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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: località Cimalbosco di Schilpario (circa 1560 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1480 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 20 km
  • Tempo impiegato: circa 2 ore per il Monte Cuel; circa 30 minuti per la Cima Infandita; circa 35 minuti per la Cima di Tanerle; circa 50 minuti per il Monte Elto; circa 20 minuti per il Pizzo di Garzeto; circa 2 ore e 30 minuti per il rientro
  • Punti di appoggio: Rifugio Campione (1946 m); Rifugio Cimone della Bagozza (1574 m)
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo; utili i ramponi con presenza di neve o ghiaccio
  • Difficoltà: EE (sentieri bollati e tracce di cresta); percorso sconsigliato con neve!
  • Traccia GPS: download

Prima di descrivere questo percorso premetto che, benché io l’abbia fatto a dicembre (un dicembre asciutto e con poca neve), mi sento di sconsigliare questo percorso d’inverno o, in generale, con la neve. Buona parte delle tracce infatti transitano, molto poco marcate, su ripidi pendii di erba, dove diventa alquanto facile scivolare e che sarebbero anche molto esposti al pericolo di distacchi con molta neve. Un’altra nota riguarda le quote: nel file gps e nel testo riporto le quote segnate sulle carte, tuttavia, durante la registrazione il mio dispositivo marcava quote diverse da quelle delle carte…

Comunque, per questo giro dobbiamo recarci sino alla località Cimalbosco di Schilpario (circa 1560 m) e posteggiare poco sotto al Rifugio Cimone della Bagozza. Segeundo le indicazioni per il Passo Campelli, ci incamminiamo sulla mulattiera con fondo in cemento con direzione est (segnavia 428). Seguendo la mulattiera, raggiungiamo il Passo Campelli (1890 m) e da li, piegando a sinistra e rimanendo sempre sulla mulattiera, in breve siamo al Rifugio Campione (1946 m). A lato dell’edificio, parte il segnavia 159. Dobbiamo ora seguire questo sentiero fino a raggiungere il vicino Passo Erbigno (1990 m) e spostarci sul lato nord del passo: appena oltre l’intaglio del valico dobbiamo trovare la rampa più comoda per accedere alla cresta e quindi seguirla sino a toccare la vetta del Monte Cuel (2199 m). Io ho costatato la fattibilità di questo percorso solo dopo aver guadagnato la cresta dal versante sud, su uno scomodissimo pendio di erba… La vera cima del Monte Cuel non è la prima elevazione che incontriamo lungo la cresta, ma si trova leggermente più a nord rispetto alla linea della dorsale che seguiremo durante il resto del percorso. Una volta in vetta, ci abbassiamo in diagonale sul versante nord-est della montagna fino a riprendere la linea della dorsale. Ora, davanti a noi, ci sono una serie di torrioni calcarei che sostengono la Cima Infandita; probabilmente si possono risalire senza grosse difficoltà, ma io consiglio di aggirare questi torrioni a destra (sud-est), alla loro base (traccia poco marcata di cacciatori?), per poi piegare a sinistra (ovest) una volta raggiunta una selletta oltre la cima e raggiungere comodamente la vetta (2123 m). Riprendiamo quindi a percorrere la traccia poco marcata che segue il filo della cresta e si sposta verso nord-est. Prima di raggiungere la Cima di Tanerle, dobbiamo superare un tratto caratterizzato da una marcata frattura delle rocce: vale la pena prestare attenzione in questo punto in quanto troviamo numerosi buchi tra i massi e, con la neve, potrebbero essere nascosti! Una volta raggiunta la Cima di Tanerle (2200 m; omino di pietre) proseguiamo lungo la traccia di cresta fino a raggiungere il Passo di Garzeto (2059 m) dove torniamo ad incrociare il sentiero 159. A questo punto non ci rimane che seguire il sentiero, che si sposta sul versante nord della dorsale. Aggiriamo su questo versante un paio di elevazioni rocciose e, in breve, raggiungiamo la vetta del Monte Elto (2148 m; croce in metallo). Riprendiamo quindi il segnavia 159, che si abbassa verso la sella che divide il Monte Elto dal Pizzo Garzeto e, aggirando a destra (sud) il castello sommitale di quest’ultimo, raggiungiamo la piazzola dove è posta la croce di vetta (2065 m). La vera vetta del Pizzo Garzeto è pochi metri più alta, appena a sud della piazzola dove è posta la croce; nella fretta, non mi sono preoccupato di salirla, né ho guardato se il percorso fosse praticabile… Per il rientro, dobbiamo tornare sui nostri passi sino a raggiungere il Passo di Garzeto e, una volta li, imboccare il segnavia 159 (verso sinistra, sud-est). La traccia taglia molto scomodamente i pendii erbosi dei pascoli, con numerosi sali-scendi, passa una cinquantina di metri più alta della Malga Cuel (non fatevi ingannare raggiungendo la malga, ma rimanete più alti rispetto ad essa) e, infine, raggiunge il Passo Erbigno da dove, a ritroso, possiamo fare ritorno al punto di partenza.

Ecco qualche foto del giretto:

 


Il percorso

La mulattiera verso il Passo Campelli

Le piccole Dolomiti della Val di Scalve

Al Passo Campelli, si apre il panorama verso l'Adamello

Rifugio e Monte Campione

Il percorso visto dal rifugio

L'intaglio del Passo Erbigno: appena oltrepassato il valico, bisogna salire sulla cresta

Il percorso che suggerisco dal Passo Erbigno visto dal Monte Cuel

Il proseguimento del percorso dalla vetta del Monte Cuel

La valle del Passo del Vivione

La in fondo: la Presolana

Sempre dal Monte Cuel

Sulla Cima Infandita

Dalla Cima Infandita, uno sguardo indietro verso il Cuel

Zoom sul Cimone

Sulla Cima di Tanerle; la in fondo il Monte Elto

Dalla Cima di Tanerle, uno sguardo indietro

Le elevazioni che aggiriamo a sinistra (nord)

La Val Camonica

Uno sguardo indietro dal Monte Elto

La vetta del Monte Elto

Poco più in basso c'è il Pizzo di Garzeto

023135

Pizzo di Garzeto

La dietro, il Monte Elto

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Val Camonica

Sentiero tra Pizzo di Garzeto e Monte Elto

Il Passo Campelli è lontano dal Monte Elto!

Al Passo Campelli

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