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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: Culmine San Pietro (circa 1260 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1600 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 27 km
  • Tempo impiegato: circa 7 ore e 30 minuti per il giro completo
  • Punti di appoggio: ai Piani d’Artavaggio rifugi Sassi Castelli, Casari, Nicola, Cazzaniga Merlini
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo
  • Difficoltà: EE (sentieri bollati e non, a tratti esposti)
  • Traccia GPS: download

 

Per questa escursione dobbiamo raggiungere il valico di Culmine San Pietro, a circa 1260 m; scarse possibilità di parcheggio ai lati della strada. Sul lato nord della curva che segna il valico, una palina indica il percorso per i Piani d’Artavaggio, offrendo due possibilità: o il sentiero alto, estivo, oppure quello basso, invernale. In questa escursione ho optato per quello alto, dato che passa anche per lo Zucco di Maesimo; in ogni caso la direzione da seguire è la stessa. Ci si incammina su una stradina con fondo in cemento, che passa dinnanzi a una chiesetta; poi diventa subito sterrata e ci conduce nella zona di pascoli a nord del valico. Una palina ci indica nuovamente la direzione. Il sentiero per la verità non è indicato benissimo e procediamo ad intuito con un ampio semicerchio a sinistra, passando sotto ai ruderi di una baita, sino a raggiungere una selletta dove il sentiero diventa evidente. Seguiamo quindi fedelmente la traccia, prestando attenzione ai bolli bianchi e rossi con la scritta DOL. Quando questa, dopo circa un’ora di cammino, scollina in modo evidente e ci offre alla vista i Piani d’Artavaggio (sin’ora preclusi allo sguardo), la abbandoniamo e, piegando decisamente a sinistra, risaliamo una labile traccia a margine del bosco che in breve ci conduce alla vetta dello Zucco di Maesimo, con targa in metallo (1680 m). Ritornati sul sentiero DOL, proseguiamo quindi fino a intercettare una comoda mulattiera che, con poca pendenza, ci condurrà sino ai Piani d’Artavaggio. A questo punto, per salire al Monte Sodadura ci sono diverse possibilità. Io ho scelto di seguire la strada sterrata fino al Rifugio Nicola, li ho imboccato il segnavia 101, che transita proprio di fianco alla cresta nord-ovest della montagna la cui salita, come indicato da una palina segnaletica, in meno di 20 minuti ci condurrà in vetta, con croce in metallo e statua della Madonna (2010 m). Chi scrive, per allungare un po’ il giro e fare dislivello, è poi sceso dalla cresta sud, quella che punta all’ex Albergo Sciatori, andando ad intercettare il sentiero diretto al rifugio privato Cesare Battisti e ai Piani d’Alben, che ho quindi seguito. Raggiunto l’edificio, piegando a sinistra, con direzione nord, si va a risalire l’Altura dei Mughi; bisogna prestare molta attenzione a trovare l’attacco della traccia: è proprio appena sopra al rifugio, più a sinistra che a destra. E’ importante trovare l’attacco giusto, altrimenti salire da li diventa un “calvario”! Anche trovata la traccia, la salita è comunque tutt’altro che comoda, dovendo passare tra mughi molto fitti. Una volta raggiunta la cima dell’altura abbiamo anche lasciato i mughi alle spalle e possiamo proseguire in modo decisamente più agevole su una comoda traccia con direzione ovest. Intersechiamo in un tratto nuovamente il segnavia 101, ma lo abbandoniamo subito per seguire a sinistra un sentiero (segnato da paletti di legno) che risale la ghiaiosa cresta est del Sodadura. In breve ne guadagniamo la vetta. Io sono quindi sceso dalla cresta nord-ovest fatta all’andata e, a ritroso, sono tornato sui miei passi sino a dove in sentiero DOL proveniente dallo Zucco di Maesimo confluiva nella mulattiera. A questo punto, per fare un giro ad anello, ho seguito la mulattiera sulla destra che, con un giro un po’ lungo, mi ha ricondotto sulla strada per Culmine San Pietro, sul versante della Valsassina, circa a un chilometro dal valico; da li, seguendo la strada, ho fatto ritorno all’auto.

Giretto senza infamia e senza lode… se uno vuole fare un po’ di strada, va più che bene! Attorno allo Zucco di Maesimo ho incontrato diversi gruppi di camosci. Ecco alcune foto:

 


Il percorso

Un bel gruppo di baite appena dietro a Culmine San Pietro

Alla partenza, la traccia passa sotto a quei ruderi e si sposta alla selletta; poi diventa più evidente

Vista verso il Resegone

Sullo Zucco di Maesimo: i Piani d'Artavaggio, lì sotto, sono a portata di mano!

Da dx: La Cima di Piazzo, la Cornetta e la Corna Grande

Il Sodadura: si sale e si scende da entrambe le creste in ombra e anche da una traccia appena sotto la cresta al sole (sul versante nord); sono tutti percorsi equiparabili

Cartolina

Dai Piani d'Artavaggio verso la Pianura

La cima del Sodadura oggi è affollata!

Il Rifugio Nicola; ma lo avranno fatto appositamente così per richiamare nelle forme la montagna???

Visuale verso le Grigne salendo al Sodadura

Se oggi uno cercava tranquillità, era meglio andare in discoteca!

Vista verso le Orobie

Zoom verso il Disgrazia e il Gruppo del Bernina

A est invece ancora Orobie

Verso la Pianura

Zoom verso la Brianza: è tutta coperta di nubi!

Da sx: Roseg, Scerscen, Bernina, Cresta Guzza, Piz d'Argent

Da dx: Cresta Guzza, Piz d'Argent, Piz Zupò, Bellavista Palù

I Diavoli e il Poris, sempre separati dal Passo di Valsecca! Dietro credo sia il Redorta

Corna Piana a dx e Presolana a sx

Dalla Presolana al Ferrante

Dal Sodadura, vista verso il Resegone

La madonnina in vetta

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