L'Angolo della Lettura
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In questo spazio presento una breve descrizione dei libri che leggo o che ho letto e che mi hanno lasciato un bel ricordo. Spero possiate trovarlo interessante e che possiate trarre qualche spunto per vostre future letture, magari un libro da tenere nello zaino, da leggere nelle serate al rifugio o in tenda. Io, per ogni libro, proverò a descrivere quello che mi è rimasto dalla sua lettura e cercherò di farne una semplice analisi, ma certo saranno molti gli aspetti a me sfuggiti e molti i temi che io non avrò colto... a voi il compito di correggermi! |
Il Tempo non suona mai due volte - di Étienne KleinDi questo autore avevo già letto "Le strategie di Crono", libro che trattava dei medesimi argomenti. Tra i due scritti ho trovato "Il Tempo non suona mai due volte" più valido e interessante.
Il tema del libro è, come si evince dal titolo, il tempo. Nell'opera l'autore, fisico di professione, analizza con acutezza le caratteristiche di questa entità così sfuggente, contraddittoria e paradossale, sulla quale l'uomo ha cominciato ad interrogarsi dai tempi di Parmenide ed Eraclito. Un paradosso su tutti: l'istante presente, del quale è dubbia l'esistenza, essendo che smette di essere nel momento stesso in cui inizia a divenire. E poi il tempo scorre realmente oppure è sempre li, tutto assime, come sembrerebbe indicare la relatività generale per cui ogni istante esiste per sempre come i punti dello spazio. Grazie all'analisi svolta nel testo, per la prima volta, ho colto la differenza tra il fatto che il tempo scorra e non possa mai fermarsi e che scorra sempre nella stessa direzione! Si tratta di due aspetti distinti, anche sotto il profilo delle leggi fisiche. Dalle leggi della meccanica infatti emerge un tempo "spazializzato" e simmetrico, che puo' scorrere in entrambe le direzioni senza che nulla ci fornisca la possibilità di distinguere un "prima" da un "dopo"; la termodinamica invece porta alla luce l'entropia che imprime una direzione univoca agli eventi e che ci consente di redigere una chiara cronologia di fronte a una sequenza di eventi. In ultima analisi, forse il tempo è una proprietà "emergente" che deriva dal principio di causalità nei processi fisici e ne sta a salvaguardia. Davvero una bella lettura che consiglio vivamente! Io, per esempio, leggendo questo libro ho scoperto di essere molto vicino a quella che un tempo era indicata come "corrente energetista", in quanto sono convinto che la materia, alla fine, sia solo un'onda di energia che deforma localmente i campi (gravitazionale, elettrico, ecc.).
Comments (0) The Climb; Tragic Ambitions on Everest - di Anatoli Boukreev e G. Weston DeWaltTempo fa, durante il mio soggiorno in Nepal, avevo letto "Into Thin Air" di Krakauer che raccontava i tragici eventi che il 10 maggio 1996 portarono alla morte di ben 9 persone durante un'ascensione sull'Everest. Il libro di Krakauer, raccontato in prima persona, delinea un discutibile profilo di Boukreev, che era una delle tre guide della spedizione Mountain Madness. Dal Libro di Boukreev risulta invece una visione più oggettiva dei fatti, senza che venga accusato nessuno in particolare per i tragici eventi avvenuti. Direi che per avere un buon resoconto di quanto avvenuto in quei giorni, questo testo, sicuramente meno romanzato, è più indicato. Il libro è stato materialmente scritto da G. Weston DeWalt, un amico di Boukreev, che lo ha aiutato a ricostruire i fatti e ad esprimerli correttamente (Boukreev, essendo Kazako, aveva difficoltà ad esprimersi in inglese). Purtroppo, rispetto a Into Thin Air, l'inglese è un po' più difficile, perchè spesso vengono usate espressioni gergali e modi di dire che, se non li si conosce, non li si riesce a tradurre letteralmente. Comunque si legge senza difficoltà. In conclusione cito due frasi del libro che sono molto affini con certi miei pensieri: "I love the mountains, it is here I am at home.You will not understand this compunction unless you, too, have arrived in the early morning, droppeed to some precipitous aerie by helicopter. Embraced by bony ribs of mountains jutting into the sky. Their jagged summits precisely articulated in the crystal air. You humbly apprehend in this majesty your smallness in the scheme of things."
"Honestly, I do not experience fear in the mountains. On the contrary... I feel my shoulders straightening, squaring, like the birds as they straighten their wings. I enjoy the freedom and the altitude. It is only when I return to life below that I feel the world's weight on my shoulders." Comments (1) Accabadora - di Michela MurgiaQuesto libro me l'ha consigliato un'amica. Si tratta di un bel romanzo, ambientato a Soreni, un piccolo paesino della Sardegna degli anni cinquanta. E' la storia di Maria, ultima di quattro figlie di una vedova, e di Tzia Bonaria, la vecchia sarta del paese che la prende con se come fill'e anima: una specie di pratica adottiva in uso un tempo nell'isola. Sullo sfondo di una realtà contadina, si assiste alla crescita di Maria e al suo rapporto con Tzia Bonaria, che, oltre ad essere sarta, è anche l'accabadora nel paese, ovvero colei che "aiuta" le persone nel momento del trapasso. Non mi dilungo troppo nel raccontare la trama, per non togliere il piacere della lettura a chi non ha ancora letto il romanzo. Dirò però che è molto ben scritto, con un linguaggio diretto, introspettivo e, a volte, crudo che arriva diretto al lettore, mettendo bene in evidenza i rapporti tra i personaggi che sono, per altro, delineati da Michela Murgia in maniera estremamente reale, rendendo molto facile immedesimarsi nei loro pensieri. Una bella lettura!!! Comments (0) Il Ritratto di Dorian Gray - di Oscar WildeSi tratta di un'opera così conosciuta che ogni commento è superfluo. Dirò solamente che è una lettura davvero piacevole e avvincente: Wilde ha un modo di scrivere brillante e graffiante! L'idea principale che viene comunicata è il "culto" dell'estetismo, che potremmo riassumere con l'assunzione che non è l'arte che deve imitare la vita, ma la vita che, attraverso il dominio di sensi (non il controllo!), deve diventare arte. Beh, nella società di oggi si conosce bene questo modo di fare: apparire prima di tutto!!! Testo ricco di aforismi (soprattutto nelle affermazioni di Lord Henry) e di frasi pungenti! Comments (0) Candido, o l'ottimismo - di VoltaireAnche questo libro me l'ha consigliato il mio collega Emanuele. Libricino bellissimo e dievrtente, scritto in maniera semplice da uno dei principali rappresentanti dell'illuminismo, attraverso discorsi diretti e indiretti raccontati da un narratore esterno e onnisciente. Chiaramente il racconto è un'allegoria: da un lato abbiamo il protagonista, Candido, che, istruito dal filosofo Pangloss (che significa "tutto lingua" e che è portatore della visione leibniziana), si sforza con grande ingenuità di vedere tutto con ottimismo e crede di vivere nel migliore dei mondi possibili; dall'altro lato ci sono le infinite sventure, difficoltà e malignità che capitano a Candido e agli altri personaggi dell'opera, riassunte nella visione del mondo di Martin che è convinto che tutto vada male e che tutti gli uomini siano infelici e soffrano. Alla fine comunque nessuna delle due posizioni prevale sull'atra; piuttosto viene proposto un terzo atteggiamento, tramite un contadino turco, per cui l'unico sollievo alle nostre afflizioni, invece che porsi troppe domande, sarebbe il semplice lavoro grazie al quale si può rendere più sopportabile la vita, o meglio, il lavoro è qualcosa di essenziale per vivere bene e con serenità. Libro che fa pensare! Grazie a Emanuele per il consiglio! Comments (0) Il Castello - di Franz KafkaQuesto libro me l'ha consigliato il mio collega Emanuele. Non poteva consigliarmi meglio!!! Ultimo e incompiuto romanzo di Kafka, racconta la storia di K. (del protagonista si conosce solo l'iniziale del nome), nominato suo malgrado agrimensore in un villaggio nel quale la vita scorre in un modo che al lettore non può che apparire surreale. Tutto è dominato da una quasi perversa burocrazia, il cui vertice sta nell'inaccessibile castello che domina dall'alto il villaggio. K. cerca di raggiungere il castello per chiarire la sua posizione, ma quello che per lui è "il comportamento normale" per la gente del villaggio è un comportamento palesemente assurdo; quindi a K. non rimane che sprofondare in una frustrante incomprensione. Questo potrebbe quindi essere il messaggio contenuto nell'opera, una proiezione delle frustrazioni dell'uomo, incompreso dalla società che lo circonda e quindi isolato contro la propria volontà e costretto all'alienazione fino a smarrire la propria identità. In questi temi vedo una certo legame con un altro libro che ho letto molti anni fa, Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, e non posso che trovare una certa assonanza con pensieri che io stesso nutro verso la società moderna. Libro davvero molto bello, basato soprattutto sui dialoghi dei personaggi, a volte quasi indecrifrabili! Grazie a Emanuele per il consiglio!!! Comments (0) Appuntamento a Londra - di Mario Vargas LlosaLibricino molto bello e veloce (sono solo 46 pagine) che mi è stato suggerito da un'amica. Si tratta di una piéce teatrale con due soli personaggi, Chispas e Raquel/Pirulo, che si incontrano a Londra e iniziano un dialogo di ricordi dal quale emerge il mistero dell'amicizia e gli strani e tortuosi cammini che portano ciascuno di noi a costruire il proprio io. Cito alcune frasi della prefazione scritte dall'autore stesso: "Forse questa storia aiuterà gli spettatori a riconoscere alcune di quelle verità recondite che portano anche noi, gente comune come Chispas, a rompere la camicia di forza dell'esistenza quotidiana con fughe nell'immaginario che ci fanno vivere avventure migliori o semplicemente diverse da quelle che ci permette la vita reale." Comments (0) L' uomo che credeva di essere morto e altri casi clinici sul mistero della natura umana - di Vilayanur S. RamachandranDi questo autore, neuroscienziato di origine indiana direttore del Center for Brain and Cognition dell’Università di San Diego in California, avevo già letto "Che cosa sappiamo della mente". Allora non ero rimasto deluso dalla lettura, tanto meno questa volta! In questo testo l'autore cerca di illustrare quello che sappiamo sul funzionamento del nostro cervello, organo che più di ogni altro ci differenzia dal resto del regno animale. Per farlo ricorre spesso all'analisi di casi clinici (da cui il titolo dell'opera). Infatti, grazie allo studio di persone che hanno avuto lesioni o sindromi particolari, che hanno danneggiato una determinata area celebrale, è possibile capire a cosa quell'area era preposta e come concorreva alla rappresentazione del mondo che si forma nella nostra mente. L'interrogativo più ambizioso a cui si cerca di dare una risposta è quello che riguarda "l'io cosciente": come si genera questa rappresentazione che abbiamo di noi stessi, come si inserisce nel funzionamento delle reti neurali e quali sono le motivazioni evolutive che potrebbero aver portato alla sua nascita. Libro davvero piacevole, che non è un mero elenco di casi clinici (per la verità ce ne sono pochi, quello che da il titolo all'opera sta proprio nelle ultime pagine) e che non fa ricorso a concetti filosofici o religiosi quali l'anima, ma che cerca di mantenersi sul piano della razionalità senza abbandonarsi a eccessive speculazioni. Personalmente ho trovato molto interessante apprendere dei "neuroni specchio" e del loro ruolo fondamentale; ho trovato poi utile la lettura anche per comprendere meglio alcuni nostre reazioni tipiche e modi di fare che abbiamo e che, in un certo senso, sono "scritti" nei nostri circuiti neurali. Ho infine trovato molto utili alcune considerazioni fatte dall'autore sull'arte (in particolare relativamente ad alcune rappresentazioni scultoree della dea Parvati), che mi hanno aiutato a comprendere meglio anche il senso di questa. Bella lettura! Comments (0) Finzioni - di Jorge Luis BorgesFare una recensione di questo libro mi risulta alquanto difficile dal momento che il libro è costituito da una raccolta di testi brevi e densi, articolati su alti livelli di narrazione. Per cominciare dirò che il libro è diviso in due parti: "Il giardino dei sentieri che si biforcano" e "Artifici". La prima parte contiene otto racconti: Tlon Uqbar Orbis Tertius, L’accostamento ad Almotasim, Pierre Menard autore del Chisciotte, Le rovine circolari, La lotteria a Babilonia, Esame dell’opera di Herbert Quain, La biblioteca di Babele, Il giardino dei sentieri che si biforcano. La seconda parte contiene sei racconti: Funes o della memoria, La forma della spada, Tema del traditore e dell’eroe, La morte e la bussola, Il miracolo segreto, Tre versioni di Giuda. L'edizione che ho io contiene poi altri tre racconti aggiunti successivamente: La fine, La setta della Fenice, Il Sud. Sono tutti racconti affascinanti, uno persino poliziesco; tutti con un'alta dose di componente "fantastica", come il nome stesso dell'opera lascia intuire. Sono testi ricchissimi di simboli, di sofismi, di richiami filosofici, di valori metaforici... Vi si ritrovano parecchi dei temi che ho già visto anche in Aleph (altro libro di Borges) relativi al tempo e all’atemporalità, allo spazio e alla simmetria, alla geometria, agli infiniti (con riferimento per esempio agli specchi che duplicano le immagini e gli uomini); ci sono poi il tradimento, lo scambio, la permutazione dei ruoli tra vittima e persecutore (che è ancora una simmetria, anche se non spaziale), I temi del caso (inteso come fato) e della casualità. A maggior ragione, dopo aver letto Finzioni, capisco perchè ho trovato così tante citazioni di Borges in libri che trattano di fisica, delle teorie del caos, della mente... Una bella raccolta! Comments (0) Forse Accade Così. L'Alpinismo: un gioco, ma non uno scherzo - di Roberto IannilliQuesto libro mi è stato consigliato da un'amica. Confesso che non conoscevo l'autore e non ne avevo mai sentito parlare, ma quanto ho letto il libro ho capito che deve essere uno che ha "qualcosa da dire" in merito all'alpinismo!!! E' l'autore di più di un centinaio di vie nuove sul Gran Sasso, alcune in solitaria, e di vie su pareti inviolate delle Ande e dell'Himalaya. Il libro è una raccolta di 42 racconti tratti dagli appunti che l'autore ha conservato negli anni di tutte le sue scalate, dagli inizi fino ad oggi. Nei racconti c'è di tutto, dai primi tentativi alle salite più impegnative, dalle imprese emozionanti, alle ritirate e alle rinunce. La lettura è piacevole e viene naturale immaginarsi i dialogi tra i protagonisti delle varie avventure in dialetto romano. Leggendo, spesso, non si può fare a meno di accennare un sorriso. Ma al di la dei racconti il libro è soprattutto intriso della schietta personalità e dell'animo sincero dell'autore che spesso si domanda quale sia la ragione che lo spinge ad affrontare la montagna lasciando la sua famiglia a casa ad aspettarlo. Spesso conclude che, in fondo, si tratta solo di egoismo e che si sente così stimolato a cercare certe emozioni in parete perchè da questo rapporto con la montagna ci si sente ridimensionati e precari e se ne ricava un più forte e genuino amore per la vita. Una lettura che mi ha aiutato a riflettere e fare un po' di luce sulle motivazioni che spingono anche me ad andare in montagna (a voi non è mai capitato di domandarvi: "ma chi me l'ha fatto fare di venire qui...") che, con le dovute proporzioni del caso, un po' si assomigliano. Lo consiglio: nel complesso è un libro molto coinvolgente. Io l'ho letto tutto di fila in un pomeriggio. Grazie mille a Eleonora che me l'ha consigliato! Comments (0) Le Confessioni - di Sant'Agostino d'IpponaQuesto libro, che in realtà è composto di tredici libri, mi ha stupito. Si tratta di vera e propria autobiografia scritta da Agostino tra il 396 e il 398, una decina d'anni dopo la sua conversione completa al cattolicesimo (ricordo che venne battezzato a Milano da Sant'Ambrogio nella notte di Pasqua del 387). I libri sono stati scritti ovviamente per indurre i lettori a scoprire, attraverso l'esempio di Agostino, la "Via della Verità" che ha portato egli stesso a riconoscere nella fede cattolica quella che lui ha concluso essere la giusta fede e per aiutarli a riconoscere Dio. Al di la degli aspetti teologici, per discutere i quali io non ho titolo, ho apprezzato molto della lettura gli aspetti propriamente autobiografici. E' stata per esempio una sorpresa scoprire che Agostino nella gioventù si fosse dedicato all'insegnamento della retorica, professione in cui aveva raggiunto una ragguardevole stima, e vedere come fosse anche lui trasportato dal desiderio della fama e della carriera. E' interessante vedere che anche l'uomo del IV secolo viveva le stesse passioni, le stesse ambizioni e gli stessi dubbi dell'uomo del XXI secolo (potremmo dire di qualsiasi secolo). Mi ha stupito una considerazione che Agostino, ancora giovane insegnante di retorica, fa a proposito di un ubriacone che nella sua limitatezza era pienamente felice, mentre lui doveva barcamenarsi negli impegni quotidiani. Insomma, pensieri che immagino abbiano fatto tutti: il classico "Ma chi me lo fa fare??? Guarda quello, non fa niente ed è felice, io mi sbatto... e per che cosa???". Mi ha colpito anche la capacità di Agostino di analizzare i fatti, quasi da psicologo. Come nel caso di un furto di pere da lui compiuto nell'adolescenza. Io stesso mi sono ritrovato nella sua descrizione ripensando a un furtarello che feci a 6 o 7 anni al santuario (di Caravaggio), quando c'erano ancora le bancarelle all'interno. In compagnia di altri bambini ricordo che rubai un portachiavi da una bancarella, non perchè ne avessi bisogno, ma per il gusto di compiere un'azione proibita, come conclude Agostino. Gli ultimi libri delle Confessioni, ad eccezione dell'undicesimo, mi sono però risultati un po' pesanti perchè sono di carattere più teologico. Più piacevole l'undicesimo perchè in quello Agostino analizza il problema del tempo e della sua origine, dove si colloca Dio rispetto al tempo, eccetera eccetera: se guardate le altre mie letture di questa lista, capirete presto che questo è un argomento che non mi dispiace. In conclusione: una bella lettura! Comments (0) Orrore Metafisico - di Leszek KołakowskiHo scoperto questo autore, filosofo e storico polacco scomparso nel 2009, grazie alla trasmissione di Radio2 "Così parlò Zap Mangusta". Alla radio ne stavano spiegando le posizioni filosofiche e ne sono rimasto fortemente colpito! Quindi mi sono informato e ho recuperato alcuni titoli di sue opere: ho deciso di cominciare col leggere "Orrore Metafisico". Il libro inizia con l'affermazione: "Un filosofo moderno che non abbia mai provato l'esperienza di sentirsi un ciarlatano è uno spirito così misero che sicuramente il suo lavoro non varrà la pena di essere letto". Questo a sottolineare che tutte le questioni trattate dalla filosofia dalla sua nascita ad oggi sono rimaste fondamentalmente irrisolte, o quantomeno controverse. Mi ha particolarmente coinvolto l'argomentazione sull'Essere e sull'Assoluto che, per raggiungere la perfezione che vorremmo sia loro propria, finiscono inevitabilmente per svanire nel Nulla. Interessanti anche le argomentazioni relative al libero arbitrio che finiscono pure loro per infrangersi con l'Essere e con l'Assoluto! Il libro è suddiviso nelle seguenti sezioni: Filosofia tra miseri bilanci e paradossi di autoreferenza; Ricerca della realtà assoluta; Orrore metafisico per l'esistenza dell'io; Orrore metafisico per l'esistenza dell'assoluto; Orrore metafisico tra l'ineffabilità del Dio cristiano e il Nulla; Peregrinazioni del Cogito: Cartesio, Husserl, Heidegger, Merleau-Ponty; Universo fisico e coscienza: tentativi di conciliazione; Creazione divina e libero arbitrio umano; Filosofia nella babele dei linguaggi possibili; Ricerca di senso come ineliminabile tensione all'Assoluto; Tutte queste questioni, analizzate nel corso dei secoli, non hanno condotto ad alcuna soluzione universalmente accettata; anzi: tutt'al più hanno condotto a contraddizioni! Eppure Kołakowski non ne conclude l'inutilità della filosofia e della ricerca conoscitiva: pur non pervenendo infine alla Verità, possiamo comunque pervenire grazie alla filosofia ad alcuni sui frammenti.
Bellissima lettura!!! Autore da approfondire!
Comments (0) L' ossessione dei numeri primi. Bernhard Riemann e il principale problema irrisolto della matematica - di John DerbyshireQuesto titolo assomiglia molto ad un altro già presente nella mia lista: "L'enigma dei Numeri Primi" di Marcus du Sautoy. L'argomento trattato è effettivamente lo stesso e verte sulla famosa ipotesi di Riemann, ma questo lavoro contiene decisamente più matematica! Alcuni punti li ho seguiti con difficoltà. Tutto ha origine in un articolo dell'agosto del 1859, dal titolo "Sul numero dei primi minori di una certa grandezza", in cui Riemann espone la congettura che tutti gli zeri non banali della "funzione zeta" nel campo complesso abbiano parte reale 1/2. Questo fatto, se vero, legherebbe la funzione zeta ai numeri primi e consentirebbe di elaborare un metodo per generarli. La congettura, fino ad oggi indimostrata, acquistò grande fama quando, nel 1900, David Hilbert nel discorso di apertura del secondo congresso internazionale di matematica lo inserì tra i 23 problemi da risolvere nel nuovo secolo. Derbyshire nel libro alterna capitoli che raccolgono informazioni storiche sulla vita dei matematici che dal 1859 si sono dedicati al tentativo di dimostrare la congettura a capitoli decisamente più tecnici, anche se nella prefazione dice di voler fare ricorso il meno possibile ai tecnicismi della disciplina. In questi capitoli ho scoperto con piacevole sorpresa che la matematica che sta dietro all'ipotesi di Rimann è anche legata ad alcune branche di fisica-matematica che sono state sviluppate nella meccanica quantistica, ma a volte li ho trovati un po' difficili da seguire. Bel libro, ma tra questo e quello di du Sautoy preferisco il secondo. Nei capitoli dedicati alla pura matematica infatti Derbyshire, per ovvi motivi, salta parecchi passaggi e presenta spesso solo i risultati finali che in questo modo vanno accolti come "atti di fede"... comprendo la scelta: anche io che ho fatto corsi universitari di matematica non avrei compreso queste analisi se pure fossero state inserite nel testo, ma, a questo punto, conveniva evitare di volersi addentrare in certi tecnicismi. Per quanto appena detto lo sconsiglio quindi a chi non abbia già una certa conoscenza di matematica superiore. Comments (0) Zio Petros e la Congettura di Goldbach - di Apostolos DoxiadisQuesto libro assomiglia molto, per certi versi, a quello che lo precede in questa mia lista (Il Teorema del Pappagallo). Anche qui infatti si parla di matematica. In questo libro però non si traccia la storia della matematica, piuttosto si prova a raccontare la vita e la personalità di un matematico attraverso un personaggio inventato. Devo dire che la cosa è riuscitissima! Il libro è scritto come se fosse una sorta di diario (o un resoconto) del nipote di Petros Papachristos, un matematico che ha dedicato tutta la sua vita al tentativo di dimostrare la congettura di Goldbach senza mai raggiungere il risultato tanto agognato. Nel testo il nipote descrive i rapporti con lo zio e ne ricostruisce la storia. Le vicende sono ben costruite e intrecciate con quelle di matematici realmente esistiti, il che da un tocco di realismo all'insime. Ma il punto di forza del libro sta nell'eccellente analisi della personalità del matematico! Probabilmente questo libro è così ben fatto perchè anche l'autore arriva da studi di matematica. Personalmente ho trovato una certa sintonia tra la figura del matematico qui descritta e alcune considerazioni che facevamo all'università del nostro professore di "metodi matematici per la fisica", del quale sostenevamo che vivesse in un suo spazio-di-Hilbert (spazio ortonormale completo) che era completamente ortogonale allo spazio in cui vive la gente comune (il senso di questa frase purtroppo può essere chiaro solo a chi conosce le proprietà dei SONC). Davvero una bella lettura anche questa!!! L'unico inconveniente è che è stata troppo veloce: col Teorema del Pappagallo sono due libri letti in meno di una settimana, il che, se da un lato può ritenersi una buona cosa, dall'altro fa diventare questo passatempo per la mente un po' dispendioso!
P.S. per chi fosse digiuno di matematica: la congettura di Goldbach afferma che tutti i numeri pari maggiori di due possono essere espressi come somma di due numeri primi. O meglio: qualsiasi intero può essere espresso come la somma di tre primi, ma nel caso degli interi pari uno dei tre primi deve necessariamente essere "2"; da qui facilmente segue la prima proposizione.
Comments (0) Il Teorema del Pappagallo - di Denis GuedjQuesta lettura me l'ha suggerita un'amica, che devo ringraziare particolarmente, avendola trovata molto interessante e piacevole. Si tratta di un romanzo attraverso il quale viene però esposta la storia della matematica! Questo è l'aspetto che più mi è piaciuto del libro! Ho già letto altri testi che ripercorrono la storia della matematica, ma dopo un po' rischiano di diventare "noiosi" e ripetitivi; l'espediente di nascondere il tutto all'interno della trama di un romanzo consente invece al lettore di mantenere sempre viva l'attenzione e, ogni volta che si ripone il libro sul tavolo, rimane il desiderio di sfogliarne altre pagine per scoprire come prosegue il racconto! Il racconto sarebbe poi quello del signor Ruche, l'anziano proprietario della libreria "Mille e una Pagina", che riceve due lettere e numerose casse con preziosi libri di matematica dal vecchio amico Grosrouvre, trasferitosi parecchi anni prima in Brasile. L'amico è morto nell'incendio della sua abitazione e nelle lettere spedite a Ruche poco prima di morire gli confessa di aver risolto l'ultimo teorema di Fermat e la congettura di Goldbach, ma di non aver lasciato nessuno scritto in merito: ha rivelato le soluzioni a un collaboratore fidato. Il signor Ruche quindi, con l’aiuto di Perrette, Max, Jonathan e Lea (che vivono con lui) e di Nofutur, un pappagallo che Max ha trovato al mercato delle pulci, cercerà di risolvere il mistero della morte dell’amico e, per farlo, ripercorrerà tutta la storia della matematica. Di questo libro, per la verità, ho trovato una recensione negativa niente meno che di Piergiorgio Odifreddi… Effettivamente, come lui sostiene, solo la storia della matematica greca viene bene sviluppata nel libro, mentre per il resto se ne raccontano soprattutto aneddoti e fatti curiosi. Io non ritengo questo un difetto: il testo ha comunque il pregio di dare le “line guida” della matematica, quel tanto che basta per far nascere la curiosità nel lettore che poi sarà libero se lo vuole di approfondirne gli aspetti con libri più tecnici e specifici. Per me una lettura piacevole: la consiglio!
