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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: strada per Quindicina, fraz. Di Pizzino (circa 1060 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1350 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 23.5 km
  • Tempo impiegato: circa 3 ore e 10 minuti per il Sodadura; circa 1 ora per Aralalta e Baciamorti; circa 2 ore per il rientro
  • Punti di appoggio: Rifugio Nicola (circa 1900 m); Rifugio Cazzaniga Merlini (circa 1900 m)
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo invernale; utili ramponi con neve ghiacciata
  • Difficoltà: E (sentiero e stradina asfaltata - sterrata)
  • Traccia GPS: download

 

Per questo giro ad anello, dobbiamo recarci in Val Taleggio, all’abitato di Pizzino. In paese, seguiamo le indicazioni per la frazione Quindicina e i cartelli per il Rifugio Gherardi; poco dopo gli ultimi tornanti fuori dal paese, in corrispondenza di una strada sulla sinistra con le indicazioni per il Rifugio Casari, posteggiamo l’auto (circa 1060 m). Imbocchiamo quindi la stradina agro-silvo-pastorale con le indicazioni per il Rifugio Casari, con fondo a tratti sterrato e a tratti asfaltato, e la seguiamo fino a raggiungere i Piani di Artavaggio, in corrispondenza dell’ex Albergo Sciatori. Proseguiamo quindi sulla sterrata, seguendo le indicazioni per i Rifugi Nicola e Cazzaniga-Merlini. Raggiunto il Rifugio Nicola, imbocchiamo sulla sua destra il sentiero 101 e lo seguiamo fino a raggiungere la palina segnaletica che ci indica la deviazione sul Monte Sodadura per la sua cresta ovest (tempo indicato per la cima 20 min). Seguiamo quindi la traccia sulla cresta che, senza difficoltà, in breve ci depositerà sulla cima della montagna (2010 m; croce e statua della Madonna). A questo punto possiamo scendere dalla cresta opposta a quella di salita, dove un sentiero non numerato ci consente di raggiungere il sottostante Passo di Sodadura (1854 m). Attenzione: il percorso che segue nella descrizione va fatto solo con condizioni di scarso innevamento; con molta neve consiglio o di tornare per il percorso fatto all’andata, oppure di salire l’altura dei Mughi seguendo la cresta e di scendere poi al Rifugio Gherardi e da li a Quindicina. Con poca neve, invece, dal Passo di Sodadura possiamo imboccare il sentiero 101 e raggiungere la Bocchetta del Regadur (1853 m; questo tratto è soggetto a slavine!). Da li, proseguiamo sul segnavia 101 sino a raggiungere la Baita Cabretondo (la prima che incontriamo seguendo il sentiero); appena oltre la baita, abbandoniamo il segnavia 101 e seguiamo sulla sinistra una traccia che risale il pendio pascolivo sino a raggiungere la cresta. Raggiunta la cresta, la seguiamo verso destra: transitiamo dalla poco appariscente cima del Monte Aralalta (2006 m; omino di pietre) e poco dopo raggiungiamo la vetta del Pizzo Baciamorti (2009 m; statuetta della Madonna). Da li, seguiamo la traccia che si abbassa sulla cresta est della montagna, fino a raggiungere la sella del Passo Baciamorti (1541 m; palina segnaletica). Dal passo, quindi, non ci rimane che imboccare il segnavia 153 (indicazioni sulla palina segnaletica) che, seguito fedelmente, ci consentirà di fare ritorno a Quindicina e di chiudere questo bell’anello.

Ecco qualche foto del giretto:


Il percorso

Baite a Quindicina

La strada agro-silvo-pastorale

Ruderi

Oggi non è una giornata da panorami!

Quanti escursionisti verso il Sodadura!!!

In vetta al Sodadura

La Madonnina del Pizzo Baciamorti

Faggeta sul sentiero 153

Tipica baita della Val Taleggio

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