A gennaio avevo incontrato Patti e Beppe, che avevo conosciuto due anni fa e con cui avevo salito il Gleno, e in quest'occasione (a gennaio) siamo rimasti in parola che quest'anno li avrei seguiti nel loro giro dell'Alta Via della Valmalenco.

E così per la seconda volta, dopo la salita al Bernina con Roby dell'anno scorso, sono tornato in Valmalenco.

Io, per problemi di disponibilità di ferie, ho seguito Patti e Beppe solo per le prime due tappe e poi sono rientrato a casa...

Lunedi mattina siamo saliti in auto a Ciappanico (Torre di Santa Maria) e da li abbiamo iniziato il trekking.

La meta della prima tappa è rappresentata dal bellissimo rifugio Bosio, al quale si perviene passando per l'Alpe di Son, l'Alpe Pra Piasci e l'Alpe Palù: tutti alpeggi ancora ben tenuti e sfruttati, memoria viva della vita di un tempo!

Il sentiero attraversa spettacolari boschi di abeti e faggi, parecchi pascoli ricchi di fiori e mozzafiato è il colpo d'occhio sul gruppo del Bernina: tanto sono belli, sembrano paesaggi dipinti, tratti da qualche puntata del cartone animato Heidi!!!

Al rifugio Bosio l'accoglienza è ottima e ci si può rilassare "pucciando" i piedi nel vicino torrentello.

In effetti, l'acqua lungo il percorso non manca mai: agli alpeggi ci sono sempre fontane e sono frequenti cascatelle e torrentelli dove potersi dissetare!

La zona è anche ricca di grossi massi di serpentino: secondo Beppe (la sua passione è l'arrampicata) quel posto è un paradiso per i boulderisti!!!

Arrivati al rifugio abbiamo fatto una piccola deviazione al lago di Zana, da dove si gode di una spettacolare vista sul versante sud del Disgrazia.

Ottima cena, innaffiata con dell'altrettanto ottimo Sassella DOCG! Poi tutti a nanna!

Il giorno seguente, abbiamo fatto colazione presto e ci siamo incamminati verso il rifugi Ventina e Gerli-Porro.

Nella prima parte, il sentiero attraversa ancora pascoli e boschi e lambisce l'Alpe Airale, l'Alpe Mastabia, le ex cave di talco e l'Alpe Giumellino; si perde anche parecchia quota!!!

Poi si inizia a risalire di quota e d'un tratto il paesaggio cambia: le erbe e le piante lasciano spazio alle morene, alle rocce e ai ghiacci e tutto l'ambiente diviene più aspro e severo! E così inizia la faticosa salita verso il passo Ventina, addolcita dalla presenza, poco prima del passo, dei bellissimi laghetti di Sassersa.

Al passo sembra proprio di trovarsi su un altro mondo e, alla nostra sinistra in direzione sud-est, la mole del Disgrazia domina maestosa il panorama.

Dal passo siamo scesi lasciandoci scivolare sulla neve fino ai rifugi sottostanti, il rifugio Ventina e il rifugio Gerli-Porri. Anche questi, come il Bosio, si trovano in un ambiente unico e spettacolare al quale i camminatori orobici non sono abituati.

A questo punto ho dovuto salutare Patti e Beppe e scendere fino al paese di Chiareggio. Loro invece si sono fermati li per la notte e per proseguire con le tappe successive dell'Alta Via.

Fortunatamente da Chiareggio ho trovato un passaggio che mi ha schivato un po' di strada (ma non tutta!) per ritornare alla macchina a Torre di Santa Maria.

Mi dispiace di aver fatto solo due tappe del trekking, perchè l'ambiente è veramente fantastico!!! Vi invito a prendere in considerazione l'idea di fare un giretto da quelle parti!

Ecco qualche foto:


Costruzioni rurali a Ciappanico

Beppe si dirige all'Alpe di Son

Vicoli tra le baite

Dettaglio di una serratura

Le mucche ci sbarrano il sentiero

Attraversiamo il torrente Torreggio

Salendo un po' si apre la visuale sul Roseg e sul Bernina!

Passiamo dalla stupenda Alpe Pra Piasci

Dall'Alpe Pra Piasci, panorama verso il Bernina

Verso il rifugio C. Bosio, davanti a noi i Corni Bruciati

Il rifugio Bosio: bellissimo!!!

Dall'altura del lago Zana, vista dal Benina fino allo Scalino

E magnifica vista anche sul Disgrazia!

Il torrente Torreggio scorre a pochi passi dal rifugio

Blocchi per boulderisti e acqua fresca (gelida) per pucciare i piedi

Il tramonto visto dal rifugio

L'alba del secondo giorno. Patti e Beppe passeggiano fuori mentre aspettiamo la colazione

Guardate quanto è bello il rifugio sotto i primi raggi di sole!

Siamo all'Alpe di Airale

Altra vista sull'Alpe di Airale

Le ex cave di talco

Dei bei fiori candidi

Arriviamo all'Alpe Giumellino

Patti si riposa all'ombra della baita

Il sentiero sale verso il passo Ventina: l'aspetto del paesaggio cambia

Beppe sale sul sentiero attraverso le morene

Per fortuna l'acqua per dissetarsi e rinfrescarsi abbonda!

L'ambiente diventa semmpre più aspro e severo!

Ma tra le rocce qualche fiore riesce comunque a crescere

I monti si specchiano come dei Narcisi in uno dei laghetti di Sassersa

Giochi di luce sul lago

Bellissimi toni azzurri e blu!

L'altro laghetto di Sassersa ancora tutto ghiacciato

Tra le fredde rocce spuntano profumati fiori

La in fondo il passo Ventina (finalmente!)

Vista dal passo: al di là della valle al centro, siamo in Svizzera!

Patti si riposa al passo Ventina

Spettacolare vista sul Disgrazia: guardate il ghiacciao pensile e i seracchi!!!

I'm all out of faith This is how I feel I'm cold and I am shamed Bound and broken on the floor Illusion never changed Into something real I'm wide awake And I can see The perfect sky is torn

Il passo Ventina e il pizzo Rachele visti scendendo verso il rifugio Ventina

Il sentiero per il rifugio Ventina

Anche qui c'è parecchia acqua per rinfrescarsi!

Il rifugio Ventina

Poco distante, il rifugio Gerli-Porro

Prati fioriti a Chiareggio

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