Grazie Eleonora! Comments (0) L'eleganza del Riccio - di Muriel BarberyQuesto libro me lo ha consigliato la mia collega Benedetta. Devo ringraziarla molto! Il libro è scritto nella forma di un doppio diario. Da un lato abbiamo Renée, portinaia cinquantaquattrenne del palazzo al numero 7 di Rue de la Grenelle, e dall'altro abbiamo Paloma, figlia dodicenne di un deputato che abita al quinto piano. Le accomuna il fatto che entrambe non si rivelano al mondo per quello che sono, ma recitano la parte che il mondo si aspetta da loro. Renée, pur essendo una portinaia senza istruzione che arriva dalla campagna, si è costruita in realtà una vasta cultura da autodidatta, ma non vuole rivelarlo per non infrangere l'equilibrio raggiunto e per continuare a passare inosservata. Paloma invece, grazie alla sua arguzia, ha capito che la vita non è quello che ti raccontano da piccoli: il futuro è già stabilito e prima o poi ciascuno di noi finisce nella "boccia per i pesci rossi". Lei non ci sta e ha deciso di suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno. A un certo punto però nel palazzo arriva un nuovo inquilino, monsieur Ozu, un ricco e colto giapponese in pensione. Lui sarà in grado di smascherare Renée e Paloma perché in grado di vedere la persona e non lo stereotipo della persona. Ovviamente la storia raccontata non è fine a sé stessa ma contiene, attraverso le parole delle due protagoniste, svariate critiche alla società moderna. Una lettura veramente piacevole e veloce, anche se direi che vale la pena rileggerlo più volte. Questo libro mi è piaciuto parecchio perché tantissime delle considerazioni fatte delle due protagoniste potrebbero essere mie!!! Non tengo un diario, ma se lo tenessi sarebbe molto simile a questo, con pensieri veramente molto affini!!! Per esempio io penso che è meglio tenere un "basso profilo"... sapere quello che serve, ma non dire a nessuno che lo sai... non mi curo di FaceBook (che sembra quasi che se oggi non hai un profilo FB non sei nessuno... oohhh! Nessuno è qualcuno ma siamo tutti nessuno!) perché non sopporto quel volersi mettere in mostra a tutti i costi... molto simile se vogliamo all'atteggiamento delle due protagoniste. Ma anche tante altre cose che penso della società dell'apparire di oggi. Leggendo il libro, leggevo i miei pensieri! Sorprendente!!! Non posso nascondere che il finale mi ha fatto scendere qualche lacrima dagli occhi. Comments (0) Dicibile e Indicibile in Meccanica Quantistica - di John Stewart BellQuesto titolo mi ha tratto in inganno! John S. Bell è un fisico irlandese che ha dedicato la sua ricerca ai problemi legati alla "non località" della meccanica quantistica. Queste questioni sono le stesse che alla nascita della teoria avevano condotto Einstein Podolski e Rosen a formulare il loro famoso paradosso EPR, sulla base del quale sostenevano che la meccanica quantistica dovesse essere "incompleta" e che le mancassero alcune "variabili nascoste". Il problema è che a livello microscopico si possono creare effetti di correlazione (entanglement) tra coppie di particelle per cui la misurazione di una osservabile (o esseribile come argomenta Bell) di una delle particelle produce effetti istantanei sull'altra particella, indipendentemente dalla sua distanza! Il paradosso EPR sta proprio qui: apparentemente le due particelle correlate sono in grado di comunicare istantaneamente senza rispettare il vincolo della velocità della luce!!! Sono stati fatti svariati tentativi per dirimere la questione, ma Bell riuscì a formulare un teorema (la famosa disuguaglianza di Bell) che consentiva di far luce sull'argomento. Nei primi anni ottanta poi il fisico sperimentale francese Alain Aspect riuscì a riprodurre e confermare in un esperimento quanto proposto da Bell e riuscì quindi a dimostrare che la meccanica quantistica è "intimamente non locale" e che le previsioni della meccanica quantistica non possono essere riprodotte da una teoria a variabili nascoste. Beh, comunque questo libro, con la prefazione di Aspect, è una raccolta di diverse pubblicazioni di Bell. Per fortuna qualcuna è a carattere saggistico, ma la maggior parte sono pubblicazioni tecniche, quelle -per intenderci- che sono andate su Physical Review e sulle altre riviste di settore. Una lettura per nulla facile, che mi ha obbligato a tornare a sfogliare anche il Gasiorowicz (il mio libro di testo al corso di meccanica quantistica). Comments (0) L'Orologio di Einstein, la riflessione filosofica sul tempo della fisica - di Vincenzo Fano e Isabella TassaniQuesto volume appartiene alla collana "Lo Studio del Tempo" ed è dedicato all'analisi del tempo nella sua relazione con lo sviluppo della fisica dopo la formulazione della teoria della relatività, che ha definitivamente spodestato l'idea di un tempo assoluto che derivava dalla fisica newtoniana. Si tratta di un'opera molto ben organizzata in cui gli autori hanno riunito saggi ed estratti dei principali pensatori attuali e del secolo appena trascorso in materia di tempo. Nel volume troviamo quindi scritti del filosofo spiritualista francese Henry Bergson, di Milic Capek, del principale esponente del Neopositivismo Rudolf Carnap, di John Earman, del premio Nobel per la fisica Richard Feynman, di Michael Friedman, di Adolf Grünbaum, del principale esponente dell'Idealismo inglese John McTaggart, di un'altro esponente di spicco del Neopositivismo come Hans Reichenbach, di Wolfgang Rindler, dell'allievo di Reichenbach Wesley Salmon e di Lawrence Sklar. I testi di questi autori sono stati sapientemente confezionati in modo da sottolineare tutti i punti di vista, le rispettive critiche e le opposizioni degli uni rispetto agli altri. L'opera è stata divisa in cinque sezioni: la prima tratta della soggettività e dell'oggettività del divenire; la seconda delle problematiche legate alla misurazione del tempo; la terza parla della simultaneità degli eventi; la quarta delle dilatazioni temporali; la quinta del problema della direzione del tempo. Infine vi è un'appendice dedicata a considerazioni sui viaggi nel tempo. L'ho trovata una lettura molto interessante che non fornisce nessuna risposta definitiva (del resto non credo ce ne siano, in generale!), ma analizza tutti i punti di vista ed aiuta a comprenderne i rispettivi pregi e difetti. Fornisce inoltre diversi spunti per letture future. Bella! Comments (0) L'Aleph - di Jorge Luis BorgesE' un libricino non molto voluminoso... si tratta di una raccolta di testi (18), di poche pagine ciascuno, ognuno a se stante, che potremmo definire fantastici perchè l'autore descrive storie con personaggi reali ambientate in luoghi inventati o viceversa, ma anche storie con personaggi e ambientazioni entrambi inventati. In questi testi Borges tratta temi come il destino, la pazzia, la morte, il tempo, la personalità e il suo sdoppiamento, la simmetria, l'infinito, l'universo... del resto il titolo della raccolta, Aleph, è la prima lettera dell'alfabeto ebraico, ma è anche usata per indicare la cardinalità degli insiemi infiniti in matematica. Dopo aver letto questo libro capisco meglio perchè ho trovato così tante citazioni di Borges in libri che parlavano di filosofia della scienza, sia relativi agli ambiti matematici che a quelli fisici, e in libri sulla mente e il pensiero... e ho capito anche perchè in libri di diversi autori ritornano sempre gli stessi esempi e, più o meno, le stesse storielle. Mi risulta difficile descrivere in maniera concisa l'Aleph: posso solo dire che l'ho letto con grande gusto e che ho intenzione di rileggerlo ancora! Comments (0) La Favolosa Storia della Radice Quadrata di Due - di Benoit RittaudIl titolo di questo libro mi ispirava e così l'ho preso. Tuttavia le mie aspettative sono state un po' deluse... Si tratta di un volume in cui l'autore, professore di matematica nell'ambito universitario francese, ripercorre tutte le tappe della storia quasi quattro-millenaria di questo numero, la cui prima testimonianza scritta risale ad una tavoletta babilonese che ne riporta il valore (per altro scritto in base sessanta!) con una precisione che non verrá eguagliata per altre migliaia di anni. Se la radice quadrata di due fa la sua comparsa così presto nella storia dell'uomo, tuttavia è solo molto più tardi, coi pitagorici, che se ne comprenderá la natura irrazionale (la radice quadrata di due non può essere espressa come rapporto p/q di due numeri interi p e q). Nel libro vengono descritte diverse prove addotte nel corso dei secoli a dimostrare l'irrazionalitá di questo numero. Si dimostra inoltre che i numeri irrazionali sono "sempre" irrazionali, in qualsiasi base si decida di rappresentarli. La parte finale del testo è invece dedicata al confronto tra la radice quadrata di due e gli altri numeri irrazionali da cui emerge che la radice quadrata di due si contende con il numero aureo il podio di numero irrazionale più estremo. Un testo a mio avviso un po' tecnico, ma comunque accessibile a chiunque abbia delle conoscenze basilari della matematica superiore, e troppo focalizzato sugli aspetti puramente matematici. Comments (0) Apologia di un Matematico - di Godfrey H. HardySi tratta di un volume di poche pagine, con una prefazione curata da Charles P. Snow lunga quasi quanto il testo vero e proprio. In esso, il matematico inglese di inizio '900 Hardy tesse un'apologia a difesa della matematica (e quindi anche dei matematici). Prima di tutto introduciamo il personaggio: Hardy è uno dei massimi matematici inglesi del secolo scorso, attivo nel campo della teoria dei numeri, che collaborò con profitto con J. E. Littlewood e che assieme a quest'ultimo scoprì il genio autodidatta indiano Ramanujan. Alla fine della sua carriera fu stimolato a scrivere questo libricino a difesa della matematica che, a prima vista, può sembrare uno studio inutile, fine a se stesso. Ne è uscito un testo ricco di humor, logia e malinconia, in cui si descrive chiaramente cosa significhi essere "un artista creativo" e in cui si possono trovare sagge considerazioni su come conviene approciarsi alla vita per scegliere la propria carriera. Vale la pena leggerlo! Comments (0) L'Orlando Furioso - di Ludovico Ariosto, commentato da Italo CalvinoMi ha suggerito questa lettura un mio amico, Riccardo. In questo testo Italo Calvino fa una bella ed esplicativa introduzione al poema di Ariosto, spiegandone gli aspetti storici, gli antefatti e i retroscena. Nel libro poi altrena parti in cui racconta in sintesi e con un pizzico di ironia lo svolgersi della vicenda, che vedrà il paladino Orlando diventare folle per amore, a parti in cui riporta il testo originale di Ariosto, opportunamente commentato con delle note. Confesso che è stata una lettura davvero piacevole che mi ha dato modo di riscoprire un bellissimo poema che al liceo avevo studiato contro voglia e distrattamente senza rendermi conto, allora, di quanto fosse bello. Ho anche deciso di imparare a memoria alcune ottave del canto 24, quelle in cui Orlando è preso dalla follia, ma non è facile come immaginavo: io so a memoria i canti III e V dell'Inferno di Dante, ma quelli sono più semplici da imparare perchè scritti in terzine con rima incatenata (c'è un continuo richiamo tra i versi che aiuta molto la memorizzazione), mentre il Furioso è scritto in ottave con i primi sei versi a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata. A parte questi dettagli direi che si tratta di una lettura piacevole che merita!!! Comments (0) Tutti Pazzi per Gödel. La Guida completa al Teorema d'Incompletezza - di Francesco Berto
Un altro bel libro sui teoremi di incompletezza, dimostrati dal logico matematico Kurt Gödel nel 1931. L'autore ha sapientemente diviso il libro in due parti: nella prima parte propone una dimostrazione dei teoremi di incompletezza in una forma abbastanza rigorosa e tecnica, che mi ha obbligato a ricercare nella mia memoria alcuni degli argomenti studiati a suo tempo nei vari corsi di analisi all'università; nella seconda parte invece Berto, che è un filosofo di professione, descrive e commenta le diverse posizioni filosofiche che fanno riferimento ai risultati dell’illustre logico austriaco, guidandoci alla scoperta dei significati matematici e non matematici dei risultati gödeliani. Questa seconda parte è sicuramente quella più interessante. In essa l'autore analizza nel dettaglio le interpretazioni postmoderne dei teoremi di incompletezza, la posizione platonista di Gödel (per il quale la matematica non è invenzione ma scoperta) il legame tra i risultati gödeliani e le posizioni dei sostenitori dell'intelligenza artificiale e, infine, il rapporto tra il pensiero del filosofo Wittgenstein (per il quale non ha senso parlare di meta-linguaggi e meta-matematica, fondamentali invece nell'argomentazione di Gödel) e le implicazioni dei teoremi di Gödel. In conclusione direi che si tratta di un bel libro che ha, tra gli altri, il pregio di entrare nei dettagli e di chiarire le distinzioni, anche piuttosto sottili, tra i passaggi formali e la loro interpretazione semantica. Comments (0) Il Libro degli Esseri Immaginari - di Jorge Luis BorgesHo preso questo libro perchè era il titolo che più mi attirava tra le opere di Borges. E ho spulciato tra le sue opere perchè l'ho trovato spesso citato in altri libri che ho letto, quelli di fisica, di logica, di matematica... strano, no?!? Beh, in quest'opera l'autore propone una rassegna, in ordine alfabetico, di tutti gli esseri immaginari che hanno popolato e popolano le culture, i miti e le religioni di tutto globo terracqueo. Leggendo dei vari esseri, è a volte curioso notare le analogie nelle loro caratteristiche e fattezze in diverse epoche e in diverse parti del mondo. Lettura carina che non richiede alcuno sforzo. Credo che prenderò altri testi di Borges: mi ha incuriosito!!!
Comments (0) Il Piccolo Principe - di Antoine de Saint-ExupéryQuesto libro mi è stato consigliato, io non lo conoscevo e, se anche l'avessi visto su uno scaffale, l'avrei bollato come libro per bambini. Cosa che effettivamente è: un libricino per bambini. Però nella semplice storia del piccolo principe l'autore ci mostra quanto sono strani i "grandi" che sanno vedere solo con gli occhi e, così facendo, si perdono l'essenziale. Una lettura molto veloce, che però é capace di lasciare un ricordo durevole nel cuore. La consiglio a tutti!
"Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."
Comments (0) Questo Gioco di Fantasmi - di Joe SimpsonIn questo libro l'autore, lo stesso de "Touching the Void - La Morte Sospesa", racconta tutta la sua vita a partire dall'infanzia fino ad arrivare alle sue esperienze di alpinista. Ovviamente nel racconto un accento particolare è posto sugli incidenti che lo hanno visto coinvolto, ma che, malgrado tutto, non hanno intaccato la sua passione per la montagna. Purtroppo nel testo si parla spesso di alpinisti che sono morti e questo lascia un po' di inquietudine a chi legge. Però l'autore cerca anche di spiegare cosa lo spinge verso l'alpinismo e parla di quella sensazione di atemporalità che si prova durante una salita, quella sensazione cioè per cui non si avverte più ne il passato ne il futuro, non si vivono più le sterili preoccupazioni della vita quotidiana che ci gravano l'animo, ma in quell'istante esiste solo il presente, comandato da scelte nette, semplici, che hanno un immediato riscontro. E così cambia la prospettiva in cui si vede la vita e tutto acquista un significato nuovo. E' una lettura che mi è molto piaciuta, perchè mi trovo a condividere alcune considerazioni fatte dall'autore e anche perchè ritrovo nelle sue descrizioni alcune sensazioni che ho vissuto io stesso in prima persona quando, anni fa, ho avuto un incidente in auto. Lettura consigliata!!! Comments (0) Il Mistero dell'Alef - di Amir D. AczelIn questo libro l'autore ripercorre la storia del concetto di infinito in matematica, soffermandosi in particolare sulla figura di Georg Cantor, il matematico che nel XIX secolo ebbe il coraggio di dimostrate l'attualità dell'infinito e l'esistenza di infiniti ordini di infinito! L'infinito fa la sua comparsa già nell'antica Grecia e pone da subito in difficoltà chi tenta di avvicinarvisi; ne sono esempio i paradossi del moto di Zenone che vertono proprio sulla divisibilità infinita dello spazio e del tempo. Per questo motivo per secoli si tratta l'infinito come un qualcosa di potenziale, ma mai come un entità reale e attuale. Un passo in avanti fu compiuto da Galileo, che in alcuni suoi scritti affronta il problema dell'infinito dei numeri interi e arriva a dimostrare che l'infinito costituito dai quadrati dei numeri interi è grande quanto l'insieme degli interi, pur essendone solo una parte! Ci sono interi che non sono quadrati di altri numeri, eppure si può creare una corrispondenza biunivoca tra ogni intero e il suo quadrato!!! Quanti paradossi nell'infinito! Grandi sviluppi nella comprensione dell'infinito furono poi compiuti da Bertrand Bolzano (del quale ho inserito una recensione più in basso in questo spazio). Ma la persona che dimostrò l'attualità dell'infinito e riuscì a stabilire la sua esistenza in diversi ordini fu il matematico Georg Cantor. Egli, convinto che nell’infinito matematico vi fosse un riflesso di Dio, vi dedicò la sua vita, stabilì le basi per la moderna teoria degli insiemi e fu condotto alla follia per gli sforzi profusi nel tentativo di dimostrare “l’ipotesi del continuo”, ovvero che l’ordine di infinito dei numeri reali è esattamente il primo ordine di infinito superiore a quello dei numeri interi. Purtroppo per lui però, solamente dopo la sua morte, nei primi decenni del ‘900, Göedel dimostrerà l’indecidibilità di questa ipotesi che, nel sistema di assiomi della matematica attuale, non può essere dimostrata ne vera ne falsa. Libro molto ben costruito, che tiene viva l’attenzione e induce a riflettere su quel concetto così sfuggente, inafferrabile e paradossale che è l’infinito.
Comments (0) Achille e la tartaruga - l paradosso del moto da Zenone a Einstein - di Joseph MazurUna bella lettura che analizza tutti i tentativi di aggirare i quattro famosi paradossi sul moto, elaborati da Zenone di Elea, attraverso i quasi tremila anni che ci separano dalla loro nascita. Zenone, allievo di Parmedine, il quale sosteneva l'immutabilità e l'unicità della realtà, elaborò quattro paradossi tesi a mostrare l'impossibilità del moto e quindi l'illusorietà del cambiamento. I paradossi, quello della dicotomia, quello di Achille e la tartaruga, quello della freccia e quello delle masse nello stadio vertono tutti sulla divisibilità o meno dello spazio e del tempo, ovvero: lo spazio e il tempo sono entità continue e divisibili arbitrariamente, oppure sono entità discrete le cui unità sono allineate come le perle di una collana? Zenone coi suoi quattro paradossi aveva analizzato entrambe le possibilità arrivando comunque a contraddizioni. Mazur, in questo libro, ripercorre tutti gli sviluppi della matematica, della filosofia e della fisica che si sono susseguiti nei secoli e che hanno tentato di rispondere a questi paradossi: dalla scoperta dei numeri irrazionali, al calcolo infinetisimale, alla meccanica quantistica, fino alla teoria delle stringe. Una lettura piacevole!
