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Scheda sintetica

  • Punto di partenza e di arrivo: Valgoglio, centrale ENEL (circa 960 m)
  • Dislivello complessivo: circa 2250 m (sola salita)
  • Distanza percorsa: circa 26,5 km
  • Tempo impiegato: circa 3 ore e 30 minuti per il Pizzo Farno; circa 40 minuti per il Rifugio Laghi Gemelli; circa 1 ora e 15 minuti per il Pizzo del Becco; circa 3 ore il rientro a Valgoglio
  • Punti di appoggio: Rifugio Gianpace (1331 m); Rifugio Laghi Gemelli (1968 m); Rifugio Capanna Lago Nero (2013 m)
  • Materiale consigliato: normale da escursionismo; caschetto e kit da ferrata (kit non indispensabile) per il Pizzo del Becco
  • Difficoltà: EE (sentieri e via ferrata per il Pizzo del Becco)
  • Traccia GPS: download

 

Per questa escursione dobbiamo raggiungere l’abitato di Valgoglio. Raggiunto il paese, proseguiamo sulla strada che lo attraversa e, appena raggiunto il primo bivio della stessa oltre le abitazioni, teniamo il ramo della strada che si abbassa a sinistra (indicazioni per la Valsanguigno). Così facendo raggiungiamo la Centrale dell’ENEL, con ampie possibilità di posteggio a pagamento (5 euro al giorno) e qualche spazio libero (circa 960 m). Dal parcheggio, seguiamo le indicazioni per il segnavia 232, verso la Baita Gianpace. Il sentiero sale piacevolmente nel bosco, col ruscello che rumoreggia alla nostra sinistra. In breve siamo al rifugio (1331 m) e, ignorando tutte le deviazioni che si incontrano, proseguiamo sempre sul segnavia 232, che risale tutta la valle puntando all’intaglio tra il Monte Corte e in Pizzo Farno. Raggiunto il valico (Passo di Valsanguigno; 2306 m), pieghiamo a destra (nord) seguendo le indicazioni poste su un masso per il Pizzo Farno e il Passo d’Aviasco. I bolli ci fanno salire per pochi metri la cresta sud del Pizzo Farno, per poi farci piegare a destra ed aggirare la cima sul suo versante est, giungendo così all’intaglio riportato sulle carte come Passo del Farno (2379 m). Da qui, non ci resta che rimontare l’ampia cresta nord della cima: in alcuni punti qualche salto ci obbliga ad usare le mani, ma in breve raggiungeremo la vetta (2506 m; croce in metallo). Da qui, ci abbassiamo verso ovest sulla traccia della via normale, sino alla selletta appena sotto la vetta. Ora, anziché piegare a sinistra e scendere al Passo di Valsanguigno, possiamo proseguire verso ovest sull’ampia dorsale  seguendo una traccia di ungulati. Quando la dorsale erbosa termina e precipita verso ovest con salti rocciosi, noi ci abbassiamo verso la nostra sinistra (verso i Laghi Gemelli), rimanendo a destra dei ruderi di una baita ben visibile sotto di noi (che devono rimanere quindi alla nostra sinistra). Così facendo, ad un certo punto, alla nostra destra (ovest) si apre una valletta dove si intuisce la presenza di una vecchia traccia che, se seguita, ci porta esattamente all’estremità della diga opposta rispetto al Rifugio dei Laghi Gemelli, che in breve può essere raggiunto (1968 m). Dal rifugio, seguiamo le indicazioni per il Pizzo del Becco e il Passo d’Aviasco (segnavia 214/250); oltrepassato lo sbarramento del Lago Colombo, seguendo le indicazioni poste su un masso, abbandoniamo il sentiero diretto al Passo d’Aviasco ed iniziamo a risalire le pendici del Pizzo del Becco, sino a portarci sotto ai contrafforti rocciosi dove inizia la via ferrata. Il percorso è semplice ed il kit non è indispensabile; considerato però il tipico affollamento del percorso, meglio avere almeno il caschetto. La ferrata termina in una forcella da dove, piegando a sinistra, con un ultimo quarto d’ora di salita dove a tratti dovremo usare le mani per procedere, raggiungeremo la vetta, con ampio panorama (2507 m; croce di metallo). Dalla vetta torniamo sino alla forcella dove termina la ferrata ma, anziché rifare la ferrata in discesa, prendiamo una traccia a sinistra, segnata con numerosi omini, che entra nel vallone tra il Pizzo del Becco e i Corni di Sardegnana e ci conduce ad abbassarci verso il sentiero che sale al Passo d’Aviasco a monte del Lago Colombo. A questo punto seguiamo il sentiero fino al valico, dove imbocchiamo il segnavia 229 che scende verso il sottostante Lago d’Aviasco. Raggiunto lo sbarramento del bacino, imbocchiamo il segnavia 268, che scende fino al Lago Nero e all’adiacente Rifugio Capanna del Lago Nero (2013 m), quindi ci abbassiamo alle sottostanti case dei guardiani delle dighe e, infine, scendiamo sino alla località Bortolotti (1150 m). Da qui, dovrebbe esserci un sentiero che consente di scendere direttamente sino alla centrale dell’ENEL; io non l’ho trovato e ho quindi seguito la strada asfaltata (tagliando qualche tornate per prati) fino al bivio che ci indirizza alla centrale dell’ENEL e da li, quindi, ho fatto ritorno all’auto.

Ecco qualche foto del giretto:


Il percorso

La Baita Gianpace

Risalendo la Valsanguigno

In primo piano: la cresta del Campagano; dietro: l'Arera

In fondo a dx si vede il Farno; a sx il Monte Corte

vista indietro sulla Valsanguigno

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Il Pizzo Farno

Verso il Passo di Valsanguigno

Vista verso i Laghi Gemelli dal passo

Dal Passo del Farno, vista verso il Pizzo del Becco

La Valsangugno vista dal Farno

Verso nord

Verso sud

Monte Corte, Pizzo Arera e Appennini

Cima di Menna

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Disgrazia

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Verso il Bernina

Dall'Aga ai Diavoli

Diavolo e Diavolino

La conca dei Laghi Gemelli

Marching already

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Vista dal crestone erboso verso i laghi

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Il rifugio Laghi Gemelli

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Il Pizzo del Becco

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Verso il Pizzo del Becco

Un gruppo di ragazzi si avvicina alla ferrata

La ferrata

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Verso la cima

Appena sotto la vetta

In vetta con un simpatico gruppo di italiani, francesi, russi... Bello!!!

Panorami

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Verso il Rosa

Disgrazia

Bernina

Diavoli

Presolana

Davanti: Pizzo di Petto e Vigna Vaga; in mezzo: gruppo del Camino; dietro: Cornone di Blumone

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L'ambiente è severo!

Omini e Corni di Sardegnana

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Dal Passo di Aviasco verso il lago omonimo

Capanna Giulia Maria e Presolana

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