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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: Ornica (circa 950 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1700 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 17.5 km
  • Tempo impiegato: circa 3 ore e 15 minuti (sola salita)
  • Punti di appoggio: Agriturismo d’Alpe Ferdy (circa 1400 m)
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo
  • Difficoltà: EE (sentiero con tratti attrezzati)
  • Traccia GPS: download

 

Per questa escursione dobbiamo recarci ad Ornica, bel paesino della Val Stabina, che con Cassiglio conserva ancora quel tipico aspetto rurale dei tempi passati. Raggiunto il paese, ignoriamo i primi cartelli che incontriamo sulla destra (portano all’inizio dei sentieri diretti al Rifugio Benigni) e seguiamo invece la seconda deviazione a destra. Procediamo un poco, fino a quando troviamo i cartelli di divieto di transito (consentito solo ai mezzi dotati di apposito permesso) e posteggiamo nel parcheggio a destra (circa 950 m); ci sono ampie possibilità di parcheggio anche un po’ prima. A questo punto imbocchiamo il sentiero 106 che, dapprima su tratti di strada e poi su bellissima mulattiera acciottolata, ci conduce a risalire le propaggini più meridionali della Valle d’Inferno. La mulattiera sale ripida ma comoda e termina sulla strada sterrata che raggiunge l’Agriturimo d’Alpe Ferdy; si segue per poco la strada e poi si taglia a destra per il bosco, sino a raggiungere la conca che ospita la struttura. Continuiamo a seguire il sentiero 106 che sale tra i pascoli, a volte un po’ faticosamente, verso le pietraie della Bocchetta d’Inferno. Oltrepassiamo la Baita Ciarelli (circa 1600 m) e le due baite ricavate sotto dei grandi massi di verrucano lombardo (qua, come al Pizzo del Becco, siamo nel “regno del verrucano lombardo”), sino a raggiungere l’incrocio col sentiero 101. Abbandoniamo quindi il segnavia 106 e, svoltando decisamente a sinistra, imbocchiamo il “Sentiero delle Orobie 101”. Lo seguiamo in salita per circa 150 m, sino a raggiungere una sella su un costolone erboso, dove il sentiero piega decisamente a destra: con poca fatica, da qui, abbandonando la traccia e seguendo la larga dorsale verso sinistra, possiamo raggiungere il Pizzo di San Giovanni (2048 m), che non è la prima elevazione che troviamo, ma la seconda (più bassa) che incontriamo abbassandoci un po’ lungo la dorsale. Per questa deviazione, considerate circa 30/40 minuti aggiuntivi rispetto ai tempi indicati. Tornati a ritroso sino al sentiero 101 continuiamo a seguirlo verso ovest. Attenzione perché il sentiero in questo tratto, pur non essendo difficile, è abbastanza esposto su dei pendii erbosi che offrirebbero scarse possibilità di fermarsi in caso di una scivolata!!! Per di più risulta parecchio danneggiato dalle slavine invernali! Comunque, seguendolo, in circa un’ora raggiungiamo l’incrocio con il sentiero che sale al Pizzo dei Tre Signori dal Rifugio Grassi, bollato sia con bolli bianchi e gialli sia coi più classici bolli bianchi e rossi e col numero 45. Lo seguiamo verso destra, aiutati nei punti un po’ più impegnativi da catene e cavetti, sino a raggiungere la selletta dove s’innalza la cuspide terminale della montagna. Qui ci si abbassa un poco e ci si infila in una serie di caminetti attrezzati con catene che, in breve, ci conducono in vetta (2554 m; non a caso questa si chiama “la via del caminetto”). Per la discesa, ci spostiamo di poco a est della croce e seguiamo gli evidenti bolli bianchi e rossi che si abbassano su placche lisce e inclinate di verrucano: prestare attenzione a non scivolare! In breve raggiungiamo una traccia più comoda e la seguiamo per poco sino a dove si biforca: procedendo dritti verso nord si va al Rifugio Santa Rita, mentre piegando a destra (est) ci si dirige alla Bocchetta d’Inferno (circa 2310 m). In questo tratto la traccia procede non sempre comodamente, cercando il passaggio migliore tra i vari salti rocciosi ma, con un po’ d’attenzione, si raggiunge senza difficoltà la bocchetta. Da li, svoltando a destra (sud), riprendiamo in sentiero 106 che, costeggiando sulla destra enormi blocchi di verrucano lombardo, si abbassa sino a raggiungere l’incrocio col sentiero 101 imboccato all’andata: da qui, a ritroso, si può tornare al punto di partenza e all’auto.

Ecco alcune immagini del giretto:


Il percorso

Il bosco si colora già d'autunno!

L'Agriturismo Ferdy

La Valle d'Inferno

La bruma mattutina illuminata da un timido sole

Alla Baita Predoni

Cavallini al pascolo (ancora ad ottobre???)

Sul sentiero 101, poco dopo il bivio col sentiero 106, spunta la testa della Sfinge

Qui il sentiero 101 incrocia il segnavia 45 che, piegando a destra, sale verso il Pizzo dei Tre Signori

I tratti più impegnativi sono assistiti da funi e...

...e da catene

La selletta che conduce alla cuspide finale

Il caminetto attrezzato (5 o 6 anni fa c'erano dei pioli, ora ci sono le catene)

Le ultime catene

Eccoci in vetta

I'm fighting hard; To hold my own; I just can't make it; All alone; I'm holdin' on; I can't fall back; I'm just a con; 'Bout to fade to black***

Questo dovrebbe essere un Doronico (del granito?)

Zoom sulla vetta del Pizzo dei Tre Signori dalla Bocchetta d'Inferno

Il monolite della Sfinge

La cresta per scendere (o salire) dal Pizzo di San Giovanni compiendo un giro ad anello: con questa visibilità, dato che non c'è traccia, ho fatto a ritroso il percorso dell'andata

 

***Madcon - Beggin

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