Cioè, anche qui ci sarebbe da girare a piedi, a cavallo o off-road, ma essendo riserva indiana, non ci si può andare da soli, ma bisogna andare accompagnati da una guida indiana. Quindi se nel vostro viaggio questa è solo una tappa di passaggio, allora non riuscirete a fare nulla. Quasi quasi, consiglierei a chi a tempo di fermarsi qui due giorni e di prenotare in anticipo una gita a cavallo attraverso la valle! Vabbè, ma per me era solo una tappa di passaggio e avevo alloggio a Kayenta. Kayenta non è una cittadina piccolina... internet mi dice che qui ci vivono addirittura quasi 5000 persone... in realtà non c'è niente!!! E' la desolazione più totale!!! Guardate le immagini da satellite se non mi credete!!! Per fortuna, all'estremità sud c'è un piccolo centro commerciale dove riesco a prendere un panino, però... non c'è la birra!!! Niente birra, niente alcolici!!! Essendo questa una riserva indiana, non c'è modo di trovare un goccio di birra!!! Pazienza: oggi va così!

Ecco qualche foto di oggi:


L'alba nel parco statale Canyonlands

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Sulle piste sterrate che si vedono sotto, si possono fare gite di più giorni tutte off-road: deve essere una figata!

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Ma anche fatto con una bici elettrica: va che belli quei tornanti la in fondo!

Un arco anche qui

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E' proprio appoggiato per un pelo!

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Questo signore mi da un'idea

Ciao!

Questo è l'altro lato del parco e la in basso c'è il Green River (quello delle foto precedenti era il Colorado)

Il Green River: effettivamente è verde!

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Un mistero! I geologi non sanno esattamente che spiegazione dare a questa strana montagna di minerali...

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Io mi godo gli strani colori

Sulla strada per la Monument Valley

Eccola là in fondo

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Al Forest Gump Point

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Kayenta

 

Mercoledì 4 settembre

Oggi ho la visita prenotata all'Upper Antelope Canyon. Le visite in questi canyon vanno prenotate in anticipo e sono a fascia oraria. Qui potete trovare tutti i dettagli delle proposte. Io avevo prenotato la visita al solo Upper Canyon, ma mi pento: avrei fatto bene a prendere un biglietto per visitare anche il Lower Canyon che sono luoghi stupendi!!! Per motivi di sicurezza, non ci si può entrare da soli, ma solo accompagnati dalle guide Navajo. Prima di dirigermi a Page, comunque, dato che la mia visita è per le 12:45, ritorno al Forrest Gump Point, per ridare uno sguardo alla Monument Valley con la luce del mattino. Al ritorno però resto fregato: a Kayenta stanno posando le travi per allargare un ponte sulla strada e devo aspettare più di mezz'ora che gli operai scarichino la trave e la mettano in posa. La cosa mi scoccia un po', perchè quelli dell'Antelope Canyon mi hanno mandato mail e sms scrivendo che bisogna fare il check-in per il tour almeno un'ora e mezza prima dell'inizio del tour, altrimenti la prenotazione sarà annullata! Quindi faccio la strada un po' di corsa e senza stop, salvo scoprire sul posto che potevo prendermela con più calma! Infatti, è già un po' di giorni che non ci capisco niente con l'ora: California e Nevada dovrebbero essere -9 rispetto all'Italia; Utah e Arizona -8. Qui siamo in Arizona, ma in una riserva indiana!!! E fanno un'ora diversa rispetto allo stato!!! E, appunto, è da un po' di giorni che l'autoradio mi da "un'ora", il cellulare me ne da "un'altra" e i conti che faccio rispetto all'Italia a volte concordano con una e a volte con l'altra... Insomma: tra una cosa e l'altra (nonché il ritardo delle guide), alla fine io arrivo con quasi tre ore di anticipo sul tour!!! E, credetemi, stare tre ore, anche se sotto un tendone, con quel caldo... Comunque il tour è magnifico!!! E anzi, oltre a pentirmi di non aver preso il biglietto anche per il Lower Canyon, mi pento di non aver preso il "pacchetto" per entrare in gruppi ridotti con anche il cavalletto! Pazienza... Nel mio gruppo c'è anche una famigliola veneta: la moglie è veramente terribile!!! Non riesco a sopportarla: tratta il marito, o forse solo il compagno del momento, come uno straccio e continua a ricoprirlo di insulti!!! Io, con una così non resisterei il tempo di un caffé! E la figlia... la stanno (anzi, la sta, perchè il povero compagno viene massacrato anche dalla figlia) crescendo paranoica come poche altre persone!!! Essere soli è triste, ma guardando loro, penso che sto di un gran bene io!!! Dopo la visita all'Upper Antelopo Canyon (dove si paga anche 10 dollari per parcheggiare l'auto), vado a vedere l'Horsehoe Bend (altri 10 dollari di parcheggio) una stupenda e pittoresca ansa a forma di ferro di cavallo del fiume Colorado. Quindi, vado a Page per lasciare i bagagli e fare il check in al mio alloggio. Page è una cittadina carina, fondata nel 1957, nata durante la costruzione della Glen Canyon Dam (costruita tra 1956 e 1966), una diga ad arco che ha originato l'immenso bacino del Lake Powell, un lago che si è formato riempiendo tutta una serie di canyon a monte della diga per un totale di 33 km3. Dicevo: Page è carina e dopo aver fatto due passi nel view point della diga, faccio due passi anche in paese, dove trovo un emporio fornitissimo di birre, lo Stix Liquor & Sporting Goods, un po' di negozi  dove prendere souvenir interessanti e anche locali con cibo a un prezzo finalmente ragionevole!

Ora gli scatti di oggi:


La Monument Valley all'alba

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Sono proprio il primo della fila... in attesa della posa di una trave del nuovo ponte

Energia green: una bella centrale a carbone!

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Al Lower Antelope Canyon

Le auto per andare al tour

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L'ingresso del Lower Antelope Canyon

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La guida del nostro gruppo

Luce e ombre

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Ho messo su proprio la pancia...

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E' un viavai di persone!!!

Ciaooo!

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Il posto è stupendo e, soprattutto, qui si sta un po' al fresco!!!

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Che meraviglia!

Ciao!

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All'uscita

La guida ci spiega come si sono formati questi canyon

Poi si rifà tutto il percorso all'indietro, fino a tornare alle jeep

Approfitto dei momenti di "vuoto" per fare qualche foto

Arrivano i nuvoloni

All'Horsehoe Bend

Ciao!

Ciao ciao!

Che dire?!? Sono immagini realmente suggestive!

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La Glen Canyon Dam, a Page, costruita tra il 1956 e il 1966, che ha dato origine al Lake Powell, con un volume di 33 km cubi di acqua!!!

La in fondo piove

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A Page, città fondata nel 1957, trovo lo Stix Liquor & Sporting Goods, dove c'è l'offerta: 6 bottiglie a 10 dollari!!! La prima spesa conveniente di birra!

E poi tappa al Dam Bar & Grille per un hamburger!

 

Giovedì 5 settembre

Oggi giornata di trasferimento verso il Grand Canyon. Quando arrivo, resto un po' deluso... mi aspettavo di più, ma non saprei bene dire cosa... di più! E poi c'è un sacco di gente!!! E pieno di villaggi, anche sul bordo del Canyon! Giro i punti panoramici sulla strada principale e mi soffermo nei musei etnografici che ricostruiscono la vita degli indiani che abitavano queste regioni. Interessanti anche le ricostruzioni geologiche che raccontano tutta la storia che ha coinvolto le rocce che, ora, il Colorado ha portato bellamente in luce, consentendoci di scrutare su miliardi di anni di evoluzione della crosta terrestre! Purtroppo, nel pomeriggio arriva un forte temporale e non mi rimane altro che andare a riposarmi in camera. Domani faro una parte del Rim Trail e proverò a fare anche il Bright Angel Trail. Anche qui, volendo, ci sarebbe la possibilità di fare un sacco di escursioni e di trekking, ma ho il sospetto che sia meglio scegliere stagioni più fresche...

