28 & 29 Giugno - Giretto su un tratto dell'Alta Via della Valmalenco
A gennaio avevo incontrato Patti e Beppe, che avevo conosciuto due anni fa e con cui avevo salito il Gleno, e in quest'occasione (a gennaio) siamo rimasti in parola che quest'anno li avrei seguiti nel loro giro dell'Alta Via della Valmalenco.
E così per la seconda volta, dopo la salita al Bernina con Roby dell'anno scorso, sono tornato in Valmalenco.
Io, per problemi di disponibilità di ferie, ho seguito Patti e Beppe solo per le prime due tappe e poi sono rientrato a casa...
Lunedi mattina siamo saliti in auto a Ciappanico (Torre di Santa Maria) e da li abbiamo iniziato il trekking.
La meta della prima tappa è rappresentata dal bellissimo rifugio Bosio, al quale si perviene passando per l'Alpe di Son, l'Alpe Pra Piasci e l'Alpe Palù: tutti alpeggi ancora ben tenuti e sfruttati, memoria viva della vita di un tempo!
Il sentiero attraversa spettacolari boschi di abeti e faggi, parecchi pascoli ricchi di fiori e mozzafiato è il colpo d'occhio sul gruppo del Bernina: tanto sono belli, sembrano paesaggi dipinti, tratti da qualche puntata del cartone animato Heidi!!!
Al rifugio Bosio l'accoglienza è ottima e ci si può rilassare "pucciando" i piedi nel vicino torrentello.
In effetti, l'acqua lungo il percorso non manca mai: agli alpeggi ci sono sempre fontane e sono frequenti cascatelle e torrentelli dove potersi dissetare!
La zona è anche ricca di grossi massi di serpentino: secondo Beppe (la sua passione è l'arrampicata) quel posto è un paradiso per i boulderisti!!!
Arrivati al rifugio abbiamo fatto una piccola deviazione al lago di Zana, da dove si gode di una spettacolare vista sul versante sud del Disgrazia.
Ottima cena, innaffiata con dell'altrettanto ottimo Sassella DOCG! Poi tutti a nanna!
Il giorno seguente, abbiamo fatto colazione presto e ci siamo incamminati verso il rifugi Ventina e Gerli-Porro.
Nella prima parte, il sentiero attraversa ancora pascoli e boschi e lambisce l'Alpe Airale, l'Alpe Mastabia, le ex cave di talco e l'Alpe Giumellino; si perde anche parecchia quota!!!
Poi si inizia a risalire di quota e d'un tratto il paesaggio cambia: le erbe e le piante lasciano spazio alle morene, alle rocce e ai ghiacci e tutto l'ambiente diviene più aspro e severo! E così inizia la faticosa salita verso il passo Ventina, addolcita dalla presenza, poco prima del passo, dei bellissimi laghetti di Sassersa.
Al passo sembra proprio di trovarsi su un altro mondo e, alla nostra sinistra in direzione sud-est, la mole del Disgrazia domina maestosa il panorama.
Dal passo siamo scesi lasciandoci scivolare sulla neve fino ai rifugi sottostanti, il rifugio Ventina e il rifugio Gerli-Porri. Anche questi, come il Bosio, si trovano in un ambiente unico e spettacolare al quale i camminatori orobici non sono abituati.
A questo punto ho dovuto salutare Patti e Beppe e scendere fino al paese di Chiareggio. Loro invece si sono fermati li per la notte e per proseguire con le tappe successive dell'Alta Via.
Fortunatamente da Chiareggio ho trovato un passaggio che mi ha schivato un po' di strada (ma non tutta!) per ritornare alla macchina a Torre di Santa Maria.
Mi dispiace di aver fatto solo due tappe del trekking, perchè l'ambiente è veramente fantastico!!! Vi invito a prendere in considerazione l'idea di fare un giretto da quelle parti!
Ecco qualche foto: