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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: Bodone (circa 1120 m)
  • Dislivello complessivo: circa 1550 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 14 km
  • Tempo impiegato: circa 2 ore e 15 min per il Duria; circa 1 ora e 10 min per concatenare l’Usciolo (sola salita)
  • Punti di appoggio: nessuno
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo
  • Difficoltà: EE-A (ultimo tratto al Duria sentiero un po’ esposto; concatenamento Usciolo qualche tratto su roccette max I grado)
  • Traccia GPS: download

 

Per questa escursione, dobbiamo recarci sino a Bodone, incantevole frazione di Peglio. La strada di accesso è a pagamento (1 euro) e il biglietto va preso alle poste di Peglio (distributore automatico all’esterno dell’edificio). Raggiunto Bodone, conviene proseguire sino al termine della strada, dove troviamo un piccolo piazzale dove posteggiare (circa 1120 m; fontanella d’acqua). Dal piazzale, seguiamo le indicazioni su una palina segnaletica per il Monte Duria. La traccia sale sul dosso del Monte La Motta (1515 m; due croci a poca distanza l’una dall’altra), punto estremamente panoramico sul Lago di Como! Al Monte La Motta, troviamo una baita di pastori, che vende dell’ottimo formaggio, sia vaccino che caprino: ne consiglio l’acquisto! Il sentiero, bollato coi colori bianco e rosso, dalla seconda croce perde poi un po’ di quota e si abbassa verso nord-est sino a raggiungere la Sella di Paregna (1468 m; ultima fontanella lungo il percorso). A questo punto la traccia (palina segnaletica alla sella) comincia a rimontare il ripido costolone erboso che ci si para dinnanzi, sino a raggiungere, con un ultimo traverso un poco esposto verso la nostra sinistra, una conca piena di massi (circa 1950 m). Senza raggiungere la pietraia, la traccia, qui poco marcata, piega subito a sinistra ed aggira a sud lo scomodo intrico di massi. Superatolo, esce proprio sotto i contrafforti del Monte Duria e, con una decisa svolta a destra (nord), sale in diagonale (omini e bolli sbiaditi) su un ripido pendio di erba e sassi. Seguiamo la traccia sino ad incontrare una freccia dipinta su un masso, che, piegando bruscamente a sinistra, ci porta ad inserirci nel canalone che scende a destra (nord) della vetta; per concatenare il Monte l’Usciolo, poi proseguiremo invece sulla continuazione della traccia (di ungulati?) oltre la freccia. Seguendo i bolli, risaliamo il canalone sino quasi al suo termine e svoltiamo quindi a sinistra su un traverso un poco esposto; da qui proseguiamo in diagonale verso sud su pendii erbosi, sino a raggiungere un gradino di rocce da superare con l’aiuto delle mani. Oltre, la traccia ci deposita sulla cresta che, seguita verso sinistra (sud), ci consente di raggiungere la panoramica vetta (2264 m). Ritorniamo quindi sui nostri passi fino alla freccia sul masso e, a questo punto, anziché tornare indietro, proseguiamo sulla traccia verso nord. La traccia, probabilmente creata dal passaggio di ungulati, ci porta a risalire sulla cresta della quota che ci si para dinnanzi; una volta in cresta, la teniamo con vari saliscendi di poco conto, sino a raggiungere l’ultimo gendarme da dove la cresta precipita verso la sella che porta poi al Monte l’Usciolo. Qui abbandoniamo la cresta e ci infiliamo in un evidente canalino alla nostra sinistra (ovest), che si abbassa ripido e su sfasciumi (cautela!!!) fino a raggiungere una cengia erbosa con evidenti segni di passaggio di ungulati. Seguiamo quindi la cengia in diagonale discendente ed andiamo a riprendere il filo di cresta, verso la nostra destra. Scendiamo ora comodamente di nuovo sul filo di cresta, sino a raggiungere la sella sottostante; qui conviene superare alcuni gendarmi abbassandoci nuovamente sul lato sinistro (ovest) per poi rimontare il filo di cresta appena prima che questa cominci la sua risalita verso la vetta dell’Usciolo, che viene facilmente raggiunta salendo una serie di grossi gradoni, aiutandosi eventualmente con le mani (2146 m). Il rientro avviene seguendo a ritroso il percorso dell’andata. Volendo, raggiunta la Sella di Paregna, si può seguire una mulattiera cementata, che fa ritorno a Bodone lungo un percorso alternativo, ma molto meno panoramico rispetto al passaggio dal Monte La Motta.

Ecco alcune foto:


Il percorso

Vista dal Monte la Motta

L'alpeggio del Monte la Motta: qui vendono ottimi formaggi!!!

Che Impegno che ci vuole per portare avanti questa attività!

Gestualità ormai quasi perduta

Con questo latte si farà un ottimo caprino!

Paesaggio incantevole

Il percorso fino alla pietraia dal Monte la Motta

Il sentiero aggira la pietraia a sud di quel dosso

La in cima, una pecora alpinista

Il traverso un po' esposto dopo il canalone

Dopo il traverso troviamo questa paretina, con diverse possibilità per passare

E arriviamo quindi in cresta

In vetta!

Panorama dalla cima: senza parole!

Verso nord: le cime della Val Darengo

La testata della Val Darengo, con l'omonimo laghetto al cui lato sorge il rifugio Capanna Como

Foto ricordo in vetta

Verso il Gruppo del Rosa

Il Monte Leone

Zoom sul Rosa

Il severo Pizzo Cavregasco!

Beh, anche il Monte Cardinello, visto da qui, sembra abbastanza severo!!!

Un po' sbiaditi, il Badile e il Cengalo

Il Pizzo Stella

Sullo sfondo il Monte Disgrazia, in primo piano credo sia il Sasso Manduino

Il Pizzo Ledù

Zoom sul lago

Baite e alpeggi ovunque!

La traccia di capre che, alla base del canalone, ci porta verso il Monte l'Usciolo

Il Monte l'Usciolo è quello sulla sinistra; questo è il punto dove si abbandona la cresta per scendere un canalino di una quindicina di metri

Vista dall'Usciolo: la parte alta è dove c'è il canalino, poi si riprende la cresta fino a raggiungere la sella, quindi conviene portarsi ancora sul lato ovest

Vista più da lontano: dovrebbe aiutare ad orientarsi

La Val Darengo

Il Lago di Como visto dalla vetta

Zoom sul nucleo di Baggio, nella bella Val Darengo; si passa di li per salire alla Capanna Como e al Lago Darengo

Ecco, appunto: La Capanna Como e il Lago Darengo

Foto ricordo in vetta

Di ritorno al Monte la Motta

Cartolina!

Altra cartolina

Formaggelle in stagionatura

Gli strumenti del casaro

Il pentolone

Caprini appena preparati!

Un 360° dalla vetta del Monte Duria:

E una panoramica dal gruppo del Rosa fino al Monte Leone:

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