Beh, ecco i pochi scatti di oggi:


Sulla strada verso il Grand Canyon; nella foto si vedono bene le tacche che ci sono su quasi tutte le strade, ai bordi e al centro, che avvisano acusticamente quando per sbaglio si passano le linee con l'auto

Il tipico camper americano

Un piccolo canyon prima del Grand Canyon

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Al Grand Canyon; la desert view Watchtower. Non è una costruzione vecchia, ma nuovissima...

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Interni della torre

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Vista dalla torre

Pensare che tutto questo l'ha scavato il Colorado...

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Che colori!!!

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Musei lungo la strada che testimoniano la vita degli indiani che abitavano queste regioni

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Ciao!

La piantina del Grand Canyon

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Pannelli esplicativi

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Mi studio il percorso, che domani ho la mezza idea di percorrerlo

Qui sono sempre molto tragici!

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Vista al tramonto

La mia cena! In assenza del microonde, pesco l'acqua calda dalla macchinetta del caffé!

 

Venerdì 6 settembre

Questa giornata ho deciso di dedicarla a girare un po' per il Grand Canyon. Per prima cosa ho pensato di fare il Rim Trail, un percorso che segue tutto il bordo superiore del Canyon all'interno del parco, offrendo numerosi scorci panoramici sui profondi solchi del Canyon e consentendone di ammirare i bellissimi colori. Una volta raggiunta l'estremità ovest del parco, ho preso la navetta per tornare indietro al Grand Canyon Village ed ho cominciato a scendere per il Bright Angel Trail, Questo percorso consentirebbe di raggiungere il Colorado River, 1500 metri più in basso e mi piacerebbe arrivarci... Ma so che parto tardi, sono già nella fascia oraria in cui è sconsigliato muoversi e, infatti, incrocio poche altre persone che, appena possono, si nascondono dal sole al riparo della poca ombra che si genera nel canyon. Io arrivo fino all'Indian Garden; da li mi mancherebbero ancora 500 metri di discesa e 8 km per raggiungere il Colorado, ma ne ho già altri 8 per tornare indietro e 1000 m di salita. Un termometro dice che ci sono già 38° e non sono nemmeno le 11 di mattina: decido di tornare indietro!!! Torno quindi indietro e dedico di passare il resto del pomeriggio a cercare un po' di souvenir tra l'artigianato locale. Qui ci sarebbero delle belle escursioni da fare ma, come per gli altri parchi visitati, adesso fa troppo caldo e bisognerebbe tornarci con un clima più fresco!

Qualche foto di oggi:


Il Grand Canyon all'alba

Gente che sta per partire sul Bright Angel Trail coi muli

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Qui sono veramente tragici!!!

Il Bright Angel Trail visto dall'alto. Poi lo farò, ma solo fino all'Indian Garden

Adesso una sequenza di viste dal Rim Trail

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Ciao!

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Selvaggina che gira pacifica a bordo strada

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Beh, mi sono già fatto un po' di strada oggi! Tornerò indietro con la navetta!!!

E' pieno di ste bestiole; secondo me sono buone allo spiedo!

Sul Bright Angel Trail; in questa fascia oraria è sconsigliato il transito, ma io provo ugualmente a scendere

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Fa veramente caldo!!!

Dissuasioni

Tutti con la testa coperta!

Siamo all'Indian Garden; vorrei scendere fino al Colorado e, prima dovrei raggiungere il Phantom Ranch

Ma ci sono 38° già adesso... e avrei come minimo ancora 10 miglia (16 km) tra andata e ritorno e poi 1500 metri di salita fino a tornare indietro!!! No: con 38° mi fermo qui! Cioè, torno indietro

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Al paesino di Tusayan, dove alloggio

Giro per cercare souvenir

E per cercare un bel posto per mangiare! Ieri sera noodles, stamattina niente colazione e ho fatto un sacco di strada a piedi! Me lo merito

Andrò qui

Insalatina con yogurt acido e una fetta di torta!

The Cowboy Steak!

 

Sabato 7 Settembre

Oggi farò tappa a Kingman, sulla strada verso il Joshua Tree National Park; e per andarci, percorrerò la mitica Route 66. A questo proposito metto in guardia chi decidesse di ripercorrere la Route 66 (adesso indicata sulle cartine come Historic Route 66), che ormai (dal 1985 in verità) la strada è stata rimpiazzata da un nuovo sistema di highway, per cui se impostate semplicemente sul navigatore il punto di partenza e quello di arrivo, allora il navigatore vi farà fare una delle nuove highway! Quindi, per percorrere la Route 66 dovrete stare attenti ai cartelli che la segnalano (come Historic Route 66) e non dovrete percorrere le strade principali. Purtroppo, da quando nel 1985 fu sostituita ad opera di Ronald Regan dal Interstate Highway System, i luoghi in cui passava, inevitabilmente, sono finiti un po' in declino, giacché in questi posti non è che ci sia molto da fare e le varie cittadine esistevano sostanzialmente per dare assistenza e supporto ai viaggiatori della Route 66. A Kingman, tipica cittadina della contea americana del sud-ovest, consiglio di vedere il museo della Route 66 e il museo etnografico (lo stesso biglietto è valido per entrambe), che consentono di comprendere meglio il senso di questa strada, la sua storia e il motivo per cui la sua memoria sia così radicata nell'anima dell'America! Kingman dedica inoltre un parchetto ai treni, con esposta una bella locomotiva a carbone: anche le ferrovie hanno rivestito nel passato una certa importanza per questi luoghi! Io stesso, durante il mio viaggio in auto, ho visto sui binari che passavano alla mia sinistra un convoglio dove ho contato quattro motrici (adesso mi sa che sono a gasolio) in testa e tre e metà del convoglio!!! E la lunghezza... io penso fosse almeno un chilometro e mezzo di vagoni!!! Lentissimi... Comunque, tra Seligman e Kingman, consiglio di fare una tappa all'Hackberry General Store, una vecchia pompa di benzina restaurata, che riporta a quello che erano questi posti negli anni '50 e '60 e anche, poco prima sulla sinistra venendo da Seligman, un'altra pompa restaurata, questa credo molto più di recente perchè non è ancora visibile su google maps, dove invece si vede la struttura che doveva essere prima del restauro. Comunque, a questa stazione, il proprietario realizza tutta una serie di curiosi souvenir con ferro arrugginito ed esegue anche spedizioni direttamente a casa a chi non volesse tenerli in valigia. _Sono oggetti un po' ingombranti, ma carini. Consiglio una sosta in entrambe i posti!

Io poi, dopo aver visitato i musei e dopo aver fatto tappa al microbirrificio locale, sono andato a collaudare la vasca a idromassaggio e la piscina del mio hotel!

Ecco qualche foto di oggi:


Sulla Route 66

Una gas station appena restaurata

Dentro, il proprietario prepara anche tanti piccoli oggetti di metallo che diventano souvenir

Questo invece è l'Hackberry General Store solo poche miglia più avanti verso Kingman

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The Dukes of Hazzard

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Qui siamo a Kingman

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La tipica cittadina americana di provincia

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Uhm... un birrificio...

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Un monumento ai treni: qui la ferrovia è molto importante!

Il museo della Route 66

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La chiesa e il municipio

Al microbirrificio di Kingman

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In hotel

Tappa in piscina

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Ciao!

 

Domenica 8 Settembre

Stamattina lascio con calma Kingman, diretto al Joshua Tree National Park. La strada che mi attende, come spesso in questo viaggio, è essa stessa una scoperta! Si tratta, credo, di strade abbastanza secondarie, non importanti highway e passo stra montagne e deserti molto affascinanti. Passo anche a lato di una salina di cui comprendo le dimensioni solo quando vado a controllare le immagini da satellite! Ma che mi piace di questo spostamento è, soprattutto, vedere le abitazioni sparse qua e là, solitarie e isolate, o anche le cassette della posta riunite a "grappoli" sulla strada principale, ma senza che si riescano a vedere le abitazioni a cui queste cassette appartengono: saranno nascoste dietro qualche duna di sabbia o dietro una montagna lontana, raggiungibile solo su sterrato! Queste immagini mi aiutano a capire molto dell'America e ad amare un po' di più la mia casetta e la mia Italia; penso che io non riuscirei a vivere qui!!! Oltretutto, mi domando di cosa vivano quelli che abitano qui, che sono praticamente in mezzo al nulla!!! Boh! Comunque, raggiunto il Joshua Tree National Park (la cui particolarità è quella, appunto, di ospitare i Joshua Tree), faccio un giro veloce ai view point principali; poi, siccome la stanchezza del viaggio comincia a farsi sentire, vado a collaudare con piacere la piscina del mio hotel e mi riposo al caldo sole della California!

Qualche foto di oggi:


Le classiche strade del sud-ovest

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Alle Saline Amboy: guardate da satellite per vedere cosa sono!

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Mamma mia: che desolazione vivere qui!

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Sarà anche America questa, ma sto meglio a casa mia

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Qui siamo a Twentynine Palms

Questa è una cittadina, ma a me sembra desolata anche lei

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Nel parco

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Il famoso Joshua Tree

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Nella valle li sotto c'è anche Palm Springs e non siamo tanto distanti dal confine col Messico

Lì sotto ci sono Indio, Palm Springs, Palm Desert... e altre città

Dietro di me si vede anche il lago Salton Sea

Su parecchi di questi blocchi si arrampica; c'è in giro qualcuno a dir la verità, ma fa troppo caldo!!!

The Skull Rock

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Torno in camera

Beh: non hanno tutti i torti...

Idromassaggio e...

piscina

Ciao!

 