Comments (0) Il Signore delle Mosche - di William GoldingQuesta fa parte di una serie di letture che mi sono state consigliate e che ho inserito volentieri tra i miei libri. Il testo parla di un gruppo di ragazzi e bambini che finiscono, a seguito della caduta dell'aereo su cui si trovavano, su un'isola deserta, soli e senza adulti. Li cercano di darsi delle regole, di costruire capanne, di dividersi nella raccolta del cibo, di mantenere acceso un fuoco che possa rivelare la loro presenza a qualche nave di passaggio che li salvi... Ma non ci vuole molto perchè le cose comincino a non funzionare: anche tra i bambini, che incarnano la purezza, ben presto cominciano a comparire paure ancestrali e istinti innati, primordiali, animali, che finiscono per sgretolare il gruppo e portare all'irreparabile. Lettura molto bella, che fa riflettere! Credo che l'autore, mostrando ciò a cui può arrivare un gruppo di innocenti bambini, voglia sottolineare che a maggior ragione l'uomo sia un essere con un innato istinto alla sopraffazione e volto al male piuttosto che al bene o, al più, al bene solo per sé stesso. Infatti lo stesso Golding affermò che "L’uomo produce il male con la stessa facilità con cui le api producono il miele". Qualcuno mi accuserà di cinismo, ma io la penso un po' come Golding e come tanti altri prima di lui (basti pensare alla celebre frase "homo homini lupus" di Plauto). Piuttosto che cinismo direi che è realismo, che è guardare le cose in faccia per quello che sono, consapevole di esserene parte e di essere io stesso così, pur non accettandole... Vabbé, tornando al libro, il mio consiglio è: leggetelo! Comments (0) I Segreti del Vaticano - di Corrado AugiasE' facile intuire dal titolo che questo libro mi è stato regalato, infatti gli argomenti si discostano non poco dalle mie solite letture. Però è stata una lettura veramente interessante e sono molto grato ai miei zii che me lo hanno regalato. Nel libro l'autore ripercorre numerose vicende che hanno riguardato la vita dei papi e della chiesa dalle sue origini fino ad oggi ma assolutamente non in ordine cronologico. Non posso giurare che tutto quanto viene riportato corrisponda alla verità, ma appare certamente molto verosimile. E quanto viene riportato mette drammaticamente in luce gli intrecci tra religione, potere e denaro. Prima di questa lettura già sapevo o immaginavo un po' di ciò che viene raccontato nel libro, ma non immaginavo certamente che si fossero raggiunti certi livelli di turpitudine, corruzione, sfruttamento e immoralità. E tutto, come sempre in questo mondo, per i soldi e per il potere... se solo gli uomini si rendessero conto che tutte le richhezze e il potere della terra non sono nulla nell'immensità dell'universo e che da loro non arriverà mai la felicità... Non nascondo di essere un credente (sicuramente pigro, ipocrita, falso, meschino, avido, limitato e propenso al peccato... insomma un uomo come tutti gli altri), però dopo aver letto questo libro non sono più tanto convinto dell'affermazione di "credere nella Chiesa Cattolica" che recito la domenica durante il Credo... Lettura consigliata Comments (0) Incompletezza. La dimostrazione e il paradosso di Kurt Gödel - di Rebecca GoldsteinUn libro abbastanza snello, di poco meno di 200 pagine, ma veramente bello e coinvolgente da leggere. Il testo racconta la vita e l'opera del grande logico matematico Kurt Gödel. Si apre presentandoci un Gödel che ha ormai già elaborato il suo più grande lavoro e, lasciata l'Europa nazista, passeggia sui viali dell'Insitute for Advanced Study di Princeton assieme ad Einstein. Sembrerebbe che a Princeton Einstein fosse l'unico che amasse intrattenersi a discutere con il logico col quale condivideva un sentimento di esilio dalla propria patria. Nel testo si fa poi un salto indietro alle origini del giovane Kurt, alla sua infanzia e ai sui studi (prima di passare a matematica si iscrisse alla facoltà di fisica). Vengono quindi raccontati i giorni in cui, quando era un giovane laureando, venne invitato a partecipare al famoso "Circolo di Vienna", associazione culturale d'elite dichiaratamente positivista, che aveva fatto del lavoro di Wittgenstein il proprio ideale. In realtà nessuno di loro sapeva che Gödel non condivideva affatto il positivismo ma era anzi un convintissimo platonista (e forse Wittgenstein stesso lo era! La settima asserzione del suo Tractatus -su ciò di cui non si è in grado di parlare, si deve tacere- infatti potrebbe non essere un riferimento positivista, ma piuttosto potrebbe intendere che esistono cose che non potremo mai conoscere pienamente proprio come le Idee platoniche). In quel contesto culturale Gödel presenterà una breve dissertazione (per il suo dottorato) alla conferenza di Köninsberg, a cui era stato invitato solo come figura di sfondo e in cui invece enuncerà il suo famoso teorema, colpo mortale per il positivismo matematico e per il formalismo di Hilberl. In quell'occasione fu importantissima la presenza di John von Newmann, unico di quella conferenza che percepì la portata di quell risultato raccontato così in sordina e ne aiutò la diffusione. A questo punto l'autrice descrive il teorema in termini tecnici, ma molto semplificati in modo che si riescono a seguire i vari passaggi logici della dimostrazione senza eccessivi sforzi. Infine il testo passa nuovamente a descrivere gli ultimi, tormentati (psicologicamente un po' disturbati) anni della vita del logico a Princeton dove si spegnerà il 14 gennaio 1978. Ripeto: veramente un bel libro!!! Comments (0) Dio Gioca a Dadi? - di Ian StewartQuesto libro tratta gli stessi argomenti già incontrati del testo di James Gleick (vedi più in basso). Credo che il libro di Stewart sia, nella sua prima versione, antecedente a quello di Gleick, anche se quello che ho letto io è una riedizione e contiene alcuni riferimenti al testo di Gleick. Lettura interessante! Comments (0) Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere - di John GrayChe pertinenza ha questo libro con le mie solite letture?!? Effettivamente, a prima vista, poca o nulla! Lo consiglio a tutti! Comments (0) Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - di Lewis CarrolHo scelto questa lettura perchè mi è capitato spesso di trovare citazioni di questo libro in altri testi che ho letto (roba di matematica e/o logica) e anche perchè so che John Lennon, personaggio che io stimo molto, ne parlava bene e diceva che era stata una fonte di ispirazione per lui. Beh, tanto per cominciare, nella prefazione ho scoperto che Lewis Carroll è una specie di anagramma e non era il vero nome dell'autore, che invece si chiamava Charles Lutwidge Dodgson. Lewiss Carroll è stato diacono della chiesa anglicana, docente di matematica e logica, si è dedicato alla scrittura di fiabe e poesie e si è anche appassionato all'arte della fotografia. Nella prefazione emergono anche aspetti un po' equivoci della sua personalità, come il fatto che intrattenesse rapporti di amicizia soprattutto con bambine (col permesso dei genitori) che erano i suoi modelli per le fotografie e alle quali raccontava delle fiabe. Ed è proprio così che è nato il racconto di cui si parla qui, ideato e dedicato ad una tale Alice Liddell. Al di là di questo, la storiella in sè è molto carina, penso che tutti la conoscano, ed è piena di non-senso e di cose strampalate. Il mio consiglio è di leggere l'edizione con testo in inglese che così si impara anche qualche parola in più. Ci sono comunque diversi pensieri che possono essere estratti dal contesto della fiaba e riciclati nella vita di tutti i giorni. "Would you tell me, please, which way I ought to go from here?" "That depends a great deal on where you want to get to" said the Cat. "I don't much care where--" said Alice. "Then it doesn't matter which way you go" said the Cat. "--So long as I get somewhere" Alice added as an explanation. "Oh, you're sure to do that" said the Cat, "if you only walk enough". Comments (0) La Fine è il mio Inizio - di Tiziano TerzaniQuesto libro consiste nella trascrizione ad opera del figlio Folco delle registrazioni del racconto che il padre, Tiziano Terzani, gli fa pochi mesi prima di morire per una malattia. In questo racconto Tiziano descrive la sua avventurosa vita, a partire dall'infanzia povera a Firenze, dagli studi e dal debutto nel mondo del giornalismo. E con questa attività iniziano i suoi viaggi come corrispondente in Asia, dove si trova a vivere la guerra del Vietnam, gli scontri nelle Coree, la guerra in Cambogia... e poi sarà a Singapore, in Giappone e, più importante per lui, in Cina, suo sogno fin da giovane. Durante il racconto della sua vita descrive come si siano infrante sotto i suoi occhi di testimone non sempre comodo le più grandi ideologie del secolo appena passato; forte è inoltre la critica al mondo del capitalismo. Una lettura davvero coinvolgente al punto che io me lo sono letto in una notte (passata completamente insonne a leggere). Ringrazio la mia collega B. che me lo ha prestato: se non me lo avesse suggerito lei io non lo avrei mai letto!