Lunedì 9 Settembre

Lascio Twentynine Palms per andare a Los Angeles. Lungo la strada, trovo parecchi incidenti, ma a me va tutto abbastanza bene. L'unica cosa curiosa è che ad una stazione di rifornimento una tipa prova a scroccarmi i soldi per la benzina: sulle prime penso di capire che mi chieda info, invece poi capisco che mi chiede proprio i soldi o di pagare con la carta per lei! "Sorry miss... ask inside...". Vabbé, a Los Angeles (che è una contea, non solo una città) io alloggio a Inglewood, proprio davanti al Randy's Donuts, un baracchino che vende ciambelle con una gigantesca ciambella sul tetto!!! Come già detto, Los Angeles è una contea e noi ne abbiamo un'idea distorta: tutti quei luoghi che pensiamo essere quartieri di Los Angeles, sono in realtà città differenti che, col tempo e con l'edilizia sfrenata, si sono fuse assieme in un unico conglomerato abitativo! Vabbé, io, dopo essermi sistemato, ragiono sul da farsi. Mi piacerebbe fare un giro per la città e andare sul Griffith Observatory, per vedere la città al tramonto. Ma il traffico è troppo caotico ed escludo di andarci in auto!!! Controllo quindi i mezzi e prendo un autobus per andare in centro: sono solo 52 fermate!!! Siccome a piedi e in un solo pomeriggio sarebbe impossibile vedere alcunché, sborso i 55 dollari del BigBusTour e mi faccio un doppio anello che visita i punti più rimarchevoli della città. Mi soffermo un po' a Beverly Hills e a Santa Monica, ma complessivamente Los Angeles è un po' una delusione!!! Anche la zona di Beverly Hills non ha niente di particolare e i luoghi più famosi della città, stando allo speaker del Bus, sarebbero degli hotel dove "tal regista" ha deciso "quella scena" di "quel film" con "quell'attore": capirai... C'è anche una città, Venice, che dovrebbe ricordare Venezia perchè c'è una casa posticcia con due colonne finte e ci sono dei canali (ma in stile fossi della bassa bergamasca) che passano quà e là... Boh: a me Los Angeles non piace e sono contento di non aver deciso di starci due giorni ma uno solo! Mi stupisce comunque la gente che vede sulla spiaggia a Santa Monica (quella della serie Bay Watch ovviamente!): ci sono tanti senza tetto che girano a rovistare nei cestini!!! Uno di loro cattura la mia attenzione: è un ragazzo giovane, avrà tra i 25 e i 30 anni, un bel ragazzo, con alcuni tatuaggi, che non sembra sia così da tanto tempo, ma fruga avidamente in un cestino e a un tratto, con una nota di gioia sul volto, ne toglie un bicchiere di plastica con dentro ancora due pezzi di anguria, che lui rapidamente ingurgita! Bah... quando finisco il giro col BigBus si è già fatto tardi e sono quasi senza batteria del telefono; per salire al Griffith Observatory mi servirebbe in gps del cellulare e poi temo non avrei batteria abbastanza per tornare. Sono stanco abbastanza e decido quindi di chiuderla li, salvo che l'autobus che dovrei prendere ritarda più di un'ora!!! Alla fine arrivo in camera dopo le 22 e, se durante il giorno si schiattava di caldo anche a mezze maniche, la sera fa decisamente freddo!!!

Ecco qualche foto di Los Angeles


La colazione

Il mio appartamento a Inglewood

A Holliwood Boulevard, la walk of fame

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Fate conto che questa è la strada più bella...

Ciao!

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Questi sarebbero i luoghi più importanti della città; qui, per esempio, suonano gli Iron Maiden...

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Le case di Beverly Hills; non sono brutte, ma da qui a costare due milioni di dollari... a me non sembra che valgano così tanto!

Sono casettine come ce ne sono ovunque!

Ciao!

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Los Angeles National Cemetery

A Santa Monica

Santa Monica Pier

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Dove arrivò anche Forrest Gump nell'omonimo film

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Questa sarebbe Venice...

E questi dovrebbero essere i canali che rimandano ai canali di Venezia...

Gli studi della Fox

Questo è il Ten Thousand Apartment Building, così chiamato perchè una camera qui costa diecimila dollari a settimana (o al mese? non mi ricordo)

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Martedì 10 Settembre

Lascio presto l'hotel, subito dopo aver fatto colazione, così da evitare il più possibile il casino della freeway 405, che passa proprio sotto la mia camera e che era trafficatissima anche di notte! Devo tornare a San Francisco, per chiudere il mio viaggio, ma ho una tappa "logistica" intermedia a Pismo Beach, località turistica sul mare. Malgrado parta presto, l'autostrada è già intasata!!! E' un continuo accelerare e frenare e incrocio svariati incidenti!!! Per fortuna, fuori da LA, il traffico migliora e viaggio più tranquillo. Dalla strada vedo una quantità smisurata di vigneti e di cantine!!! Mi sembrano tanti i vigneti della Franciacorta, quando vado verso Verona sulla A4, ma a confronto di questi non sono nulla!!! Quando raggiungo Pismo Beach, la mia camera non è ancora pronta, così penso che potrei andare a fare un giro per cantine, che nella reception dell'hotel ci sono diverse pubblicità di visite in cantina, ma, leggo, sarebbe meglio prenotare il giorno prima. Faccio quindi due passi sulla spiaggia e nel piccolo centro cittadino. Pismo Beach è un paesino molto piccolo, ma è enorme lo spazio riservato ai bungalow e alle roulotte/camper: una località turistica a tutti gli effetti!!! Provo a pucciare i piedi nell'Oceano Pacifico, ma l'acqua è gelida e, infatti, nessuno fa il bagno!!! Solo i surfisti, verso sera, entreranno in acqua, ben chiusi nelle loro mute in neoprene! Io vado a farmi un bagnetto nella calda acqua della piscina dell'hotel e poi esco a fare shopping: proprio di fianco al mio alloggio c'è un centro commerciale dove c'è anche un punto di vendita Levis e porto via due paia di jeans a 86 dollari, una cosa impensabile nemmeno per un paio da noi in Italia (in realtà dovevano essere 39.9 dollari al paio, ma c'è sempre una qualche tassa aggiuntiva sullo scontrino che non riesco a capire quale sia, ma va bene lo stesso così!). Quindi, giro di nuovo in centro (se si può chiamarlo centro...) e gusto finalmente il famoso Clam Chowder, non prima di aver provato un vino in... lattina!!! Tutto sommato una piacevole giornata anche questa!

Le foto di oggi:


Colazione!

Sembra strano, ma fare colazione così non è male!

Punti panoramici lungo la strada

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A Pismo Beach, come è facile intuire dalle immagini, una località di villeggiatura

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Il paesino vero è piccolissimo, poi sono tutti bungalow e posti roulotte

Ecco, appunto: camper con jeep al traino

In spiaggia

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Il mare è bello, ma è gelato!!! Io puccio solo i piedi...

Infatti, solo i gabbiani vanno in acqua

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I mega camper

L'unica cosa veramente conveniente: i Levis!!! Io ne ho presi due paia a 39.9 dollari l'uno

Poi torno in hotel per un po' di relax

Un bel getto di acqua calda sulla schiena

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Il vino in lattina!!!

Il famoso "Clam Chouder", una zuppa di vongole nel pane: buona!

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Solo i surfisti con le mute osano entrare in acqua!

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Mercoledì 11 Settembre

Dopo colazione mi dirigo verso San Francisco, percorrendo quasi per intero la sola Freeway 101. Durante il viaggio trovo ancora molti rallentamenti e molti tamponamenti, ma arrivo senza problemi fino al Days Inn, lo stesso alloggio dei primi due giorni. Per la verità, lungo la strada, oltre che i rallentamenti, quello che mi stupisce realmente sono le distese di vigneti e di frutteti che vedo all'inizio e gli ortaggi poi!!! Ma quando dico "distese", credetemi: miglia e miglia di campi coltivati, a destra e a sinistra della strada, che dopo un po' mi domandavo chi si bevesse tutto quel vino o chi si mangiasse tutta quell'insalata!!! Beh, comunque, una volta tornato a San Francisco, sono andato a vedere le cose che non avevo visto bene il primo giorno e ho rivisitato gli angoli più carini che mi erano piaciuti al primo passaggio. Sono quindi tornato ad Alamo Square, poi sono andato alla bellissima California Academy of Sciences, sono andato al Golden Gate, che ho trovato miracolosamente fuori dalle nebbie, e infine ho ripercorso un po' di North Beach, Chianatonw, Tenderloin e Market Street. Per chiudere ho fatto tappa al pub The Beer Hall, che ci tenevo a visitarlo. Quindi, soddisfattissimo, torno a dormire!

Quanche foto di questo penultimo giorno negli States:


Per la felicità di Greta...

A spasso per San Francisco

Le Seven Sisters

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Verso il Golden Gate Park

Parco Panhandle

Sempre Panhandle, che è un po' come Viale Argonne a Milano: giardinetti tra i due sensi di marcia

Questo invece è il Golden Gate Park, un pochino più grande...