Comments (0) I Figli di Hurin - di J.R.R. TolkienUna nuova edizione contenente alcuni scritti mai pubblicati dall'autore sistemati e ordinati dal figlio dello stesso. La storia narrata in questo libro si colloca nei tempi remoti nella mitologia inventata da Tolkien, appena dopo la comparsa degli uomini, durante le lotte contro il Valar Morgoth. Hurin, che durante la Nirnaeth Arnoediad (la Battaglia delle Innumerevoli Lacrime) osò resistere a Morgoth, viene condannato da questi a non morire, ma a restare immobile su un seggio a vedere le maledizioni e le sventure che Morgoth getterà sui suoi cari, in particolare sul figlio Turin e sulla figlia Nienor. Per chi avesse già letto il Silmarillion, I Racconti Incompiuti, I Racconti Perduti o I Racconti Ritrovati, non c'è nulla di nuovo... Più o meno la storia è accennata anche in questi altri testi, solo che in quello di cui ora si parla viene descritta con maggiore dovizia di particolari. Potrete qui leggere di Turin Turambar (Autore del proprio Destino), anche chiamato Mormegil (la Spada Nera) delle sue avventure (o sventure?), di colui che con la spada Gurthang riuscirà ad uccidere Glaurung, il Grande Verme, il primo e il più possente dei Draghi creati da Melkor Morgoth. Per chi non avesse mai letto Tolkien, consiglio di leggere almeno il Silmarillion prima di questo. Comments (0) Gödel meets Einstein, Time Travel in the Gödel Universe - di Palle YourgrauLettura non proprio banale... Purtroppo non c'è la traduzione e il libro è solo in inglese. Prima di acquistarlo ho avuto uno scambio di mail con l'autore, che è professore di filosofia alla Brandeis University nel Massachusetts, perchè volevo essere certo che non si trattasse di un testo tecnico di filosofia, che altrimenti sarebbe stato veramente difficile da comprendere. Yourgrau mi ha assicurato che avrei trovato la lettura interessante... Comunque nel libro vengono analizzati i lavori del logico matematico Kurt Gödel in merito alle equazioni di campo di Einstein. Lavorando su tali equazioni infatti Gödel aveva trovato delle soluzioni che descrivevano degli universi rotanti (chiamati universi di Gödel) in cui erano possibili delle linee chiuse di tipo tempo, cioè universi in cui è ammesso il viaggio nel tempo. Queste considerazioni, legate alle considerazioni sulla simultaneità e la (im)possibilità di definire una cronologia degli eventi nella relatività speciale condussero Gödel a concludere che il tempo, anche nel nostro universo (che tutt'al più ha una diversa distribuzione delle masse rispetto a un universo di Gödel, ma è governato dalle stesse leggi fisiche) è un qualcosa di illusorio, che non fluisce attraverso il presente da un passato a un futuro, ma piuttosto esiste (uno spazio-tempo) tutto quanto in blocco. Filosoficamente parlando non c'è un divenire, ma tutto è già attuale. Nella seconda parte del libro, vengono analizzati gli stessi aspetti nel più complesso ambito della relatività generale... qui io mi sono un po' perso. Inoltre, in tutto il testo sono presenti i richiami alla filosofia classica e le critiche su questo argomento dei filosofi del '900. Nei capitoli 5, 6 e 7 in particolare, vengono passate in rassegna le argomentazioni di Kant, di Frege, di Russel, di White, di Wittgenstein, di Husserl, di Cantor e di un sacco di altri pensatori di cui non avevo mai letto prima... Confesso di aver compreso veramente poco degli argomenti descritti in questi capitoli. Una lettura sicuramente tecnica e di difficile comprensione... temo che dovrò rileggere il libro con calma e ancora non lo avrò compreso in pieno. Però mi ha dato parecchia soddisfazione perchè anche io, a livello puramente intuitivo, ero arrivato ad alcune di queste conclusioni ragionando sulla simultaneità degli eventi della relatività speciale e sull'impossibilità di definire un sistema di riferimento privilegiato (cosa che si può fare in parte nella relatività generale considerando il moto medio dell'universo). Il mio amico Nicola, che si è dovuto subire un bel po' di discorsi su questo, lo sa bene... sono i tipici argomenti che io cerco di intavolare dopo la terza/quarta birra, che tanto a parlare di femmine finisco ancor prima di terminare la prima birra... Comments (0) Fisica e Filosofia - di Werner HeisenbergUn bellissimo libro del grande fisico Heisenberg con un'utile introduzione a cura di F.S.C. Northrop (per l'edizione de Il Saggiatore). Nel testo l'autore ripercorre il legame e la reciproca influenza tra la fisica e la filosofia a cominciare dagli albori di entrambe le discipline nell'antica Grecia. Mi ha colpito la profonda conoscenza che Heisenberg dimostra di avere della filosofia, dai classici greci fino a Cartesio e Kant! Confesso che io ho faticato un po' a seguire alcuni argomenti trattati... se solo avessi seguito con più attenzione le lezioni di filosofia al liceo!!! Quello che mi è sembrato comunque di cogliere è che Heisemberg cerca di sottolineare come la filosofia segua nei tempi quelle che sono le scoperte della fisica, scoperte che spesso stravolgono il senso comune e sono difficili da accettare di primo acchito. Ecco perchè quindi, all'alba della rivoluzione della meccanica quantistica, molti fisici, che ne hanno pure gettato le basi come Einstein e Plank, faticano ad accettare che la realtà sia quantizzata e che si comporti in maniera probabilistica (da cui la famosa frase di Einstein "Dio non gioca a dadi"). Essi, formati su un substrato culturale che da due secoli è imperniato sulla meccanica newtoniana dove vige il determinismo assoluto, sono sicuri che questa nuova fisica (la meccanica quantistica) sia semplicemente incompleta, mentre Heisenber sostiene che la natura probabilistica e discreta facciano intimamente parte della reatà della materia. Nel libro sostiene quindi quest'idea e confuta anche alcune interpretazioni alternative fornite da fisici sui contemporanei. Lettura interessante! Però, nel mio caso, da leggere poco alla volta!!! In chiusura, anche se non è contenuto nel libro, aggiungo che nel '64 il fisico irlandese John Bell propose un esperimento teorico che avrebbe consentito di discriminare se il mondo in cui viviamo si comporta realmente secondo la meccanica quantistica oppure se esistano delle variabili nascoste come sostenevano gli oppositori di questa teoria. Nel 1982 il fisico francese Alain Aspect riuscì a realizzare questo esperimento (in verità non proprio nella forma originariamente proposta da Bell) e dimostrò che la materia che costituisce l'universo si comporta proprio secondo la meccanica quantistica e obbedisce al principio di indeterminazione scoperto da Heisenberg!!! Comments (0) Libri che vendono i ragazzi di colore in piazza Duomo - VariDedico un paio di righe anche ai libricini che vendono i ragazzi di colore assieme alle altre cose; io di solito li trovo in piazza Duomo a Milano. Quando li incontro mi dispiace andarmene senza dedicargli qualche minuto e senza prendere qualcosa e devo dire che trovo molto interessanti i libri che vendono. Ce ne sono per tutti i gusti, sono veloci da leggere perchè sono molto brevi (una cinquantina di pagine) e ovviamente parlano dell'Africa. Tra quelli che ho letto io vi consiglio, se li trovate, i seguenti titoli: - Luna Park Ruanda - Mare Nero - Un Giorno come Tanti - Racconti in Concerto Dopo aver letto questi libri capirete meglio perchè così tante persone scappano da casa loro, l'Africa, affrontando viaggi pericolosi, per venire fin qui... io, se fossi in loro, farei altrettanto. Comments (0) Into Thin Air - di Jon KrakauerBellissimo libro in cui l'autore racconta la tragica esperienza vissuta durante la sua salita all'Everest. Un libro che ti rapisce! Io l'ho preso inglese e l'ho letto in meno di tre giorni. Dopo questa lettura sarebbe però il caso di leggere anche "The Climb: Tragic Ambitions on Everest" di Anatoli Bourkreev, pure lui uno dei protagonisti di questa vicenda, in parte criticato da Krakauer, per sentire la sua versione dei fatti. Comments (1) Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante - di Douglas HofstadterChe dire di questo libro, se non che è magnifico!?! Non finirò mai di ringraziare Riccardo ed Emanuele per avermelo regalato!!! In quest'opera (del 1979) l'autore ha come linea guida l'analisi degli aspetti che regolano il rapporto tra il funzionamento della mente intesa nel suo senso astratto e le strutture celebrali che costituiscono il cervello. Forse l'opera era nata sulla scia delle ricerce sull'intelligenza artificiale della seconda metà degli anni '70, fatto sta che in essa viene mostrato in maniera semplice, eppure folgorante, come da ogni livello di un qualsiasi sistema formale possano emergere nuovi livelli (i meta-livelli) con nuove regole, non prevebili a partire dai sistemi di partenza: si parla di proprietà emergenti. Un esempio banale: un formicaio nel suo insieme si comporta come se fosse mosso da una sua "forma di volontà" in maniera coerente, eppure le singole formiche che lo costituiscono non sanno nulla del formicaio e chiaramente non agiscono mosse da un qualche intelletto, ma semplicemente reagiscono agli stimoli in maniera quasi binaria! Quindi il formicaio è una proprietà emergente di un sistema complesso i cui singoli elementi funzionano però in maniera semplice!!! Per parlare di tutte queste cose Hofstadter fa ricorso a personaggi come Achille e la Tartaruga, al Granchio, a Zenone, ai Formichieri, tutti impegnati in dialoghi spesso surreali sul modello di Lewis Carrol. Nel testo, abbondano i giochi linguistici, gli anagrammi, gli acronimi, i codici segreti, a esibire la presenza universale del fenomeno dell'autoriferimento utilizzato da Gödel nel suo famoso teorema di incompletezza, da Escher nelle sue incisioni, e da Bach nei suoi canoni che dopo qualche giro d'ottava ritornano alla nota di partenza! Non so... il libro è troppo bello e corposo per riuscire a riassumerlo qui... vi dico solo che sarebbe uno dei libri che vorrei avere con me se dovessi naufragare su un'isola deserta! Leggetelo e poi mi direte cosa ne pensate. Comments (0) Vari testi - Paul DaviesIl primo libro che ho