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La California Academy of Science, riprogettata nel 2008 da Renzo Piano, col tetto "verde" che ospita fiori da tutta la California

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Per fare questo T-Rex, sono serviti frammenti da 4 scheletri differenti

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Sezione sugli ominidi

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L'acquario della struttura

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Scheletro di megattera: una bestia impressionante!!!

Ancient Giant

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Il tetto greeen

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Un quartiere verso il Golden Gate

I giardini dell'ex presidio militare

Il Golden Gate! Ho una botta di culo e oggi è completamente fuori dalla nebbia

Hi

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Cable Car

Al Fishermans Wharf

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Alcatraz

Il molo 39

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Le colline di San Francisco

La Coit Tower

Tony's Pizza

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The Sentinel Building

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China Town

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Market Street

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Il municipio

The Beer Hall

Cin!

 

Giovedì 12 Settembre

Questa sera, verso le 19, ho il volo di rientro, quindi sfrutto la mattina per farmi un bel giro nel quartiere di Mission a vedere i murales tipici del quartiere, non prima di essermi gustato l'ultima colazione americana, con frittata e salsicce di tacchino. Mission è carina come zona, anche se un po' di "periferia"; io mi spingo in un po' di vicoletti per vedere i murales, ma a volte mi capita di girarmi di scatto quando sento aprirsi una porta o un cancello... comunque va tutto bene. Per non sbagliare, suggerirei a chi va lì di prenotare un tour al Visitor Centre della mural art così che, in circa un'ora, gente del posto vi porta in giro a vedere i murales più significativi. Io, preferendo essere in aeroporto con un po' di anticipo (visto il tempo che c'è voluto allo sbarco...), non lo faccio e giro da solo, ma a posteriori penso che avrei potuto farlo e sarebbe stato meglio. Per cui, dopo il giro in autonomia, torno in hotel a raccattare le mie cose e vado in aeroporto a consegnare l'auto e a mettermi in coda per il check in.

Per fortuna la serata è limpida e il tramonto sopraggiunge proprio mentre l'aereo si leva dalla pista, consentendomi di vedere il sole scendere all'orizzonte sopra la baia di San Francisco. Sono veramente contento di questo viaggio e, mentre mi allontano, medito già di tornarci l'anno prossimo!

Ecco qualche foto di questo ultimo giorno a stelle e strisce:


Nel quartiere di Mission

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Al Centro dei Visitatori del quartiere si possono prenotare dei tour ai murales

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Uno dei vecchi tram di Milano, ci sono ancora le scritte "entrata" e "uscita"

La City Hall

La Symphony Hall

In aeroporto

In aereo; su questo volo c'è una puzza di piedi tremenda!!! Una cosa mai provata prima!!!

Il tramonto sulla baia di San Francisco

Bye bye San Francisco!

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Sopra Alameda e Oakland

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Ormai è notte!

Bye bye America! Anzi, arrivederci...

 

Venerdì 13 Settembre

Il mio viaggio è finito, ma anche oggi sono in viaggio... riporto quindi qualche ultima foto fatta durante la fase finale del volo, fino al ritorno a Malpensa.

E prima di chiudere, voglio ancora ringraziare tutto lo staff di Kailas che mi ha aiutato a realizzare una splendida esperienza alla scoperta del Grande Ovest degli Stati Uniti!!!

Ecco infine e ultime foto fatte in volo:


La Groenlandia

Da qualche parte in Irlanda

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Inghilterra

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Periferia di Parigi

Parigi

Campagna francese

Il Lago di Ginevra

Le Alpi

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Sulla destra dovrebbe essere il gruppo delle Grand Jorasses

Il Monte Bianco

Al centro della foto, il Cervino

Il Gruppo del Rosa

Le campagne piemontesi

Il Ticino

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LA centrale termica di Turbigo

Fine!

 

FINITO!

 

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