letto di Davies è stato "Da dove viene la Vita", che mi è piaciuto molto e quindi in seguito ho preso altri dei suoi testi. Qui ne raggruppo alcuni che, in fin dei conti, ripropongono un po' sempre gli stessi argomenti, raccontati di volta in volta con diverse sfumature, ponendo l'accento ora su questo ora su quell'aspetto. In generale nei testi che elencherò si parla degli sviluppi della cosmologia moderna, dei legami della fisica dell'infinitamente piccolo con l'infinitamente grande, della nostra concezione dello spazio e del tempo dopo l'avvento della relatività, delle nuove concezioni di causalità e determinismo portate dalla meccanica quantistica, dei legami tra scienza e religione, di quale idea di Dio può celarsi dietro alle teorie scientifiche, di quale sia il ruolo che può rivestire l'uomo nell'universo, se la comparsa della vita sia un evento fortuito oppure inevitabile, ecc. Insomma, gli argomenti trattati sono tanti e tutti interessanti. Inoltre l'esposizione è sempre chiara e per la comprensione dei testi non sono necessarie conoscenze particolari di fisica o matematica. Sono quindi libri adatti a chinque; però vi sconsiglio di leggerli uno in fila all'altro perchè dopo un po' la lettura potrebbe risultare noiosa! L'Universo che Fugge; Il Cosmo Intelligente; La Mente di Dio; Dio e la nuova Fisica; Sull'Orlo dell'Infinito; I Misteri del Tempo; Siamo soli?; Comments (0) Indeterminazione e Realtà - di Werner HeisembergIn quest'opera sono raccolti due saggi di Werner Heisemberg, il grande fisico che formulò il famoso principio di indeterminazione. Le traduzioni e le prefazioni sono a cura di Giuseppe Gembillo e di Giuliana Gregorio. Nel primo dei due saggi l'autore, partendo dalle definizioni di posizione, velocità, energia, ecc. arriva a mostrare che nella meccanica quantistica alcune grandezze coniugate possono essere determinate solo con un'indeterminazione caratteristica! Il testo è strettamente tecnico e richiede conoscenze avanzate di fisica e matematica. Il secondo dei saggi invece è di carattere filosofico e la sua lettura può essere affrontata da chiunque. In esso l'autore si preoccupa di analizzare come le "singole connessioni della natura" scoperte dai ricercatori siano armonicamente ordinate in quel tutto, rappresentato per noi dalla vita o dal mondo. Ovviamente, un particolare peso viene dato allo stravolgimento dei concetti di "causa", "osservabilità" e "oggettività" che il principio di indeterminazione ha portato con sè. Comments (0) Il Mostro e la Simmetria - di Mark RonanIn questo libro l'autore, matematico all'università dell'Illinois, racconta la storia che ha condotto alla scoperta del (-la simmetria del) Mostro! Il nome dato a questo oggetto matematico rivela quanto strani siano i matematici... Facciamo un passo indietro per inquadrare meglio la simmetria. Un quadrato disegnato su un foglio può essere mosso in otto modi diversi per tornare al proprio posto: quattro rotazioni rispetto al centro e quattro riflessioni rispetto agli assi. Se si passa al cubo le operazioni di simmetria aumentano (diventano 24) e più si sale con le dimensioni più le operazioni applicabili crescono. Tutte le possibili operazioni di simmetria applicabili ad un oggetto vanno a formare quello che si chiama "gruppo di simmetria" (li si studia ad esempio nella cristallografia). Ronan descrive le vite dei matematici che giunsero infine (mi pare si parli degli anni '60-'70), dopo molti sforzi, a scoprire il più grande gruppo di simmetria (e dimostrano che non ve ne sono di più grandi), al quale diedero il curioso nome di Monster Moonshine, che si trova in uno spazio a 196.883 dimensioni e che ha appena 808.017.424.794.512.875.886.459.904.961.710.757.005.754.368.000.000.000 operazioni di simmetria!!! Non è mai una lettura eccessivamente complicata; l'ho trovata piacevole.
Comments (0) I Paradossi dell'Infinito - di Bernard BolzanoUn interessante libro, edito a cura di Alberto Conte, scritto dal matematico, filosofo, teologo e sacerdote (una volta si che si poteva parlare di uomini di cultura!!!) Bernard Bolzano, vissuto tra il 1781 e il 1848. Chi ha fatto un corso superiore di matematica certamente avrà studiato il teorema di Bolzano-Weierstrass (che dice che ogni insieme, se è limitato e infinito, ammette almeno un punto di accumulazione), beh, "quel Bolzano" è lo stesso che ha preparato questi scritti. Una lettura che richiede un certo impegno, non sempre di facile comprensione, che attraversa per punti tutta una serie di possibili paradossi legati alle quantità infinite (e infinitesimali) nel campo matematico. Quello del paradosso in realtà è solo un pretesto che Bolzano usa per analizzare e dimostrare alcune sorprendenti proprietà degli insiemi (di cui lui, per primo, introduce il concetto). Mi è impossibile cercare di delineare tutti gli argomenti trattati nel testo perchè vengono discussi ben 70 di questi paradossi. Posso dire che mi ha stupito scovare già tra i paradossi alcuni interrogativi legati agli ordini di infinito (può un infinito essere più grande di un altro infinito?) che verranno chiariti in seguito dal matematico Georg Cantor con l'introduzione del concetto di cardinalità di un insieme. Comments (0) Gomorra - di Roberto SavianoCome si può facilmente immaginare, questo non é il tipo di libro che compro io. Me lo hanno regalato. Comments (0) L'Enigma dei Numeri Primi - di Marcus du Sautoy2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19… sono i numeri primi. Vi siete mai chiesti se questa sequenza di numeri sia casuale o se invece esista qualche misterioso legame che li unisce, qualche regola che ci consenta di conoscere quale sarà ad esempio il milionesimo numero della sequenza? Beh, i matematici ci lavorano senza sosta dai tempi di Euclide. Leggendo il libro scoprirete che dietro alla ricerca sui numeri primi non si nasconde solo la curiosità dei matematici, ma ci sono anche grandi interessi economici perchè alcuni dei piú sicuri sistemi per la codificazione dell’informazione si basano su tali numeri, proprio perché nessuno è ancora in grado di conoscere quando, nella sequenza dei numeri naturali, si presenterà il prossimo numero primo. Un libro che mi è piaciuto parecchio. Devo anche dire che l’autore è una persona molto disponibile: gli ho scritto diverse mail per chiedere dei chiarimenti e mi ha sempre risposto con garbo e disponibilità Comments (0) Da Dove Viene la Vita - di Paul DaviesIn questo libro, il fisico Paul Davies ripercorre tutte le teorie sviluppate per tentare di spiegare come sia iniziata la vita e capire se sia solo un bizzarro e fortuito accidente chimico o se sia qualcosa di iscritto nelle leggi fondamentali dell'universo. Secondo le più recenti scoperte sembrerebbe che i primi organismi siano vissuti a grandi profondità nei fondali marini, in ambienti un tempo ritenuti del tutto inospitali, e che microbi intrappolati nelle rocce abbiano viaggiato tra la Terra e Marte attraverso lo spazio interplanetario. Viene quindi esaminata la possibilità della panspermia, che cioè la vita provenga dallo spazio profondo e si descrive come i batteri riescano a non essere distrutti, durante viaggi che possono durare milioni di anni, dai raggi ultravioletti. E' inoltre ormai certo che sulla Terra grandi catastrofi hanno sterilizzato più volte l'ambiente facendo ricominciare l'evoluzione da capo. Cosa quindi governa la ricomparsa della vita? La vita sulla Terra è dovuta solo al caso, oppure si tratta di un cammino obbligato che porta ad esseri intelligenti in grado di porsi domande sull'origine della vita stessa? Davies non risponde apertamente a queste domande, ma ognuno in cuor suo sarà libero di trarre le proprie conclusioni. Comments (0) Caos, la Nascita di una nuova Scienza - di James GleickL'autore descrive in questo libro la nascita dello studio dei fenomeni complessi, imprevedibili, ovvero “caotici”. Per farlo, ripercorre la vita degli studiosi che diedero corpo a questa nuova scienza, a cominciare da Edward Lorentz, ideatore di modelli matematici (per la meteorologia) che mostravano una dipendenza sensibile dai dati iniziali, dove cioè piccole variazioni nelle condizioni iniziali del sistema possono risultare in variazioni grandi e incontrollate nelle sue successive evoluzioni (il classico "effetto farfalla"). Vengono poi passati in rassegna gli studi pioneristici di Benoit Mandelbrot che scoprì i frattali, si descrive il concetto degli "attrattori strani", una sorta di caos stabile, ovvero la configurazione che un sistema tende ad assumere al crescere del tempo, che può essere un punto, una curva, oppure un insieme più complicato. Si passano in rassegna esperimenti di fluidodinamica dove la transizione alla turbolenza, cioè un regime caotico, si manifesta tramite biforcazioni nello spazio delle fasi, in maniera non continua ed uniforme, ma intermittente e allo stesso tempo ad intervalli regolari e prevedibili. Si scopre persino le cellule cardiache si comportano come sistemi caotici e la conoscenza del caos diventa quindi importante per la comprensione e la prevenzione degli infarti. Un libro ben scritto che invoglia a essere letto!
Comments (0) Una Scienza senz'Anima - di Giuseppe SermontiUn libricino di veloce lettura, in cui l'autore, biologo e genetista di fama mondiale, capovolge alcune delle convinzioni su scienza, fede e tecnica. Egli sostiene infatti che la scienza è frutto dell'uomo, ma non la fede, anzi, l'uomo è una creatura della fede (uomo non inteso come un essere biologico, ma inteso come un essere cosciente). Anche la tecnica, sostiene Sermonti, non nasce della sicenza come solitamente si crede, ma viene prima della scienza, infatti la scienza deriva dallo studio e dall'analisi della tecnica. L'autore sottolinea poi l'importanza di proseguire nella scenza accompagnati dalla fede, non in senso bigotto, ma affinchè lo scienziato, davanti alla scoperta, piuttosto che chiedersi: "Che uso posso farne (e a che prezzo posso venderla)?", si chieda: "Dove posso inserirla nel racconto che sto facendo del mondo?". Comments (0) |
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